Nvidia mette 105 miliardi sul tavolo per OpenAI. In palio ricavi per 600 miliardi

Il colosso dei chip sosterrร il maxi data center dellโOhio, destinato a diventare uno dei maggiori poli mondiali dellโintelligenza artificiale. Lโoperazione rafforza il legame con OpenAI e promette unโenorme ricaduta sugli ordini di GPU. Ma Wall Street resta prudente di fronte ai timori di โfinanziamenti circolariโ.
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Gigantesco complesso per intelligenza artificiale in Ohio
Nvidia รจ pronta a mettere sul tavolo fino a 105 miliardi di dollari per sostenere la costruzione di uno dei piรน grandi data center al mondo. Il progetto mira a consolidare un rapporto con OpenAI che, secondo il Ceo di Nvidia, Jensen Huang, potrร generare per il colosso dei chip circa 600 miliardi di dollari di ricavi entro il 2030.
ร questa la dimensione dell'accordo annunciato lunedรฌ 17 agosto per il PORTS-Pike Technology Campus, gigantesco complesso per l'intelligenza artificiale che sorgerร nella contea di Pike, in Ohio. OpenAI ha raggiunto un'intesa per assicurarsi fino a circa 8 gigawatt di capacitร di calcolo nel campus, che sarร costruito, posseduto e gestito da SB Energy, societร controllata dal gruppo giapponese SoftBank.
Nvidia sarร il fornitore esclusivo dell'infrastruttura di calcolo AI e sosterrร finanziariamente il progetto con garanzie fino a 105 miliardi di dollari per la prima fase da 4,25 gigawatt. In parallelo investirร direttamente 1,5 miliardi di dollari in SB Energy.
Investimento potenziale da 105 miliardi per ricavi da 600 miliardi
I numeri spiegano perchรฉ Nvidia sia disposta a utilizzare il proprio gigantesco bilancio per contribuire a finanziare l'espansione dell'infrastruttura AI.
Secondo Huang, ogni generazione di sistemi installata nel campus dell'Ohio potrebbe richiedere circa 1,5 milioni di GPU Nvidia e rappresentare fra 150 e 200 miliardi di dollari di ricavi per il gruppo. Nell'arco dei vent'anni previsti dal contratto di locazione di OpenAI, il sito potrร attraversare diversi cicli di aggiornamento tecnologico.
Ma il dato piรน impressionante riguarda l'intero rapporto con OpenAI. Gli impegni giร assunti e quelli programmati dalla societร guidata da Sam Altman equivalgono a circa 12 gigawatt di capacitร Nvidia, che potrebbero salire a 16 gigawatt se il gruppo di Huang decidesse di sostenere anche la seconda fase del progetto dell'Ohio.
"A questi livelli, l'opportunitร rappresenta circa 600 miliardi di dollari di Nvidia compute entro il 2030", ha spiegato Huang.
Il PORTS-Pike partirร con 800 megawatt che dovrebbero entrare in funzione nel 2028. Un solo gigawatt equivale alla potenza necessaria per alimentare fino a 750.000 abitazioni americane: una misura che rende immediatamente percepibile la scala raggiunta dagli investimenti necessari per sostenere lo sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Nvidia diventa anche finanziatore dell'AI
L'operazione conferma una trasformazione sempre piรน evidente nella strategia di Nvidia. Il gruppo non si limita piรน a produrre le GPU che alimentano i modelli di intelligenza artificiale, ma utilizza la propria enorme capacitร finanziaria per contribuire alla costruzione dell'ecosistema che dovrร acquistare quelle stesse GPU.
Negli ultimi due anni Nvidia ha moltiplicato gli investimenti nelle societร del settore. Secondo FactSet, citato da Barron's, nel 2025 e nel 2026 ha realizzato 66 investimenti in societร private. Pochi giorni fa ha inoltre annunciato accordi con alcuni dei maggiori gruppi finanziari di Wall Street per mobilitare oltre 500 miliardi di dollari destinati alle infrastrutture AI.
ร una strategia che Barron's ha definito quella del "buyer of last resort": Nvidia contribuisce a rimuovere il principale collo di bottiglia che oggi frena l'espansione dell'intelligenza artificiale โ la disponibilitร di capitale per finanziare data center sempre piรน giganteschi โ sapendo che una parte consistente di quegli investimenti finirร per trasformarsi in ordini per i suoi prodotti.
Il fantasma dei finanziamenti circolari
Proprio questo meccanismo alimenta perรฒ uno dei dubbi che da mesi accompagnano il boom dell'AI. Nvidia investe o garantisce finanziamenti a societร che, direttamente o indirettamente, utilizzano quei capitali per acquistare hardware Nvidia. Da qui l'accusa di "circular financing": una domanda di chip che almeno in parte sarebbe sostenuta finanziariamente dallo stesso produttore.
Huang ha respinto esplicitamente questa interpretazione. "OpenAI pagherร il lease", ha affermato il Ceo, precisando che Nvidia interviene quando dispone di sufficiente visibilitร sulla domanda dei clienti e quando il proprio sostegno consente di creare capacitร produttiva di lungo periodo.
La struttura dell'accordo sembra del resto studiata proprio per limitare i rischi. Nvidia non garantisce l'intero costo del progetto nรฉ tutti gli obblighi finanziari di OpenAI. Il sostegno riguarda porzioni definite dei pagamenti relativi a leasing ed energia e un impegno sul valore residuo degli asset.
La cifra massima di 105 miliardi riguarda inoltre soltanto la prima fase da 4,25 gigawatt. Nvidia potrร decidere successivamente se assumere ulteriori impegni per i restanti 3,75 gigawatt.
Wall Street non si entusiasma
La prudenza con cui รจ stato strutturato l'accordo non รจ bastata per suscitare lโentusiasmo degli investitori. Lunedรฌ Nvidia ha chiuso a Wall Street praticamente invariata, a 225,01 dollari, dopo essere salita durante la seduta fino a 227,92 dollari.
Da inizio anno il titolo guadagna comunque circa il 21% e la capitalizzazione รจ tornata nell'area dei 5.500 miliardi di dollari.
La reazione contenuta del mercato suggerisce che Wall Street continua a guardare con attenzione alla quantitร di capitale che Nvidia sta impegnando per sostenere l'espansione dell'ecosistema AI. Ma l'altra faccia della medaglia รจ racchiusa proprio nel numero indicato da Huang: 600 miliardi di dollari di potenziale business con OpenAI entro il 2030.
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