S’impenna il premio al rischio in Europa

La tempesta sulle obbligazioni ha fatto colare a picco l’azionario e l’euro. L’indice EuroStoxx 50 ha perso l’1,5%. Il Ftse Mib di Piazza Affari il 2,2%.
Lo spread tra i rendimenti biennali di Italia e Germania è quasi raddoppiato a 55 punti base, il maggiore rialzo giornaliero dal 2020; quello francese è salito fino a 22 punti, un massimo dal 2012.
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I mercati azionari hanno iniziato il quarto trimestre in modo disomogeneo. A Wall Street si è interrotta ieri una serie negativa di tre sedute consecutive di ribasso dell’indice S&P 500, +0,2% la variazione del benchmark a fine giornata.
È rimasta forte l’attenzione sui titoli legati all’intelligenza artificiale, sulla scia del rapporto sugli utili pubblicato da Micron. Ieri l’indice di riferimento dei titoli delle società dei semiconduttori ha guadagnato l’1,5%. Le comunicazioni del trimestre di Accenture hanno anche portato a un rimbalzoo del comparto della consulenza, sceso ai minimi termini nell’ultimo anno perché lo si ritiene minacciato dalla diffusione dell’intelligenza artificiale.
In Europa invece, la tempesta sulle obbligazioni ha fatto colare a picco l’azionario e l’euro. L’indice EuroStoxx 50 ha perso l’1,5%. Il Ftse Mib di Piazza Affari il 2,2%.
BOND
Negli Stati Uniti le obbligazioni hanno registrato un leggero miglioramento dopo che una pesantissima ondata di vendite aveva spinto i rendimenti dei titoli del Tesoro a 10 anni al massimo degli ultimi 24 anni.
Ieri sono scesi soprattutto i tassi di rendimento dei titoli a 2 anni. Il decennale è sceso al 5,24%, interrompendo una serie di sette giorni consecutivi di rendimenti in rialzo.
Il premio al rischio sui titoli di Stato dell'area euro è decollato, segno che i timori su finanze e politica della Francia iniziano a contagiare altri mercati. Lo spread tra i rendimenti biennali di Italia e Germania è quasi raddoppiato a 55 punti base, il maggiore rialzo giornaliero dal 2020; quello francese è salito fino a 22 punti, un massimo dal 2012.
Il differenziale decennale tra Francia e Germania ha guadagnato 14 punti, a 141, il livello più alto dal 2012. Gli investitori hanno cercato rifugio nei Bund, mentre le scommesse su nuovi rialzi della Bce sono state ridimensionate: i futures non scontano più del tutto tre ritocchi da un quarto di punto, contro gli almeno quattro scontati martedì.
"Si è visto un movimento molto insolito", osserva Rohan Khanna di Barclays, che evoca la crisi dei debiti sovrani. Per Mike Riddell di Fidelity, la Francia "si sta lentamente rompendo" e ora i mercati se ne sono accorti; i fondi speculativi sembrano aver chiuso in massa le posizioni.
VIA DALL’OAT FRANCESE
Sumitomo Mitsui DS Asset Management ha venduto l’intera posizione in titoli di Stato francesi a causa dei timori relativi alla situazione fiscale del Paese, reindirizzando i fondi verso i Bund tedeschi e i titoli di Stato giapponesi a breve termine.
Il governo francese ha reso noti i piani per ridurre drasticamente il deficit di bilancio attraverso il contenimento della spesa e l’aumento del gettito fiscale, dando il via a un dibattito che rischia di far cadere il primo ministro e di alimentare i timori degli investitori sul debito del Paese.
DAL DEBITO AL CREDITO
Il debito di Stato si sgretola e il credito globale regge, ma su basi più strette: la stabilità degli ultimi anni aveva fatto pensare a una sorta di immunità agli shock, che ora si sta erodendo.
È la tesi del rapporto di S&P Global Ratings firmato da Alex Birry, Roberto Sifon-Arevalo e Nick Kraemer, datato 30 settembre.Per ora i conti tengono. Da gennaio i rialzi di rating superano di poco i ribassi, la quota di emittenti rischiosi con prospettive negative è scesa al 16,6% e i default sono 74, contro gli 81 dell'anno scorso. S&P prevede che il tasso di insolvenza negli Stati Uniti si stabilizzi al 3,75% entro giugno 2027. Le emissioni di obbligazioni societarie crescono del 17,5%, trainate dai grandi gruppi dell'intelligenza artificiale.
