Il petrolio ignora Trump su Hormuz

Il presidente aveva annunciato il suo progetto per liberare lo Stretto di Hormuz ma questo non รจ servito a ridurre sensibilmente il prezzo del greggio mentre lโOpec+ annunciava un ulteriore aumento della produzione.
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Petrolio in lieve aumento
Prezzi del petrolio poco mossi questa mattina nonostante lโannuncio di Donald Trump sullo Stretto di Hormuz preceduto dalla decisione dellโOrganizzazione dei paesi produttori di petrolio e dei suoi alleati (Opec+) arrivati nel fine settimane.
Stamattina il Brent guadagna mezzo punto percentuale e si porta a 109 dollari, ancora ai livelli toccati giร la scorsa settimana, mentre il greggio WTI scambia a 102,50 dollari al barile.
Le quotazioni del petrolio sono schizzate alle stelle quest'anno, raggiungendo la scorsa settimana il livello piรน alto dal 2022, a causa del conflitto che ha sconvolto i mercati, facendo temere una minore crescita economica e una maggiore inflazione.
Il Project Freedom di Donald Trump
Trump ha respinto la proposta di pace dellโIran e ha annunciato il โProject Freedomโ, piano che a partire da oggi dovrebbe aiutare le navi petrolifere a lasciare lo Stretto di Hormuz, in particolare quelle considerate provenienti da paesi โneutrali e innocentiโ colpiti dal conflitto. "Faremo tutto il possibile per far uscire in sicurezza le loro navi e i loro equipaggi dallo stretto", ha scritto Trump in un post sui social media.
Per il presidente โsi tratta di un gesto umanitario da parte degli Stati Uniti, dei Paesi del Medio Oriente, ma soprattutto dell'Iran. Molte di queste navi stanno esaurendo le scorte di cibo e di tutto il necessario per permettere ai numerosi equipaggi di rimanere a bordo in condizioni igieniche e sanitarie. Credo che questo gesto rappresenta un grande segno di buona volontร da parte di tutti coloro che hanno lottato cosรฌ strenuamente negli ultimi mesi. Se, in qualsiasi modo, questo processo umanitario dovesse essere ostacolato, tale interferenza dovrร purtroppo essere contrastata con fermezzaโ, ha precisato Trump.
A questo piano, lโIran ha risposto di essere pronta ad attaccare le forze statunitensi qualora dovessero tentare di entrare nello Stretto: "Avvertiamo che qualsiasi forza armata straniera, in particolare l'aggressivo esercito statunitense, che, qualora intendesse avvicinarsi o entrare nello Stretto di Hormuz, sarร presa di mira e attaccata", ha dichiarato il generale Ali Abdollahi del comando centrale dell'esercito iraniano, all'emittente statale Irib.
Intanto, due navi britanniche transitanti nello stretto sono state colpite: la prima era una nave mercantile non identificata e la seconda era una petroliera. LโIran, perรฒ, aveva negato lโattacco, secondo quanto riportato dalle testate semi-ufficiali iraniane Fars e Tabnak, spiegando che la prima era stata fermata per un controllo dei documenti.
Stanchezza verso Trump
"La stanchezza nei confronti di Trump si sta facendo sentire sempre di piรน: non credo che il mercato lo stia prendendo davvero sul serio", secondo Haris Khurshid, responsabile degli investimenti presso Karobaar Capital LP, che aggiunge: โC'รจ stato un calo iniziale, ma il fatto che non si sia mantenuto dimostra che la gente non lo considera un evento che cambierร davvero qualcosaโ.
"Le perdite di approvvigionamento aumentano ogni giorno che lo Stretto di Hormuz rimane chiuso", evidenziano gli analisti di ANZ Group Holdings, tra cui Daniel Hynes, in una nota. "Con una risposta della domanda contenuta, si รจ verificato un calo significativo delle scorte (che non sono facilmente visibili al mercato). Tuttavia, l'inevitabile resa dei conti del mercato arriverร , attraverso prezzi piรน alti o carenze di prodotto", aggiunge lโesperto.
Lโaumento della produzione Opec+
Intanto, il fine settimana ha visto lโOpec+ concordare un aumento simbolico delle quote di produzione di greggio nel mese di giugno, nel tentativo di inviare un messaggio di continuitร dopo l'uscita degli Emirati Arabi Uniti. Abu Dhabi, nel frattempo, ha comunicato i propri piani di crescita.
In particolare, i 7 Paesi (Arabia Saudita, Russia, Iraq, Kuwait, Kazakhstan, Algeria e Oman) hanno deciso di โattuare un aggiustamento della produzione di 188 mila barili al giornoโ a partire dal prossimo mese. Lโobiettivo, sostiene lโOpec+, รจ quello di sostenere un rientro delle quotazioni del petrolio entro livelli accettabili.
Piรน in dettaglio, l'Arabia (maggior produttore) aumenterร l'output pro quota di 62 mila barili a 10,291 milioni, la Russia in qualitร di secondo produttore aggiungerร altri 62 mila barili, per portare la produzione a 9,672 milioni, l'Iraq ne aggiungerร 26 mila a 4,352 milioni, il Kuwait 16 mila a 2,628 milioni, il Kazakhstan 10 mila a 1,599 milioni l'Algeria 6 mila a 989 mila e l'Oman 5 mila a 826 mila.
"I paesi in quesitone continueranno a monitorare e valutare attentamente le condizioni di mercato e, nel loro costante impegno a sostegno della stabilitร del mercato, hanno ribadito l'importanza di adottare un approccio prudente e di mantenere la massima flessibilitร nell'aumentare, sospendere o invertire gli adeguamenti volontari della produzione precedentemente implementati e annunciati nel novembre 2023", concludeva la nota diffusa dallโOpec+ che riunirร nuovamente il prossimo 7 giugno 2026.
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