Stellantis: gli investitori tornano a scommettere sulla ripresa, titolo a quasi +6%

28/10/2026 10:30
Stellantis: gli investitori tornano a scommettere sulla ripresa, titolo a quasi +6%

Stellantis chiude il terzo trimestre con ricavi in crescita dell'1% e un utile operativo rettificato di 256 milioni, ma il margine resta fermo allo 0,7% e il free cash flow industriale torna negativo per 4 miliardi. Il Nord America mostra segnali di recupero, mentre l'Europa continua a pesare sulla redditività nonostante il contributo di Leapmotor. La Borsa premia i risultati e la conferma della guidance, ma la vera prova per il piano Filosa arriverà nel quarto trimestre.

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Utili in ripresa ma redditività ancora fragile

C’è una differenza tra vendere più automobili e tornare a guadagnare vendendole. Stellantis sta mostrando quanto possa essere difficile riuscire a fare entrambe le cose contemporaneamente.

Come si legge nel commento di Gabriel Debach, market analyst di etoro, il gruppo aveva già mostrato le proprie carte il 13 ottobre, anticipando il calo delle consegne nordamericane, la crescita europea e il contributo sempre più importante di Leapmotor. Mancava però la parte più delicata, ovvero capire quanto di quel recupero commerciale si stesse trasformando in profitti e, soprattutto, in liquidità.

I risultati pubblicati questa mattina raccontano un gruppo che procede nella direzione indicata dal management, spiega Debach, ma con margini ancora estremamente sottili. I ricavi del terzo trimestre raggiungono €37,6 miliardi, appena l’1% in più rispetto a un anno fa. L’utile operativo rettificato sale da €90 a €256 milioni, una crescita del 184% che, presa isolatamente, potrebbe suggerire un recupero straordinario. Il margine, però, si ferma allo 0,7%. Per ogni €100 di fatturato, Stellantis genera appena 70 centesimi di risultato operativo rettificato.

Il confronto con il secondo trimestre ridimensiona ulteriormente l'entusiasmo. Tra aprile e giugno, osserva Debach, il gruppo aveva registrato ricavi per 43,5 miliardi, un utile operativo rettificato di 773 milioni e un margine dell'1,8%. In tre mesi il fatturato è diminuito del 13,5%, ma il risultato operativo si è contratto di quasi il 67%. Anche il risultato netto è tornato negativo per 453 milioni, dopo i 293 milioni di utile del trimestre precedente.

Le fermate produttive estive erano state programmate e comunicate agli investitori. Già durante la conference call del 30 luglio si era spiegato che il secondo semestre sarebbe stato fortemente concentrato sul quarto trimestre. La debolezza del Q3 era quindi prevista, ricorda Debach, ma resta significativa la velocità con cui la redditività si comprime quando rallentano produzione e consegne.

Il recupero, peraltro, non è soltanto una promessa. Nei primi nove mesi l'utile operativo rettificato è salito da 630 milioni a quasi 2 miliardi di euro, con un margine passato dallo 0,6% all'1,7%. La direzione del miglioramento è visibile, sottolinea Debach, la sua sostenibilità, molto meno.

Quanto del recupero atteso dipende dal ritorno alla normalità produttiva e quanto da un miglioramento duraturo dei costi, dei prezzi e della redditività delle vendite?

Il Nord America ritrova i prezzi, ma non ancora i margini

Il Nord America offre una prima indicazione per Debach. Nel secondo trimestre le consegne erano cresciute del 38% rispetto all'anno precedente, beneficiando dei nuovi prodotti e della produzione anticipata in vista delle fermate estive. Nel Q3 il movimento si inverte, con consegne in calo del 12% annuo, a 357.000 vetture. Anche la redditività segue questa traiettoria, con l'utile operativo rettificato che scende da 284 a 64 milioni e il margine che passa dall'1,6% allo 0,4%.

Rispetto al terzo trimestre 2025, quando la regione aveva registrato una perdita operativa rettificata di 475 milioni, il miglioramento è comunque consistente per Debach. Soprattutto, iniziano a emergere i benefici sui prezzi netti, sulla composizione delle vendite e sui risparmi industriali che Filosa aveva anticipato a luglio. Il problema per Debach è che questi progressi devono ancora convivere con una struttura industriale nella quale una riduzione delle consegne continua a pesare sensibilmente sui risultati.

Le vendite ai clienti hanno mostrato una maggiore resistenza rispetto alle consegne alla rete commerciale. Nel Nord America crescono dell'1% su base annua, spiega Debach, mentre negli Stati Uniti diminuiscono appena dello 0,3%, meno del mercato complessivo, in contrazione dello 0,8%. Ram continua a sostenere il recupero, con vendite regionali in aumento del 30% e il Ram 1500 in crescita del 73%. Le fermate produttive di modelli Jeep come Grand Cherokee e Compass contribuiscono invece a spiegare la contrazione delle consegne.

Questa divergenza tra vendite finali e consegne ai concessionari, sottolinea Debach, si inserisce nel tentativo di normalizzare le scorte. A luglio Filosa aveva indicato circa 390.000 vetture presso i concessionari statunitensi a fine giugno, prevedendo una riduzione a 365.000 entro la fine del mese successivo. Oggi il management punta a riportare le scorte nordamericane di dicembre vicino ai livelli di fine 2025, un riferimento geografico e temporale differente che non consente di verificare direttamente il raggiungimento dell'obiettivo formulato durante l'estate.