I rischi, però, si sommano. La guerra in Medio Oriente, che S&P ipotizza proseguirà nel 2027, l'inflazione, le spese per l'intelligenza artificiale e l'alto debito pubblico fanno apparire i rendimenti elevati come un dato “strutturale più che una tensione passeggera”. In Europa i rendimenti reali sono tornati ai livelli precedenti la crisi del 2008.I mercati creditizi globali hanno iniziato a mostrare
segni di cautela; gli spread sulle obbligazioni societarie globali sono aumentati di circa 5 punti base questa settimana, il rialzo più consistente da marzo. Ciò li porta al livello più alto degli ultimi sei mesi.
PETROLIO
Ieri il Brent e il WTI hanno chiuso in forte rialzo.
Il Pentagono sta inviando un terzo gruppo d'attacco di portaerei e ulteriori navi dei Marines in Medio Oriente, aggiungendo dai 9.000 ai 10.000 soldati alla regione, mentre il presidente Trump sta valutando la possibilità di riprendere gli attacchi contro l'Iran dopo le elezioni di medio termine. Lo riferisce il Wall Street Journal.
Il ministro degli Esteri dell'Iran, Abbas Araqchi, avrebbe offerto, in incontri privati a New York, l'accesso agli impianti bombardati agli ispettori dell'AIEA in cambio di un allentamento delle sanzioni. Lo rivela Bloomberg, citando fonti informate, sebbene l'agenzia di stampa statale IRNA abbia smentito la notizia.
MERCATI IN ATTESA DELL’OTTOBRATA
Settembre si è chiuso con gli indici quasi fermi, ma sotto la superficie la maggioranza delle azioni ha perso terreno: il mercato si restringe attorno a pochi vincitori. È la lettura di Gabriel Debach, market analyst di eToro.
L'S&P 500 ha ceduto lo 0,45% e il Nasdaq 100 è salito del 3,23%, ma tra i titoli dell’S&P 500, 378 sono scesi oppure dei titoli dell’S&P 500, 378 sono scesi e solo 104 sono saliti, con un calo mediano del 6%.
Nel Nasdaq 100 il titolo medio ha perso circa lo 0,7%: a sostenere l'indice sono stati i semiconduttori, con Intel a +34%. Hanno pesato i rialzi dei tassi di Fed e BCE, il rendimento dei titoli di Stato americani a dieci anni oltre il 5% e il petrolio, con il Brent in crescita dell'8%.
Le società più piccole del Russell 2000 hanno perso oltre il 5%.In Europa lo STOXX 600 ha lasciato sul terreno il 2,5%. Il FTSE MIB è sceso del 2,36%, il CAC 40 del 4,44%, il DAX del 4,03%. Solo tecnologia ed energia hanno chiuso in positivo. A Milano Technoprobe ha guadagnato il 22,4% e Stellantis ha perso il 18%, ma da inizio anno il listino resta in rialzo del 14,3%.
Guardando avanti, Barron's ricorda che ottobre è storicamente il mese migliore negli anni di elezioni di metà mandato: dal 1950 l'S&P 500 ha guadagnato in media il 3%, e il quarto trimestre è stato positivo in 16 casi su 19. Fa eccezione il 2018, con un calo del 14%.
TITOLI
Eni ha completato la riorganizzazione della struttura azionaria di Plenitude con Ares ed EIP in un'operazione che valorizza la società attiva nelle energie a basse emissioni a 10,75 miliardi di euro. A seguito di un aumento di capitale da 1,56 miliardi di euro, la quota di Eni scende al 65,03%, mentre Ares ed EIP detengono rispettivamente il 26,24% e l'8,73%. La nuova struttura attribuisce a Eni e Ares il controllo congiunto di Plenitude, sostiene i piani di crescita della società e ne comporta il deconsolidamento dal bilancio di Eni.
Stellantis. Le immatricolazioni di auto nuove in Italia sono aumentate del 9,9% a settembre rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, raggiungendo 139.356 veicoli, secondo i dati diffusi giovedì dal Ministero dei Trasporti.
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