Spazio, il megatrend che definirà gli anni '30?

Dopo la quotazione record di SpaceX a giugno, lo spazio è entrato definitivamente nel radar degli investitori. Secondo gli analisti di Global X potrebbe essere il megatrend che definirà gli anni '30, come le ferrovie nell'Ottocento, internet negli anni '90 e l’IA in questo decennio. I numeri danno la misura del fenomeno: entro il 2034 il mercato spaziale globale potrebbe superare i 1.000 miliardi di dollari di ricavi annui, spinto da un crollo dei costi di accesso all'orbita.
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Lo spazio rappresenta una frontiera economica ancora inesplorata. Come le ferrovie nel XIX secolo, internet negli anni '90 e l'AI negli anni 2020, l'infrastruttura spaziale potrebbe definire gli anni 2030, ponendo una base cruciale per la prossima fase dell'economia globale. L’economia del settore sta infatti cambiando secondo gli analisti di Global X: un tempo arena di confronto di missioni guidate dai governi, lo spazio è oggi uno strato infrastrutturale per le comunicazioni moderne, l'intelligence geospaziale, i sistemi di difesa e le emergenti applicazioni di calcolo.
Dai programmi governativi alle applicazioni commerciali
Quando l'era spaziale moderna ebbe inizio quasi 60 anni fa, racconta Global X, l'accesso allo spazio era dominio esclusivo di Stati nazionali con budget ingenti, tecnologia proprietaria e lunghi tempi di sviluppo. Quelle dinamiche iniziarono a cambiare dal 2010, quando il capitale privato entrò nel mercato dei lanci e gli operatori satellitari commerciali dimostrarono modelli di business sostenibili. Oggi, si legge nell’analisi di Global X, l'attività commerciale rappresenta circa il 70% dei lanci orbitali globali, rispetto ad appena il 25% di un decennio fa.
Entro il 2034, secondo Global X il mercato spaziale globale potrebbe superare 1.000 miliardi di dollari di ricavi annui, con un sostanziale valore a valle legato ai servizi costruiti sull'infrastruttura spaziale in costante espansione. Segmenti come i servizi di lancio, la connettività satellitare e i servizi dati potrebbero crescere circa tre volte più rapidamente del mercato spaziale nel suo complesso, con un ristretto gruppo di innovatori ben posizionato per catturare potenzialmente una quota sproporzionata.
Due gruppi di società stanno spingendo l'industria verso la commercializzazione su larga scala per Global X. Un gruppo sta trasformando i servizi di lancio, rendendoli più economici e ripetibili. L'altro sta monetizzando quell'infrastruttura attraverso i satelliti e i servizi e le applicazioni a valle costruiti su di essi. Le soluzioni abilitate dai satelliti potrebbero rappresentare circa il 63% dei ricavi spaziali totali entro il 2034, riflettendo una maggiore densità delle costellazioni e l'espansione di nuovi strati di servizi costruiti sull'infrastruttura orbitale, come l'internet a banda larga.
La svolta, il calo dei costi di lancio
Il più grande cambiamento strutturale nella tecnologia spaziale negli ultimi due decenni è il calo del costo di consegna del payload nella fascia di altitudine fino a 2.000 chilometri, dove opera la maggior parte dei satelliti commerciali (detta Low Earth Orbit, LEO). Lo Space Shuttle della NASA, spiega Global X, che compì la sua ultima missione nel 2011, costava 54.500 dollari per chilogrammo verso la LEO. Oggi il Falcon 9 di SpaceX, il cavallo di battaglia del moderno mercato dei lanci, costa circa 2.720 dollari per chilogrammo.
L'economia esatta di una missione varia in base al payload, ma la direzione è chiara per Global X: il lancio è drasticamente più economico di un tempo e molto più ripetibile grazie alla riutilizzabilità e all'iterazione di livello commerciale. Recuperare e far rivolare i booster del primo stadio trasforma il lancio da una spesa una tantum a un modello operativo ripetibile. Con un tasso di successo del 97%, SpaceX ha ridotto sostanzialmente i costi di ammortamento dell'hardware e ha fissato un nuovo standard di prezzo in tutto il settore: la riduzione del costo per raggiungere l'orbita terrestre bassa dal 1960 a oggi è stata di circa 200 volte.
