Regno Unito, le sfide del nuovo governo tra crescita, inflazione e conti pubblici

Il nuovo governo britannico si trova ad affrontare una sfida complessa: rilanciare crescita e investimenti senza compromettere la disciplina fiscale. In un contesto segnato da inflazione persistente e conti pubblici sotto pressione, le valutazioni ancora interessanti degli asset del Regno Unito potrebbero offrire opportunitร agli investitori.
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Un'ereditร economica complessa
Il Regno Unito ha un nuovo primo ministro, il settimo in poco piรน di un decennio, e un'ulteriore opportunitร di riscrivere la narrativa economica del Paese. Andy Burnham entra a Downing Street con un'ampia maggioranza, ma la sfida รจ quella di sempre: ripristinare la fiducia nelle prospettive di crescita del Regno Unito in un contesto in cui i margini di bilancio sono limitati, i rischi inflazionistici persistono e l'incertezza geopolitica resta elevata.
A dirlo รจ Anthony Willis, Senior Economist di Columbia Threadneedle Investments, spiegando che nell'ultimo decennio, l'economia britannica ha assorbito una serie di shock: agli strascichi della crisi finanziaria globale e dell'austeritร รจ seguita la Brexit, che dopo il 2016 ha dominato l'agenda politica distogliendo l'attenzione da crescita, investimenti e produttivitร . La pandemia ha poi aggiunto interruzioni delle catene di approvvigionamento, squilibri nel mercato del lavoro e rinnovate pressioni inflazionistiche.
A queste pressioni, spiga Willis, si sono sommati lo shock energetico seguito all'invasione russa dell'Ucraina, le tensioni sul mercato dei titoli di Stato britannici dopo il mini-budget del 2022 e una prolungata compressione del potere d'acquisto. Piรน di recente, la spesa per la difesa, gli impegni per il welfare, i dazi e i rinnovati timori sui prezzi dell'energia hanno ulteriormente ridotto gli spazi di manovra. Con il petrolio di nuovo sopra i 90 dollari al barile, per Willis resta il rischio di un nuovo impulso inflazionistico.
Molte di queste pressioni sono di natura globale, ma il Regno Unito vi รจ risultato particolarmente esposto. Il suo mercato energetico resta vulnerabile per il modo in cui vengono determinati i prezzi dell'elettricitร , mentre il Paese continua a essere un importatore netto di energia. Ciรฒ, evidenzia Willis, espone famiglie e imprese alle oscillazioni dei prezzi globali e rende piรน difficile riportare l'inflazione all'obiettivo in modo sostenibile.
Ad aggravare la situazione, rimarca Willis, si aggiunge la struttura dello stock di debito britannico. Una quota consistente del debito pubblico รจ indicizzata all'inflazione, per cui l'aumento dei prezzi si ripercuote direttamente sui costi per il servizio del debito. Il rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato britannici ha inoltre incrementato il costo dei nuovi finanziamenti e dei rifinanziamenti e, di conseguenza, oltre 100 miliardi di sterline all'anno vengono ora destinati agli interessi sul debito: un onere fiscale ingente che contribuisce poco al miglioramento dei servizi pubblici o del tenore di vita.
La sfida del nuovo governo
Questa รจ l'ereditร che il nuovo governo si trova ad affrontare. L'ambizione di portare la crescita del Regno Unito verso il 2,5% รจ comprensibile per Willis, ma non esistono soluzioni rapide evidenti. La politica economica dovrร rafforzare il lato dell'offerta, migliorare la produttivitร e incentivare gli investimenti, pur operando entro vincoli di bilancio stringenti. Un compito reso piรน complesso dalle esigenze concorrenti della spesa per la difesa e per il welfare.
Burnham si รจ impegnato a mantenere l'attuale quadro fiscale, sottolinea Willis, limitando la possibilitร di un cambiamento radicale di politica economica. Ciรฒ puรฒ rassicurare i mercati dei titoli di Stato britannici, ma lascia poco spazio a impegni non finanziati o a un ampio stimolo di bilancio. Per gli investitori, la domanda cruciale รจ se il governo riuscirร a migliorare il profilo di crescita del Regno Unito nel medio termine senza compromettere la credibilitร fiscale.
Tuttavia, per Willis ci sono ragioni per guardare oltre il pessimismo. Il governo รจ solo al secondo anno di legislatura e dispone ancora di una solida maggioranza, offrendo al primo ministro il tempo di ridefinire il messaggio, costruire credibilitร e dimostrare progressi prima delle prossime elezioni. La prova politica consiste nel riuscire a convincere gli elettori che l'economia si sta muovendo nella direzione giusta.
Opportunitร e valutazioni per gli investitori
Per gli investitori, evidenzia Willis, conta anche il fattore delle valutazioni: gli asset britannici restano poco costosi rispetto a molti omologhi internazionali, in particolare sui mercati azionari. Questo sconto, secondo Willis, riflette timori di lunga data legati alla debolezza della crescita, all'incertezza politica e alla limitata domanda da parte degli investitori domestici. Se la nuova amministrazione riuscirร a ricostruire la fiducia e a definire un quadro di politica economica credibile, il sentiment potrebbe migliorare partendo da livelli giร bassi.
La seconda metร del 2026, puntualizza Willis, sarร quindi probabilmente plasmata dall'equilibrio tra vincoli e opportunitร . I vincoli sono evidenti: margini di bilancio limitati, rischi inflazionistici persistenti, elevati costi per il servizio del debito e un contesto esterno fragile, mentre l'opportunitร risiede nella stabilitร politica e nelle valutazioni interessanti. Se il governo riuscirร a spostare il dibattito dalla gestione della crisi alla produttivitร , conclude Willis, agli investimenti e alla crescita di lungo periodo, gli asset britannici potrebbero meritare un'attenzione maggiore.
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