SpaceX torna al prezzo dell'Ipo. Ecco i tre motivi che hanno fatto scendere il titolo

Dopo aver perso circa il 40% dai massimi toccati a metà giugno, le azioni della società di Elon Musk sono tornate sui 135 dollari del collocamento. Pesano le valutazioni elevate, i timori per nuove vendite di azioni e i primi segnali di concorrenza cinese. Oggi il tredicesimo e fondamentale test di Starship
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Caduta del 40% dai massimi
Brusco ritorno sulla terra per le quotazioni di SpaceX. Nella seduta di mercoledì 15 luglio il titolo della società di Elon Musk è sceso fino a 132,15 dollari, rompendo per qualche ora anche il prezzo di collocamento di 135 dollari fissato nell'Ipo dello scorso 11 giugno. Solo nel finale di seduta le azioni sono riuscite a recuperare terreno, chiudendo a 135,27 dollari, appena pochi centesimi sopra il prezzo dell'offerta iniziale.
Si tratta di un passaggio simbolicamente importante. Poco più di un mese fa, subito dopo la quotazione, SpaceX aveva infiammato Wall Street arrivando fino a 225,64 dollari. Da allora il titolo ha perso circa il 40% del proprio valore, cancellando l'entusiasmo iniziale che aveva accompagnato il debutto in Borsa.
Tre fattori spiegano il ritorno sulla Terra
Secondo Barron's, le ragioni della correzione sono sostanzialmente tre. La prima riguarda la valutazione. Pur essendo una delle società più affascinanti quotate a Wall Street, SpaceX tratta ancora su multipli estremamente elevati. Ai prezzi attuali vale circa 1.800 miliardi di dollari e, secondo le stime degli analisti, dovrebbe chiudere il 2026 ancora con una perdita. Il titolo vale quasi 50 volte il fatturato previsto per il prossimo anno, una valutazione che incorpora aspettative di crescita molto ambiziose.vale
Il secondo elemento è rappresentato dalla crescente concorrenza cinese. Lo scorso 10 luglio un razzo Long March è riuscito a recuperare il proprio booster utilizzando un sistema di cavi installati su una nave. La tecnologia è diversa da quella adottata da SpaceX, che fa atterrare verticalmente i booster del Falcon 9 sulle proprie gambe retrattili, ma il risultato dimostra che anche altri operatori stanno compiendo progressi significativi nel campo dei lanci riutilizzabili. Per gli investitori significa che uno dei principali vantaggi competitivi di SpaceX potrebbe gradualmente ridursi.
Infine pesano alcuni fattori tecnici. Dopo la pubblicazione dei primi risultati trimestrali, prevista per metà agosto, circa il 20% delle azioni oggi vincolate dal periodo di lock-up potrà essere immesso sul mercato. Molti investitori temono che i soci della prima ora possano approfittarne per realizzare parte dei guadagni, aumentando così la pressione sulle quotazioni.
Wall Street resta convinta del potenziale
Eppure la correzione del titolo non ha incrinato la fiducia degli analisti. Secondo Barron's, circa l'80% degli analisti che seguono il titolo mantiene una raccomandazione di acquisto, una percentuale nettamente superiore alla media delle società dello S&P 500, dove i giudizi Buy oscillano normalmente fra il 55% e il 60%.
Il prezzo obiettivo medio resta vicino ai 240 dollari, mentre RBC Capital Markets indica un target di 225 dollari ed Evercore ISI, che ha avviato la copertura del titolo proprio questa settimana, vede SpaceX a 230 dollari.
Il messaggio degli analisti è chiaro: le difficoltà di queste settimane riguardano soprattutto il breve periodo, mentre la storia industriale della società resta intatta.
Tutti gli occhi puntati sul test di Starship
Proprio per questo motivo il mercato guarda con grande attenzione al tredicesimo test di Starship, previsto nella serata di oggi.
Per gli investitori non si tratta dell'ennesimo lancio sperimentale. È il programma destinato a determinare buona parte del valore futuro della società .
Starship è infatti progettata per diventare il primo sistema completamente riutilizzabile capace di abbattere drasticamente il costo dell'accesso allo spazio. Oggi un Falcon 9 trasporta circa 25 tonnellate di carico in orbita a un costo di circa 1.500 dollari per chilogrammo. L'obiettivo di Starship è trasportarne circa 150 tonnellate, riducendo contemporaneamente il costo a circa 150 dollari per chilogrammo.
In altre parole, SpaceX punta a moltiplicare per sei la capacità di carico e a ridurre di circa il 90% il costo di ogni chilogrammo inviato nello spazio.
Durante il test odierno il secondo stadio tenterà inoltre di rilasciare venti satelliti Starlink V3, di riaccendere in orbita un motore Raptor e di completare un rientro controllato con ammaraggio nell'Oceano Indiano. Tutti passaggi fondamentali per portare la nuova generazione del razzo verso la piena operatività .
La promessa su cui si gioca la valutazione
Secondo Ken Herbert, analista di RBC, Starship rappresenta il vero "volano" della creazione di valore di SpaceX.
La società immagina infatti un futuro nel quale centinaia di Starship effettueranno migliaia di missioni ogni anno, rendendo economicamente possibili applicazioni oggi impensabili, come grandi costellazioni satellitari o persino data center dedicati all'intelligenza artificiale in orbita.
È proprio questa prospettiva a spiegare perché Wall Street continua a guardare oltre la recente correzione del titolo.
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