Petrolio, inflazione e tassi: gli scenari per Stati Uniti, Area Euro e Asia

06/10/2026 15:00
Petrolio, inflazione e tassi: gli scenari per Stati Uniti, Area Euro e Asia

L'interventismo statale e monetario torna protagonista a livello globale, ridefinendo il quadro macroeconomico tra pressioni energetiche, shock dell'offerta e rischi inflazionistici persistenti. Negli Stati Uniti la crescita resta solida grazie a consumi resilienti e investimenti legati all'intelligenza artificiale, mentre la Federal Reserve adotta una linea prudente. L'Area Euro mostra segnali di ripresa ma sconta la vulnerabilità energetica, e in Asia si osserva la stabilizzazione della Cina accanto alla normalizzazione monetaria del Giappone.

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L'interventismo è tornato prepotentemente. Dai mercati obbligazionari alla comunicazione delle banche centrali, dal commercio all'energia e alla politica industriale, le autorità sono sempre più attive nel modellare il risultato economico. Il rischio è che, come si legge nel commento di Bénédicte Kukla, Chief Strategist di Indosuez Wealth Management, nel rispondere a shock dell'offerta e pressioni di mercato, i decisori politici sopravvalutino le loro mosse. Per ora le economie restano resilienti, ma il margine per errori di politica economica si sta restringendo.

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Scenario macro e previsioni sul petrolio

Il petrolio è tornato al centro del dibattito macroeconomico. Dopo aver viaggiato a circa 90 dollari al barile nel terzo trimestre, Indosuez WM prevede che i prezzi rimangano elevati nel quarto trimestre prima di scendere verso i 75-80 dollari nel 2027. La distruzione della domanda, il rallentamento delle importazioni di petrolio cinesi la riorganizzazione dell'offerta hanno attutito lo shock, ma tali ammortizzatori sono messi alla prova poiché l'infrastruttura energetica resta vulnerabile. Il messaggio più ampio è che lo shock dell'offerta è abbastanza persistente da mantenere vivi i rischi inflazionistici, anche se non ci troviamo in un nuovo ciclo inflazionistico guidato dalla domanda.

Stati Uniti, non un ciclo di rialzo

L'economia statunitense per Indosuez WM appare ancora "né troppo calda, né troppo fredda". L'attività si è attenuata moderatamente durante l'estate, soprattutto sul lato dei consumi, ma il quadro generale della crescita resta solido. Indosuez WM prevede una crescita più tenue dei consumi poiché la dinamica del reddito reale si indebolisce e i fattori temporanei svaniscono, anche se l'effetto ricchezza rimane di supporto. L'investimento è la parte più robusta della storia. La politica fiscale a favore della crescita e il ciclo di spese in conto capitale (CapEx) legate all'intelligenza artificiale (IA) continuano a sostenere gli investimenti non residenziali, mentre il settore manifatturiero dovrebbe restare sostenuto dalla domanda legata all'IA anche se l'accumulo di scorte per la guerra in Iran si attenua. Al contrario, il settore abitativo difficilmente contribuirà in maniera significativa finché i tassi resteranno elevati.

La crescita dell'occupazione è rallentata, gli indicatori di assunzioni sono diminuiti e la recente discesa del tasso di disoccupazione riflette in parte una minore partecipazione più che una domanda di lavoro più forte. Tuttavia, i licenziamenti restano contenuti, e questo è importante per la Federal Reserve (Fed). I dati recenti sull'inflazione restano volatili, ma Indosuez WM continua a ritenere che l'inflazione core (esclusi cibo e prezzi dell'energia) sia guidata principalmente da fattori temporanei, come i dazi, piuttosto che da un surriscaldamento generalizzato dell'economia. La retorica si è fatta più aggressiva, ma, secondo Indosuez WM, eventuali aumenti vanno intesi meglio come un'assicurazione temporanea e un aggiustamento di credibilità piuttosto che l'inizio di un nuovo ciclo di rialzo dei tassi. Dopo aver alzato i tassi di 25 punti base (pb) a settembre, Indosuez WM si aspetta ora un ulteriore aumento entro la fine del 2026 (al 4,25%), con la Fed che manterrà i tassi invariati per gran parte del 2027 prima di riportarli al 4,0% entro la fine del 2027.