Il riequilibrio rimane importante non soltanto per liberare capitale circolante, rimarca Debach, ma anche per difendere i progressi ottenuti sui prezzi. Ridurre le giacenze richiede infatti di mantenere un equilibrio tra produzione, domanda effettiva e incentivi commerciali. E con margini americani ancora allo 0,4%, un eventuale ritorno a sconti più aggressivi rischierebbe di assorbire rapidamente parte dei benefici ottenuti attraverso la riduzione dei costi.

Leapmotor sostiene l'Europa, ma il conto economico racconta altro

In Europa la divergenza è ancora più evidente per Debach. Nel Q2 Stellantis aveva registrato una perdita operativa rettificata di 94 milioni, con un margine del -0,6%. Nel terzo trimestre il risultato peggiora a -311 milioni e il margine scende al -2,2%, nonostante le consegne nell'Europa allargata siano aumentate del 10% rispetto all'anno precedente.

Il problema riguarda soprattutto la pressione sui prezzi e una composizione delle vendite meno favorevole, che continuano ad assorbire i benefici dei maggiori volumi e dei risparmi industriali. Rispetto al terzo trimestre 2025, osserva Debach, quando la regione aveva generato 157 milioni di utile operativo rettificato, il deterioramento raggiunge 468 milioni. A luglio Filosa aveva prospettato un ambiente europeo senza ulteriore deterioramento del pricing. I risultati odierni mostrano invece che la pressione sui prezzi rimane un ostacolo concreto al recupero della redditività.

La crescita commerciale europea sta intanto assumendo caratteristiche differenti rispetto al passato. Nell'area EU30, le vendite dei marchi Stellantis aumentano dell'1% su base annua, ma raggiungono il 6% includendo Leapmotor. La partnership contribuisce anche a contenere la perdita di quota di mercato, osserva Debach, riducendola da 60 a 10 punti base rispetto all'anno precedente. La quota complessiva passa infatti dal 14,8% dei marchi Stellantis al 15,6% includendo quelli Leapmotor.

Ma i volumi aggiuntivi non producono automaticamente margini migliori per Debach. La crescita di Leapmotor sta aiutando Stellantis a difendere la propria presenza commerciale, mentre il peggioramento dei risultati europei mostra che riconquistare clienti e ricostruire profitti continuano a richiedere tempi differenti.

Dal miliardo positivo ai quattro negativi, la cassa rimanda tutto al quarto trimestre

La stessa distanza emerge nella generazione di cassa per Debach. Dopo il miliardo di euro positivo del secondo trimestre, il free cash flow industriale torna negativo per 4,009 miliardi nel Q3. Un'inversione di circa cinque miliardi in appena tre mesi, che porta l'assorbimento complessivo dei primi nove mesi a 4,93 miliardi, comunque inferiore ai 7,31 miliardi dello stesso periodo del 2025.

Una dinamica che era stata anticipata a luglio. La ripresa delle consegne e la riduzione delle scorte dovrebbero favorire il recupero della liquidità nel quarto trimestre. La questione riguarda però, secondo Debach, la qualità di questo miglioramento.

La conferma della guidance beneficia inoltre di minori esborsi previsti per gli oneri contabilizzati nella seconda metà del 2025. I pagamenti attesi nel 2026 scendono dai circa 2 miliardi indicati a luglio a 1,6 miliardi, alleggerendo di circa 400 milioni il fabbisogno finanziario previsto.

Il management continua a prevedere per il 2026 una crescita dei ricavi a una cifra nella fascia intermedia, un margine operativo rettificato positivo nella fascia bassa delle percentuali a una cifra e un miglioramento del free cash flow industriale rispetto al 2025, con il ritorno in territorio positivo atteso nel 2027.

Il management continua a prevedere un miglioramento del free cash flow industriale rispetto al 2025 e il ritorno in territorio positivo nel 2027. Un ruolo centrale per Debach sarà svolto dal Value Creation Program, che punta a €6 miliardi di efficienze annualizzate entro il 2028. Nel quarto trimestre i benefici dovrebbero essere circa il doppio rispetto al Q3.

Il rialzo di Stellantis di oggi arriva dunque dopo un trimestre che il management aveva già preparato gli investitori ad affrontare. Il mercato sembra quindi premiare risultati operativi migliori delle attese e la conferma delle prospettive, osserva Debach, nonostante margini ancora vicini allo zero e un flusso di cassa fortemente negativa. Il quarto trimestre potrà beneficiare della ripresa produttiva, del capitale circolante e dell'accelerazione delle efficienze industriali. Ma il recupero più importante per Debach sarà quello che Stellantis riuscirà a conservare quando questi benefici stagionali saranno terminati. Perché il piano Filosa avrà raggiunto il suo obiettivo soltanto quando vendere più automobili tornerà a significare anche guadagnare di più vendendole.

Il mercato, intanto, sembra voler anticipare la svolta. Il titolo guadagna quasi il 6% nella mattinata, riportandosi a 3,92 euro al momento di stesura. Un rialzo significativo, puntualizza Debach, che assume però una dimensione diversa osservando il grafico degli ultimi mesi. Le quotazioni hanno appena riconquistato la media mobile a 21 sedute, ma rimangono sotto quella a 50 giorni, posizionata a 4,21 euro, e soprattutto circa il 31% al di sotto della media a 200 sedute, attualmente a 5,67 euro. Il movimento rappresenta quindi un tentativo di recupero all'interno di una tendenza ribassista che non ha ancora fornito segnali convincenti di inversione. Gli investitori tornano a scommettere sulla ripresa, conclude Debach, ma la distanza dai livelli precedenti racconta quanto terreno resti ancora da recuperare.

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Codice: STLA.MI
Isin: NL00150001Q9
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