SanDisk, +694% da gennaio. Ecco perché gli analisti si aspettano che salga ancora

L’AI spinge la domanda di NAND e i contratti pluriennali potrebbero ridurre la storica ciclicità delle memorie. Il broker Rosenblatt ha avviato ieri la copertura con Buy e target a 2.400 dollari (+27% sul prezzo attuale).
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L’intelligenza artificiale ha cambiato le regole del gioco
SanDisk continua a correre a Wall Street e, dopo un rialzo del 694% dall’inizio dell’anno e del 1.673% negli ultimi dodici mesi, trova un altro analista disposto a scommettere che la corsa non sia ancora finita. Ieri il titolo ha guadagnato il 6,8%, chiudendo a 1.887 dollari, dopo che Rosenblatt Securities ha avviato la copertura con giudizio Buy e target price di 2.400 dollari, circa il 27% sopra la quotazione attuale.
La tesi dell’analista Kevin Cassidy è particolarmente interessante perché affronta proprio il grande interrogativo che accompagna il boom di SanDisk: quanto possono durare prezzi, margini e profitti eccezionali in un settore, quello delle memorie, storicamente caratterizzato da violenti cicli di espansione e contrazione?
Secondo Rosenblatt, l’intelligenza artificiale potrebbe avere cambiato almeno in parte le regole del gioco.
Le memorie: da commodity a componente strategico
La NAND flash prodotta da Sandisk è stata tradizionalmente considerata una commodity. Nei personal computer, negli smartphone e nell’elettronica di consumo, la competizione si è giocata soprattutto sulla capacità di aumentare la densità delle memorie e ridurre continuamente il costo per bit.
Con l’intelligenza artificiale le priorità stanno cambiando. Modelli sempre più grandi e soprattutto la crescita dell’inferenza – l’elaborazione necessaria quando milioni di utenti utilizzano chatbot e altri servizi AI – richiedono enormi quantità di dati e attribuiscono crescente importanza non soltanto al prezzo, ma alla densità, alle prestazioni, alla durata e alla certezza delle forniture.
È qui che Cassidy vede la possibilità per SanDisk di riposizionare la NAND, trasformandola da semplice supporto di archiviazione a componente sempre più importante dell’infrastruttura AI.
A sostenere questa evoluzione c’è anche la roadmap tecnologica sviluppata insieme alla giapponese Kioxia. Le architetture BiCS8 e BiCS10 permettono di impilare verticalmente le celle di memoria, aumentando la quantità di dati immagazzinabile in uno spazio ridotto. Secondo Rosenblatt, questa tecnologia dovrebbe consentire a Sandisk di mantenere un vantaggio competitivo in termini di prestazioni e costi nello storage destinato ai grandi sistemi di intelligenza artificiale.
Le dimensioni del mercato potenziale sono considerevoli. Cassidy stima per Sandisk ricavi dai data center per 21,7 miliardi di dollari nell’esercizio 2027 e 28,6 miliardi nel 2028.
Contratti pluriennali per prevenire il ciclo delle memorie
Ma il secondo pilastro della tesi di Rosenblatt riguarda forse il punto che più preoccupa Wall Street: la ciclicità. Quando la domanda di memorie cresce più velocemente dell’offerta, prezzi e margini esplodono. I produttori aumentano però gli investimenti e la capacità produttiva e, prima o poi, il mercato rischia di trovarsi nella situazione opposta: troppa memoria, prezzi in discesa e profitti che crollano.
Sandisk sta cercando di attenuare questo meccanismo attraverso accordi pluriennali con i grandi clienti. Ne ha già conclusi con otto gruppi e una parte consistente della produzione futura è così impegnata in anticipo. Per Cassidy questi contratti possono aumentare la visibilità sulla domanda e ridurre la volatilità che storicamente ha caratterizzato il mercato NAND.
Era già questo uno dei messaggi centrali dell’Investor Day di agosto: Sandisk aveva spiegato che gli accordi di lungo periodo coprivano circa metà della capacità produttiva dell’esercizio 2027 e circa due terzi di quella prevista per il 2028.
Utili quasi triplicati, P/E a 8 volte
I numeri spiegano sia l’entusiasmo sia la cautela degli investitori. Il consensus stima che nell’esercizio 2026-2027, che si concluderà il prossimo 30 giugno, Sandisk possa raggiungere ricavi per 48,9 miliardi di dollari, in crescita del 142%, e un utile di 33,3 miliardi, +192%.
È una crescita impressionante che, secondo le previsioni attuali, è però destinata a rallentare nettamente nell’esercizio successivo, quando il fatturato dovrebbe aumentare del 18% e l’utile del 15%.
Proprio questa attesa di normalizzazione spiega perché oggi SanDisk tratti soltanto a circa 8 volte gli utili attesi dell’esercizio in corso e a 7 volte quelli del 2027-2028.
Multipli così contenuti incorporano evidentemente ancora una forte dose di prudenza sulla sostenibilità degli attuali profitti. La scommessa di Rosenblatt è che l’AI, i contratti pluriennali e il cambiamento del ruolo della NAND rendano questa volta il ciclo più duraturo e meno violento rispetto al passato.
La maggioranza di Wall Street sembra per ora condividere almeno in parte questa visione. Su 25 analisti che seguono SanDisk, 21 consigliano di acquistare il titolo. Il target price medio è di 2.136 dollari, circa il 13% sopra la quotazione attuale. Rosenblatt, con il suo obiettivo di 2.400 dollari, si spinge decisamente più avanti.
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