Nvidia sfida Pechino: maxi investimenti a Taiwan dopo il vertice Xi-Trump

Nvidia sfida Pechino: maxi investimenti a Taiwan dopo il vertice Xi-Trump

Jensen Huang, il fondatore e Ceo di origine taiwanese, annuncia investimenti fino a 150 miliardi di dollari sull’isola contesa fra Usa e Cina. Una scelta industriale che diventa anche un messaggio politico nel pieno della guerra dei chip.

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Gigantesco aumento degli investimenti sull’isola

Mentre a Washington e Pechino si discute del futuro di Taiwan, Jensen Huang rilancia sull’isola con una scelta che ha il sapore insieme di una decisione industriale e di un messaggio geopolitico.

Il fondatore e amministratore delegato di Nvidia ha annunciato oggi a Taipei un aumento gigantesco degli investimenti del gruppo a Taiwan: la spesa annuale salirà fino a 150 miliardi di dollari, contro i 10-15 miliardi di appena quattro o cinque anni fa.

L’annuncio arriva in un momento delicatissimo. Solo pochi giorni fa, nel faccia a faccia fra Xi Jinping e Donald Trump, il leader cinese ha ribadito con fermezza la volontà di riportare Taiwan sotto il controllo di Pechino. Non si sa quale è stata la risposta americana. Ma intanto Nvidia, la società simbolo della rivoluzione AI, ha deciso di rafforzare la propria presenza proprio nell’isola contesa.

Jensen Huang torna alle origini

La scelta assume un significato ancora più forte se si considera la biografia di Huang. Il Ceo di Nvidia è cittadino americano, ma è nato a Taiwan e lasciò l’isola all’età di cinque anni.

Oggi, da leader della società più influente del settore AI, Huang definisce Taiwan “l’epicentro della rivoluzione dell’intelligenza artificiale”.

Non si tratta soltanto di retorica. Nvidia dipende in modo cruciale dalla taiwanese TSMC, il colosso che produce i chip progettati dalla società americana. Quest’anno Nvidia dovrebbe superare persino Apple come primo cliente di TSMC.

La nuova sede “Constellation”, che Nvidia inizierà a costruire entro la fine del 2026 nel nord di Taipei, potrà ospitare 4.000 dipendenti, quattro volte l’attuale forza lavoro del gruppo sull’isola.

Un investimento enorme nel cuore della guerra dei chip

I numeri annunciati da Huang sono impressionanti anche per gli standard di Nvidia. Una spesa annuale da 150 miliardi di dollari a Taiwan sarebbe superiore ai ricavi trimestrali della società, che nell’ultimo trimestre ha registrato vendite record per 81,6 miliardi di dollari.

È interessante osservare che il piano taiwanese supera persino il ritmo medio degli investimenti annunciati negli Stati Uniti. Nvidia aveva infatti promesso 500 miliardi di dollari di investimenti nell’infrastruttura AI americana in quattro anni, equivalenti a circa 125 miliardi l’anno.

Il messaggio implicito sembra chiaro: nonostante le pressioni politiche di Washington per rilocalizzare la produzione negli Usa, Taiwan resta centrale nella strategia industriale del gruppo.

La Cina conta sempre meno nei numeri di Nvidia

L’annuncio arriva inoltre mentre Nvidia incontra crescenti difficoltà nel mercato cinese, stretta fra le restrizioni americane sull’export di semiconduttori avanzati e la politica nazionalistica di Pechino che spinge le aziende a comprare chip made in Cina.

Nell’ultimo trimestre i ricavi provenienti da Taiwan sono aumentati di oltre il 50%, mentre quelli dalla Cina continentale e da Hong Kong si sono dimezzati.

La reazione della Borsa fotografa bene il nuovo equilibrio del settore. Dopo l’annuncio di stamattina da parte del Ceo di Nvidia, a Taipei l’indice Taiex ha chiuso ai massimi storici con un rialzo dell’1,7%. Le azioni TSMC hanno guadagnato l’1,3%, mentre MediaTek e Data Electronics, altri due colossi taiwanesi dei semiconduttori, sono balzate rispettivamente dell’8,8% e del 7,2%.

Non c’è dubbio che l’annuncio di Jensen Huang rappresenti una gigantesca scommessa industriale sul fatto che l’isola continuerà a occupare una posizione centrale nella filiera globale dei semiconduttori.

Una scommessa che, inevitabilmente, è anche politica.

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Codice: NVDA.US
Isin: US67066G1040
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