Record a Wall Street, ribassi in Asia e in Europa

Future del Dax di Francoforte -0,5%. L’indice MSCI Asia-Pacifico escluso il Giappone cede lo 0,3%, ma da inizio mese resta in rialzo dell’1,5%.
Il Nikkei di Tokyo perde lo 0,8% e si indebolisce lo yen su dollaro. L'S&P 500 ha toccato martedì un nuovo record, con un progresso di circa lo 0,6%. Anche il Nasdaq, a +0,45%, ha segnato un massimo storico.
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I mercati asiatici sono in lieve calo mercoledì, nonostante i nuovi massimi di Wall Street toccati ieri in sera. Il rialzo del prezzo del petrolio ha portato a un cambiamento del sentiment. Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in ribasso, future del Dax di Francoforte -0,5%.
Ieri il Ftse Mib di Milano è arrivato alla terza seduta consecutiva di rialzo.
ASIA
L’indice MSCI Asia-Pacifico escluso il Giappone cede lo 0,3%, ma da inizio mese resta in rialzo dell'1,5%. A Hong Kong l'Hang Seng cala dello 0,63% in avvio, zavorrato dal -4% del comparto biotecnologico. I mercati della Cina continentale sono chiusi per festività.
Il Nikkei di Tokyo perde lo 0,8% e si indebolisce lo yen su dollaro.
In Giappone i salari reali dei lavoratori sono aumentati per l'ottavo mese consecutivo – la serie di rialzi più lunga da quasi un decennio – anche grazie alle misure introdotte dal Primo Ministro Sanae Takaichi per mitigare l'impatto dell'inflazione.
I guadagni monetari reali sono saliti dell'1,5% ad agosto rispetto all'anno precedente. I salari nominali sono aumentati del 3,8%, mantenendosi al di sopra della soglia del 3% per il settimo mese consecutivo: si tratta della serie più lunga di questo tipo dal 1992.
IERI A WALL STREET
L'S&P 500 ha toccato martedì un nuovo record, con un progresso di circa lo 0,6%. Anche il Nasdaq, a +0,45%, ha segnato un massimo storico, mentre il Dow Jones ha guadagnato lo 0,5%.
L’indice SOX delle società dei semiconduttori ha chiuso con un guadagno dello 0,3%, quarta seduta consecutiva di rialzo. Nvidia ha frenato dopo tre giornate filate da record.
SpaceX è data dal Financial Times in trattative con banche e investitori per raccogliere 40 miliardi di dollari destinati all'acquisto di chip da Nvidia; si tratterebbe di una delle più ingenti operazioni di finanziamento tramite debito mai realizzate per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Tra le società di gestione degli investimenti che stanno valutando l'operazione figura Pacific Investment Management.
Il conglomerato di Musk, attivo nei settori dell'intelligenza artificiale, dei satelliti e dei razzi, punta a raccogliere circa 10 miliardi di dollari in prestiti bancari e 30 miliardi in debito di grado "investment-grade" per finanziare l'acquisto dei chip. Apollo Global Management Inc. è alla guida dell'operazione di finanziamento, la cui conclusione è prevista per il 2027, secondo quanto riferito dal quotidiano.
PETROLIO
Il greggio tipo Brent sale a 101,5 dollari per l'arrivo di una tempesta verso le aree produttive nordamericane e per gli attacchi degli Houthi, i ribelli yemeniti sostenuti dall'Iran, contro l'Arabia Saudita.
Secondo Russell Hardy, numero uno di Vitol, negli ultimi sette-dieci giorni sono partiti dal Medio Oriente circa 12 milioni di barili al giorno di greggio e 2 milioni di prodotti raffinati.
Bloomberg riporta che negli ultimi giorni l'Iran sta aumentando la pressione sulle petroliere nello Stretto di Hormuz.
L'ente britannico UK Maritime Trade Operations riferisce di nove attacchi in questo tratto di mare già nel corso del mese corrente: un numero pari alla metà di quelli registrati nell'intero mese di settembre tra lo Stretto di Hormuz e il Golfo Persico. Il dato del mese scorso è stato influenzato da quattro assalti avvenuti negli ultimi due giorni, a conferma della recente accelerazione.
Gli esperti di sicurezza marittima e i dirigenti del settore dei trasporti navali affermano che non è ancora chiaro se questa recente escalation comporterà una riduzione delle spedizioni attraverso Hormuz.