Con un'economia migliore, sottolinea Global X, i tentativi di lancio orbitale globali sono balzati a circa 325 nel 2025, rispetto agli 85 del 2016. I soli Stati Uniti hanno totalizzato quasi 179 lanci riusciti nel 2025, pari a circa il 52% dell'attività globale.
La crescente attività di lancio sta ridisegnando il ciclo di pianificazione dell'industria e la sua utilità, consentendo agli operatori satellitari di rifornire più rapidamente le costellazioni, ai governi di costruire architetture più resilienti e ai fornitori di servire un mercato con calendari di dispiegamento più prevedibili. Global X prevede che il mercato dei lanci commerciali cresca fino a quasi 70 miliardi di dollari entro il 2035, pari a un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del 13,4% dal 2025. Il continuo dispiegamento di costellazioni a banda larga e la costruzione di architetture di difesa resilienti che richiedono un accesso all'orbita tatticamente reattivo e garantito sono destinati con ogni probabilità a trainare questa crescita.
Non c’è peraltro solo SpaceX in questo mercato. L'Electron di Rocket Lab si è ritagliato una nicchia nei lanci dedicati di piccoli satelliti, dove il controllo delle tempistiche e la specificità della missione possono contare più del minor costo possibile per chilogrammo. A marzo 2026, osserva Global X, Rocket Lab aveva completato quasi 85 lanci. Nel 2025, la società ha rappresentato circa l'8% dei lanci autorizzati dalla Federal Aviation Administration. Questa crescente diversità e profondità all'interno dell'ecosistema dei lanci sostiene un maggior numero di modelli di business lungo l'intero stack spaziale.
I satelliti, la strada per la monetizzazione
Se il lancio è l'abilitatore, precisa Global X, i satelliti sono lo strato di monetizzazione. Oltre il 50% del mercato spaziale odierno è legato ai satelliti, spaziando dall'infrastruttura alla connettività fino alle applicazioni a valle. Ora il mercato sta evolvendo, man mano che l'opportunità si sposta dai singoli satelliti a reti dense in LEO in grado di fornire banda larga, navigazione, osservazione della Terra e comunicazioni sicure. Questo passaggio trasforma l'orbita da un insieme di asset una tantum a uno strato infrastrutturale persistente, accrescendo ulteriormente la quota dei satelliti nell'industria spaziale.
I satelliti attivi in orbita sono passati da quasi 1.000 nel 2010 a più di 12.000 nel 2025. Le stime di Global X suggeriscono che tale numero potrebbe avvicinarsi a 100.000 entro il 2030, man mano che operatori come Starlink e Amazon Leo proseguono i loro programmi di dispiegamento. Man mano che reti come Starlink crescono, l'infrastruttura satellitare inizia ad assomigliare a un modello di servizio a ricavi ricorrenti. Questa trasformazione potrebbe essere uno dei cambiamenti più importanti in corso oggi nello spazio: Global X prevede che il mercato della banda larga satellitare cresca a un CAGR del 16% fino a 100 miliardi di dollari entro il 2035, rispetto a una stima di 22 miliardi nel 2025.
Oltre alla banda larga, il mercato dei servizi satellitari si estende a uno strato di applicazioni a valle che include il monitoraggio climatico, la visibilità logistica, l'agricoltura di precisione e, in misura sempre maggiore, l'intelligence per la difesa.
Dei 137 miliardi di dollari che nel 2025 i governi di tutto il mondo hanno speso per lo spazio, evidenzia Global X, circa 73 miliardi erano legati alla difesa, pari a circa il 2% della spesa militare globale totale. Negli Stati Uniti, gli investimenti stanno accelerando bruscamente, con lo spazio riconosciuto come un'iniziativa primaria di sicurezza nazionale: è sempre più centrale per l'allerta missilistica, le comunicazioni, l'intelligence, la sorveglianza e la ricognizione, e per la più ampia architettura di una difesa nazionale resiliente.
L'industria spaziale globale sta insomma attraversando una trasformazione strutturale trainata da forze convergenti: l'economia della tecnologia dei lanci riutilizzabili, la crescente monetizzazione della connettività e dei servizi dati abilitati dai satelliti, e l'imperativo strategico della difesa nazionale in orbita. Come conclude Global X, la tesi d'investimento di breve termine della tecnologia spaziale è ancorata a segmenti comprovati sul piano commerciale, come l'internet satellitare, mentre l'opzionalità di più lunga durata di strade come il calcolo orbitale aggiunge una dimensione di crescita che resta sottovalutata.
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