Petrolio in picchiata dopo lo stop agli attacchi USA in Medio Oriente

03/08/2026 07:30
Petrolio in picchiata dopo lo stop agli attacchi USA in Medio Oriente

La prospettiva della ripresa dei negoziati riduce il premio di rischio geopolitico sul greggio, mentre lโ€™Opec+ aumenta la produzione azzerando cosรฌ i tagli dei mesi scorsi, anche se appare una decisione puramente formale.

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Petrolio in forte calo

Petrolio in picchiata in questa prima seduta di agosto dopo aver chiuso luglio con la maggior crescita mensile da marzo, grazie al nuovo ottimismo diffuso da Donald Trump sulle trattative tra Stati Uniti e Iran mentre lโ€™Opec ha aumentato la produzione.

Stamattina il Brent crollava del 5%, scendendo a 83,30 dollari, mentre il greggio WTI scendeva (-6%) sotto quota 80 dollari al barile.

Calo che spinge al ribasso le azioni dei petroliferi di Piazza Affari: Eni a -2,30% (23,425), Tenaris a -0,30% (24,85 euro) e Saipem a -0,20% (4,183 euro).

Si raffredda la crisi in Medio Oriente

Trump ha annunciato la sospensione degli attacchi in Medio Oriente a condizione di โ€œraggiungere rapidamente un accordoโ€ per riaprire velocemente lo Stretto di Hormuz: โ€œMettetevi al lavoro, tutti, e portatelo a TERMINEโ€, ha scritto il presidente su Truth Social.

Si tratta di un netto cambio di tono nei confronti dellโ€™Iran arrivato dopo giorni di minacce di una nuova offensiva contro Teheran che era consigliata anche dai suoi alleati nella regione, tra cui lโ€™Arabia Saudita.

Ridotto il premio di rischio

"La decisione di Trump di sospendere un importante attacco contro l'Iran ha ridotto il premio di rischio geopolitico immediato sul petrolio e ha dato un po' di respiro agli asset di rischio globali", sottolinea Stephen Innes, managing partner di Spi Asset Management.

โ€œIl calo dei prezzi riflette il sollievo per il fatto che unโ€™ulteriore escalation sia stata evitata,โ€ secondo Takahiro Asaoka, ricercatore di materie prime presso lโ€™Itochu Research Institute Inc. โ€œIl movimento sembra essere guidato principalmente dalla chiusura delle posizioni corte, mentre il premio di rischio geopolitico si riduce. Un calo sostenuto dei prezzi del petrolio รจ difficile senza un accordo che permetta al traffico nello Stretto di Hormuz di tornare alla normalitร โ€, spiega lโ€™esperto.

Lโ€™aumento della produzione deciso dallโ€™Opec+

Intanto, ieri lโ€™Opec+ ha approvato un aumento della produzione di petrolio pari a 188 mila barili a partire dal prossimo primo di settembre, completando cosรฌ lโ€™azzeramento dei tagli decisi in precedenza per un totale di 1,65 milioni.

In particolare, Arabia Saudita e Russia incrementeranno la prodizione di 62 mila barili, l'Iraq di 26 mila, il Kuwait di 16 mila, il Kazakhstan di 10 mila, l'Algeria di 6 mila e l'Oman di 5 mila.

L'ennesimo aumento del Gruppo dei Sette era giร  previsto, anche se c'รจ da dire che gli aumenti decisi dal gruppo ogni mese nel corso dell'ultimo anno sono figurativi, dal momento che la guerra in Iran, gli attacchi alle infrastrutture petrolifere dei Paesi del Golfo ed il blocco dello Stretto di Hormuz hanno di fatto reso ipotetici questi aumenti.

La decisione, perรฒ, garantisce che, quando sarร  ripristinata la normalitร , i Paesi dell'Opec potranno aggiustare al rialzo le loro quote e rifornite adeguatamente il mercato.

Per quanto concerne il futuro, gli esperti attendono che l'Opec+ manterrร  la produzione sostanzialmente invariata nei prossimi mesi e, dunque, non attuerร  piรน alcun aggiustamento da qui alla fine dell'anno, in vista delle trattative per il ricalcolo delle rispettive quote nel 2027.

Al prossimo incontro, fissato per il 6 settembre, i sette potrebbero optare per una pausa fino a dicembre. se con questa decisione โ€œL'Opec+ ha azzerato i tagli volontariโ€, osserva Jorge Leon, analista di Rystad, โ€œla prossima sfida sarร  gestire il surplus che potrebbe emergere con la normalizzazione delle esportazioniโ€. A conflitto concluso, si intende.

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