BOND
Il debito francese, venduto pesantemente nei giorni scorsi, ha recuperato dopo che la leader di estrema destra Marine Le Pen ha promesso tagli alla spesa e una riduzione del deficit. Il rendimento del decennale è sceso di oltre 11 punti base e il differenziale con il Bund tedesco, arrivato vicino a 160 punti la scorsa settimana, si è ridotto a 132. “L'ampiezza del movimento colpisce, dato che le presidenziali del 2027 sono ancora lontane e il deterioramento dei conti pubblici francesi non è una novità, osserva Laura Cooper di Nuveen. È cambiato il livello molto più alto dei rendimenti, che rende gli investitori meno disposti a ignorare queste fragilità. Negli Stati Uniti. Il decennale torna al 5,3% in vista dell'asta a 10 anni di mercoledì e di quella a 30 anni di giovedì, che misureranno la domanda di debito americano.
Oggi la Federal Reserve pubblica i verbali della riunione del 15-16 settembre, che saranno esaminati per cogliere indicazioni sulle prossime mosse sui tassi. Gli operatori hanno ridotto al 19% la probabilità di un rialzo questo mese, dal 50% circa di una settimana fa.
EUROPA-CINA
Le relazioni commerciali tra Unione Europea e Cina stanno entrando in una fase più conflittuale, ma gli investitori farebbero bene a non farsi spaventare dallo spettro di una guerra commerciale totale. Secondo il report di PGIM Credit curato da Katharine Neiss, uno scenario in stile 'Liberation Day', fatto di dazi generalizzati e aggressivi, rimane altamente improbabile. La realtà è quella di una "concorrenza gestita", dove Bruxelles adotterà misure selettive e mirate per arginare il crescente deficit commerciale e la sovrapposizione strutturale dell'export cinese.
Per i mercati, le vere ricadute non si misureranno sull'allocazione geografica dei portafogli, ma a livello micro-settoriale. L'impatto macroeconomico complessivo resterà contenuto, mentre saranno le singole catene di approvvigionamento a fare la differenza. In questo contesto, 'gli investitori dovrebbero concentrarsi meno sui dazi annunciati e più sulle singole catene di approvvigionamento'. I produttori chimici europei protetti dalle misure di salvaguardia potrebbero trarne vantaggio, al contrario di chi dipende da intermedi cinesi e subirà rincari. Sotto la lente finiscono automotive, macchinari, siderurgia, farmaceutico e transizione energetica.
TASSI ALTI, DENARO GRATIS FINITO
Il problema del denaro gratis è che ci si abitua, e ora la festa è finita. È la tesi di Edouard Carmignac nella lettera trimestrale datata Parigi, 6 ottobre 2026: per quasi quindici anni governi, imprese e investitori hanno vissuto come se i soldi fossero illimitati, e scegliere sembrava superfluo. Adesso il denaro ha di nuovo un prezzo, e con esso torna la disciplina della scelta.
Il momento, osserva l'autore, è tra i più esigenti. Gli Stati Uniti devono finanziare insieme un debito pubblico enorme e la rivoluzione dell'intelligenza aumentata, fatta di data center, semiconduttori ed energia. Ma i risparmi sono quelli che sono: governi e imprese si contendono una risorsa scarsa, cosa che quindici anni di politica monetaria espansiva ci avevano fatto dimenticare. L'Europa, che deve pagare difesa, energia, infrastrutture e rincorsa tecnologica, non si dipinga come vittima: la sovranità è più facile da proclamare che da finanziare.
I numeri non confortano. Se i tassi restassero alti, gli oneri per interessi crescerebbero di circa il 50% entro il 2030 sia negli Stati Uniti sia in Francia; a deficit invariati, il debito salirebbe dal 100% al 110% negli Stati Uniti e dal 119% al 132% in Francia, senza contare le pensioni. Il denaro facile, conclude Carmignac, è un anestetico: rinvia le scelte impopolari, tiene in vita le aziende mediocri e illude che ogni asset si rivaluti. La scarsità, però, premia le imprese più promettenti, quelle dell'intelligenza aumentata, e punisce i governi dall'incontinenza fiscale.
TITOLI
ITALIAN EXHIBITION GROUP. Il fondo Amber Capital e la stessa società hanno avviato la vendita fino a 1,159 milioni di azioni, pari a circa il 3,8% del capitale sociale, attraverso una procedura di bookbuilding accelerato per aumentare il flottante e la liquidità del titolo sul mercato.
TREVI Icop ha presentato a Consob un esposto in merito alle recenti dichiarazioni di Webuild sull'Ops lanciata sulla società attiva nell'ingegneria del sottosuolo.
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