La politica dovrebbe fornire un limitato slancio macroeconomico aggiuntivo. Le elezioni di metà mandato restano una sfida serrata tra un governo diviso e una vittoria democratica, osserva Indosuez WM, ma entrambi gli esiti probabilmente implicherebbero meno stimolo fiscale e più braccio di ferro politico, mentre le politiche commerciali e migratorie rimangono in gran parte nelle mani dell'amministrazione attuale.

Area Euro, resilienza e non surriscaldamento

L'Area Euro ha continuato a sorprendere positivamente, con un Pil del secondo trimestre in aumento dello 0,4% rispetto al trimestre precedente nonostante lo shock energetico e un contesto esterno fragile. Tuttavia quasi metà di questa forza riflette volatilità temporanea del Pil irlandese. Indosuez WM ha rivisto la crescita per il 2026 all'1,0% e prevede l'1,2% nel 2027. I consumi hanno retto meglio del previsto, le esportazioni beneficiano degli scambi intra-europei e gli investimenti restano supportati dalla spesa fiscale tedesca, dalla difesa, dalle infrastrutture e dall'elettrificazione. Resta comunque una storia di ripresa, non di surriscaldamento. Indosuez WM si aspetta una moderazione della crescita mentre i costi energetici elevati gravano sulle famiglie.

L'inflazione è dove il dibattito si fa più delicato. L'inflazione headline è aumentata a causa dei prezzi dell'energia, mentre l'inflazione core è diminuita, rafforzando la visione di Indosuez WM che lo shock resti principalmente legato all'offerta. I rischi vanno oltre petrolio e gas: l'ondata di calore estiva potrebbe anche incidere gradualmente sui prezzi alimentari e dell'energia elettrica in Europa, con la generazione da fonti rinnovabili e nucleari sfidata da condizioni insolitamente secche e calde. L'aumento di settembre della Banca centrale europea (BCE) appare quindi comprensibile, spiega Indosuez WM, ma il suo forte focus sullo shock energetico rischia di sottovalutare la domanda fragile e le dinamiche salariali contenute rispetto all'impennata post-COVID-19 del 2022. Con il tasso sui depositi al 2,5%, Indosuez WM prevede un mantenimento prolungato di orientamento restrittivo, piuttosto che un nuovo ciclo completo di rialzi. Il rischio è sempre più quello di una stretta monetaria eccessiva su una ripresa appena iniziata e ancora vulnerabile allo shock energetico.

Asia, la Cina si stabilizza e il Giappone normalizza

La Cina resta un'economia a due velocità. La manifattura si è stabilizzata, le aspettative delle imprese sono migliorate e le esportazioni restano una fonte chiave di forza, evidenzia Indosuez WM, aiutate dal ciclo globale dell'IA nelle catene di fornitura asiatiche. Corea, Taiwan e Singapore beneficiano anch'essi di questa ondata di investimenti. Tuttavia, la domanda interna cinese resta debole, la crescita del credito è modesta e le pressioni inflazionistiche minime.

Il Giappone è diverso. L'economia sta vivendo uno dei suoi cicli nominali più forti da decenni, osserva Indosuez WM, con un'attività in crescita oltre il proprio gap di capacità a lungo termine, un'inflazione in rafforzamento e costi di indebitamento, una volta aggiustati per l'inflazione, ancora negativi. Ciò giustifica sempre più ulteriori aumenti dei tassi da parte della Banca del Giappone. Ma la distinzione è importante: si tratta ancora di normalizzazione, non di un inasprimento convenzionale. Indosuez WM prevede un percorso graduale che potrebbe portare il tasso di riferimento verso il 2% entro la fine del 2027, preservando al contempo il processo di reflazione.

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