Petrolio in recupero ma i prezzi sono calati del 60% da inizio anno

19/03/2020 11:00
Petrolio in recupero ma i prezzi sono calati del 60% da inizio anno

Il greggio ieri era sceso a 20 dollari al barile ma gli acquisti di oggi potrebbero essere solo temporanei a causa dell'eccesso di disponibilità di petrolio sui mercati e il continuo calo della domanda

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Il petrolio tenta il recupero

Prezzi del petrolio in netto rialzo nella giornata di oggi, dopo il pesante calo di ieri che aveva portato il greggio a 20 dollari al barile, segnando così una perdita complessiva del 60% da inizio anno. Oggi il recupero dei prezzi ha portato il greggio sopra quota 23 dollari, mentre il Brent supera i 26 dollari al barili.

Il rimbalzo di oggi potrebbe però essere temporaneo, poiché il mercato sta subendo non solo uno shock della domanda ma anche uno eccesso di offerta, con il fallimento di un accordo tra l'OPEC e gli altri principali produttori per mantenere la produzione a livelli adeguati.

“Il calo dei prezzi del petrolio si potrebbe fermare una volta raggiunti i 15-20 dollari per barile, dichiarava il vicepresidente della compagnia energetica russa Lukoil, Leonid Fedun, durante un’intervista con l’agenzia di stampa “Rbk”.

“Abbiamo condotto un’analisi tecnica e alcuni studi statistici: stando ai dati raccolti, abbiamo stimato che il calo dei prezzi petroliferi si potrebbe fermare una volta raggiunti i 15-20 dollari per barile”, raccontava Fedun.

La domanda e l'offerta di greggio

Nella giornata di mercoledì, i senatori statunitensi cercavano di far pressione sull'Arabia Saudita e sulla Russia col fine di far terminare la guerra dei prezzi, esortando anche il Presidente degli USA, Donald Trump, a imporre un embargo sul petrolio di entrambi i paesi.

Inoltre, il ministro dell'energia algerino ha dichiarato che “ci sono anche segnali positivi dalla Cina che sta superando il coronavirus, che avrà un impatto positivo sulla domanda cinese", il più grande importatore mondiale di petrolio.

Il colpo inflitto dal coronavirus sull'economia del gigante asiatico, però, ha portato gli analisti ad abbassare le previsioni di crescita per la Cina ai livelli più bassi dalla fine della Rivoluzione Culturale del 1976, spingendo sempre più al pessimismo le attese per la domanda di petrolio.

Al calo della domanda di greggio, si aggiunge l'aumento della disponibilità dell'oro nei mercati. “Dal 1° aprile, circa 4 milioni di bpd potrebbero inondare i mercati, il che potrebbe far scendere notevolmente i prezzi del greggio", spiegano gli esperti di Jefferies in un report, aggiungendo che "a meno che non intervenga qualcuno, nessun produttore di petrolio beneficia dell'ambiente attuale".

Intervengono le banche centrali

Nel frattempo, le banche centrali si stanno mobilitando per cercare di attutire le conseguenze economiche e finanziarie dell'epidemia. La Banca centrale europea ha lanciato un piano di acquisto di obbligazioni di emergenza da 750 miliardi di euro dopo una riunione non programmata.

Anche il Giappone sta valutando la possibilità di distribuire denaro alle famiglie, in quanto si trova ad affrontare la probabilità di una recessione dopo una forte contrazione della crescita anche prima dell'epidemia, mentre anche la Corea del Sud e l'Australia sono intervenute.

"Lo stimolo monetario e fiscale farà poco per riportare la domanda di energia alla normalità, ma creerà la fiducia che l'economia globale sarà meglio posizionata sulla scia del virus", prevede Edward Moya, analista di mercato senior di OANDA a New York.

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