L’oro soffre il rialzo dei tassi Fed

Oltre alla decisione dell’istituto centrale, sui mercati hanno pesato le parole di Warsh sulla lotta all’inflazione e le previsioni del FOMC sulle prossime mosse di politica monetaria.
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Prezzi dell’oro in calo dopo la Fed
Resta incerto l’andamento dell’oro dopo la decisione di ieri della Federal Reserve di alzare i tassi di interesse per la prima volta in tre anni, a cui si è aggiunta la previsione di almeno un'altra mossa simile nel corso di quest’anno.
Subito dopo la decisione, il future con scadenza a dicembre virava al ribasso fino a toccare i 4.290 dollari, per poi recuperare e stamattina tornare a 4.353 dollari. Stesso percorso per il prezzo spot: dai minimi post Fed di 4.252 dollari, oggi scambia a 4.314 dollari l’oncia.
Un Warsh hawkish
Il Federal Open Market Committee (FOMC) ha votato all'unanimità per aumentare il tasso di riferimento sui federal funds a un intervallo compreso tra il 3,75% e il 4%.
Oltre a questa decisione, hanno pesato le parole del presidente Kevin Warsh pronunciate nella conferenza stampa successiva in cui ribadiva come la Fed sia decisa a combattere un’inflazione ancora ad alti livelli che rappresenta una minaccia per l’economia statunitense.
“I dati sull'inflazione di quest'estate non mi dicono che le tendenze di fondo siano significativamente migliorate”, ha spiegato il ‘boss’ della Fed.
L’approccio di Warsh era stato interpretato dai mercati come hawkish: il rendimento dei Treasure a due anni ha raggiunto il livello più alto dal luglio 2024 e l’indice dollaro superava quota 100 per la prima volta da fine luglio.
“L'aumento della banca centrale statunitense colpisce l'oro attraverso un dollaro più forte e rendimenti reali più elevati”, spiega Elias Haddad, responsabile globale della strategia sui mercati presso Brown Brothers Harriman. Tassi più elevati tendono a pesare sul metallo prezioso perché non paga interessi.
"Almeno un altro rialzo" tassi nel 2026
La lotta all’inflazione, però, potrebbe non essere terminata per quest’anno. Il grafico a punti (dot plot) delle aspettative dei singoli funzionari indica che 16 dei 18 partecipanti - Warsh ha scelto di non presentare un punto da quando ha assunto l'incarico - prevedono almeno un altro aumento, con quattro di questi che ne prevedono due e solo due partecipanti che si aspettano che il comitato si limiti all'aumento odierno.
Tuttavia, non sono previsti aumenti per gli anni successivi, con un taglio indicato per il 2028 e almeno uno per il 2029.
I membri del FOMC hanno anche rivisto al rialzo le loro aspettative sull'inflazione per quest'anno. Prevedono un indice dei prezzi al consumo al 3,7% e un indice dei prezzi 'core' (esclusi alimentari ed energia) al 3,4%, entrambi superiori di 0,1 punti percentuali rispetto all'ultimo aggiornamento di giugno.
La Fed non prevede di raggiungere il suo obiettivo di inflazione prima del 2029, sebbene preveda un forte calo di entrambi gli indicatori nel 2027: 2,3% per l'inflazione complessiva e 2,5% per l'inflazione di base.
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BNP Paribas
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