SanDisk, il rialzo toglie il fiato: ecco i numeri che lo sostengono

SanDisk, il rialzo toglie il fiato: ecco i numeri che lo sostengono

La società specializzata nelle memorie flash dovrebbe chiudere l’esercizio 2026 con ricavi in crescita del 168% e utili per 9,8 miliardi di dollari, con un’ulteriore accelerazione nel 2027. Gli analisti sono positivi anche dopo un guadagno del 730% dall’inizio dell’anno, ma ricordano che il settore delle memorie è storicamente molto ciclico


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SanDisk corre più veloce degli analisti

Ci sono titoli che salgono perché gli investitori si lasciano trascinare dall’entusiasmo. E poi ci sono titoli che salgono perché dietro il rally c’è una crescita reale del business. Il caso di SanDisk sembra appartenere soprattutto alla seconda categoria, anche se dopo una corsa tanto spettacolare è inevitabile che qualcuno inizi a chiedersi fino a dove possa arrivare.

Le azioni della società specializzata nelle memorie flash e negli SSD hanno guadagnato circa il 730% dall’inizio dell’anno e oltre il 4.300% negli ultimi dodici mesi. E la corsa non sembra essersi fermata: oggi, nel pre-market del Nasdaq, il titolo sale di un ulteriore 5,8% a circa 2.095 dollari.

Una performance così estrema induce naturalmente a chiedersi se il mercato stia esagerando oppure se l’impressionante rivalutazione sia supportata dai fondamentali.


Una crescita che ha pochi precedenti

I numeri previsti dagli analisti per i prossimi esercizi sono difficili da ignorare. SanDisk chiuderà il proprio esercizio fiscale alla fine di giugno. Secondo il consenso raccolto da MarketScreener, i ricavi dell’esercizio 2025/26 dovrebbero raggiungere 19,6 miliardi di dollari, contro i 7,3 miliardi dell’anno precedente. Si tratterebbe di una crescita del 168%.

Ancora più impressionante l’evoluzione della redditività. Dopo la perdita di 1,6 miliardi registrata nell’esercizio precedente, gli analisti prevedono un utile netto di 9,8 miliardi di dollari.

Le aspettative non si fermano qui. Per l’esercizio successivo, quello che si chiuderà nel giugno 2027, il consenso stima ricavi per 43,4 miliardi di dollari e utili per 26,7 miliardi.

In altre parole, per il 2027 gli analisti si aspettano un’ulteriore crescita dei ricavi del 121% e un incremento degli utili del 172%.

Anche i margini raccontano una storia straordinaria. Quest’anno l’utile netto dovrebbe rappresentare circa il 50% dei ricavi. L’anno prossimo il rapporto potrebbe salire addirittura al 61,5%.

Numeri che normalmente si associano alle migliori società software, non a un produttore di componenti hardware.


Perché gli investitori sono così entusiasti

Una parte del rialzo deriva dalla recente separazione da Western Digital. Fino a pochi mesi fa (febbraio 2025) il business delle memorie flash era incorporato all’interno del gruppo Western Digital. La scissione ha consentito agli investitori di acquistare direttamente un’esposizione pura a uno dei segmenti più dinamici dell’intera filiera dell’intelligenza artificiale.

L’attenzione degli investitori negli ultimi anni si è concentrata soprattutto sulle GPU di Nvidia, considerate il motore della rivoluzione AI. Ma i modelli di intelligenza artificiale richiedono anche enormi capacità di archiviazione e trasferimento dei dati.

In questo contesto gli SSD ad alte prestazioni sono diventati una componente sempre più importante dell’infrastruttura dei data center.

Secondo Goldman Sachs, citata da The Motley Fool, gli investimenti complessivi dei grandi operatori tecnologici nei data center potrebbero raggiungere 1.100 miliardi di dollari nel 2027. Una prospettiva che alimenta la domanda di memoria avanzata e sostiene la crescita di società come SanDisk.


Una valutazione meno cara di quanto sembri

Guardando soltanto il grafico di Borsa, molti investitori potrebbero concludere che il titolo sia ormai diventato troppo costoso. In realtà il quadro è più sfumato.

Sulla base degli utili attesi per il prossimo esercizio, SanDisk tratta a circa 30 volte gli utili forward. Un multiplo certamente non basso, ma nemmeno estremo per una società che, secondo le stime, potrebbe più che raddoppiare il fatturato nell’arco di dodici mesi e aumentare gli utili di oltre il 170%.

Il mercato sta quindi pagando non tanto i risultati attuali quanto la prospettiva di una crescita eccezionalmente rapida.


Il rischio che gli investitori non devono dimenticare

Esiste però anche un lato meno rassicurante della storia.

L’industria delle memorie è storicamente uno dei comparti più ciclici dell’intero settore tecnologico. Negli anni Novanta fu il boom dei personal computer. Negli anni Duemila quello degli smartphone. In entrambi i casi la domanda sembrava destinata a crescere indefinitamente. In entrambi i casi i produttori aumentarono la capacità produttiva fino a generare eccessi di offerta che portarono a un crollo dei prezzi e dei margini.

L’intelligenza artificiale potrebbe rappresentare una trasformazione tecnologica di portata superiore. Ma resta difficile immaginare che gli attuali tassi di crescita e gli attuali margini possano essere mantenuti indefinitamente. La questione è capire quanto a lungo potrà durare una fase così favorevole.


Gli analisti restano positivi, ma il rialzo toglie il fiato

Secondo i dati di MarketScreener, su 22 analisti che seguono il titolo, 18 raccomandano l’acquisto delle azioni, tre suggeriscono di mantenere la posizione e soltanto uno consiglia di vendere.

Il target price medio degli analisti è pari a 1.751 dollari, inferiore alla chiusura di venerdì scorso a 1.980 dollari. Un segnale che non indica necessariamente una sopravvalutazione imminente, ma che evidenzia come le quotazioni stiano avanzando più rapidamente delle revisioni effettuate dagli analisti.


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