Tassi fermi negli Stati Uniti, bond in agitazione

La Federal Reserve lascia i tassi fermi per la quinta volta consecutiva, al 3,5%-3,75%. Reazione del mercato: irripidimento della curva dei tassi e Treasury trentennale su rendimenti che non si vedevano dal 2007.
Nel corso della conferenza stampa, il presidente Kevin Warsh ha parlato come se stesse tenendo una lezione agli operatori di mercato sui suoi piani per ridurre la comunicazione e rimodellare la banca centrale.
Intanto Donald Trump, per il momento, resta a guardare e non si impiccia nelle faccende della banca centrale.
L’indice SOX dei semiconduttori, alla quinta seduta in negativo, ha toccato ieri i minimi da inizio maggio, -25% dai massimi di fine giugno.
Meta archivia il secondo trimestre con ricavi record a 60,8 miliardi di dollari ma non convince Wall Street perché alza le previsioni di spesa.
Microsoft presenta una trimestrale solida per quanto riguarda le nuove iniziative. Il fatturato di Azure ha superato per la prima volta i 100 miliardi e Microsoft 365 Copilot ha raggiunto oltre 30 milioni di licenze a pagamento
Petrolio in lieve calo dopo il balzo di ieri, Brent poco sotto quota novanta dollari il barile. Gli Stati Uniti hanno lanciato stanotte un’altra ondata di attacchi contro l'Iran, preso di mira il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, risparmiate le infrastrutture civili.
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Le borse dell’Europa dovrebbero aprire intorno alla parità mentre i mercati finanziari sono scossi in tutto il mondo da continue folate di volatilità. Ieri a Wall Street l’S&P500 ha chiuso in ribasso dell’1,5%, sui minimi della seduta e circa il 2% dai massimi della giornata: il peggioramento è arrivato tutto nel finale, principalmente a seguito di quel che ha detto la Federal Reserve. La reazione più rilevante alla decisione di confermare per la quinta volta consecutiva i tassi di riferimento al 3,5%-3,75%, si sta vedendo sulle obbligazioni, con un irripidimento della curva dei tassi ed i Treasury trentennale su rendimenti che non si vedevano dal 2007.
Il Nasdaq ha perso l’1,7% ed il Nasdaq 100, in ribasso dell’1,8% segna una flessione del 9,5% dai recenti massimi: siamo in prossimità della soglia della correzione tecnica.
L’indice SOX dei semiconduttori, alla quinta seduta in negativo, ha toccato ieri i minimi da inizio maggio, -25% dai massimi di fine giugno.
Stanotte l’indice Kospi della borsa di Seul è arrivato a guadagnare il 5%, nel finale di seduta è in calo dello 0,5%. “Il forte crollo del mercato azionario sudcoreano è un esempio da manuale di cosa accade quando un posizionamento concentrato incontra la leva finanziaria. Gli investitori al dettaglio avevano accumulato un'esposizione concentrata su Samsung Electronics e SK Hynix attraverso prodotti a leva. Una volta che questi titoli hanno iniziato a scendere, le vendite forzate e i meccanismi degli ETF a leva hanno amplificato il calo, trasformando una correzione in una flessione di mercato molto più violenta” scrive Lale Akoner, Global market strategist di eToro.
Petrolio in lieve calo dopo il balzo di ieri, Brent poco sotto quota novanta dollari il barile.
IRAN
Gli Stati Uniti hanno lanciato stanotte un’altra ondata di attacchi contro l'Iran, preso di mira il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC). Sono stati colpiti vari obiettivi, "tra cui centri di comando militari, strutture missilistiche e per droni, siti di sorveglianza e difesa costiera e capacità marittime", ha dichiarato il Comando Centrale degli Stati Uniti (Central Command) in un post pubblicato mercoledì sera su X.
"Gli attacchi miravano a ridurre ulteriormente le minacce poste dall'Iran e dai suoi alleati alle forze americane, al trasporto marittimo commerciale e ai paesi limitrofi del Golfo", ha aggiunto il comando.
Non dovrebbero essere state prese altre infrastrutture civili, elemento che avrebbero segnalato una significativa espansione della campagna militare statunitense.
"Li colpiremo duramente perché è il nostro turno di colpirli", ha detto il presidente Donald Trump ai giornalisti alla Casa Bianca mercoledì pomeriggio.
FEDERAL RESERVE
La decisione di ieri ha visto tre voti contrari, cresce la pressione interna per un rialzo dei tassi, mentre l'inflazione resta sopra il target da cinque anni. Nick Timiraos del Wall Street Journal, uno dei giornalisti meglio informati su quel che succede alla banca centrale, mette in evidenza che il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha respinto le accuse di eccessiva cautela arrivate nel corso della conferenza stampa: "Non abbiamo una capacità magica di far scendere rapidamente l'inflazione", ha dichiarato. "Gli oltre cinque anni di inflazione al di sopra dell'obiettivo non possono essere risolti in nove settimane, né grazie a un singolo mese di modesti cali dei prezzi” ha affermato in una delle risposte ai giornalisti.
Sul fronte opposto, tre presidenti delle Fed regionali — Beth Hammack (Cleveland), Neel Kashkari (Minneapolis) e Lorie Logan (Dallas) — hanno votato per un aumento dei tassi, spinti dal boom degli investimenti legati all'intelligenza artificiale, considerato una fonte di domanda che l'economia non riesce ad assorbire facilmente. Di segno diverso la posizione del vicepresidente del comitato di politica monetaria, John Williams, presidente della Fed di New York, che si è detto fiducioso in un graduale rientro dell'inflazione, indicando nei prossimi dati mensili il vero banco di prova.
Tra gli economisti esterni, Kurt Lewis, ex consulente della Fed oggi in Piper Sandler, ritiene che "la soglia perché la Fed agisca entro fine anno non sia così alta", pur aspettandosi che l'inflazione migliori a sufficienza da evitare un rialzo. Di parere opposto Daleep Singh, ex dirigente della Fed di New York e oggi capo economista globale di PGIM, secondo cui la banca centrale dovrebbe smettere di confidare in un calo spontaneo dei prezzi: gli shock recenti sono "una serie di impedimenti correlati e cumulativi, ciascuno inflazionistico”.
Tom Essaye di Sevens Report Research ha detto a Barron’s che Warsh ha parlato come se stesse tenendo una lezione agli operatori di mercato sui suoi piani per ridurre la comunicazione e rimodellare la banca centrale. Essaye ha descritto il banchiere centrale come "un uomo molto loquace".
Intanto Donald Trump per il momento resta a guardare e non si impiccia nelle faccende della banca centrale. Kevin Warsh "è fantastico, lo so che vorrebbe i tassi più bassi ma ha un board che è molto politicizzato", ha detto ieri sera il presidente rispondendo a chi gli chiedeva un commento sulla decisione della Fed.
META
La società archivia il secondo trimestre con ricavi record a 60,8 miliardi di dollari ma non convince Wall Street. L'utile di 15,8 miliardi è infatti sotto le attese degli analisti e i costi per finanziare la corsa all'intelligenza artificiale continuano a salire, innervosendo gli investitori. Il colosso di Mark Zuckerberg ha infatti rivisto al rialzo la spesa minima di capitale a 130 miliardi di dollari dai 125 miliardi precedenti, lasciando però invariata a 145 miliardi la parte alta della forchetta.
Titolo in ribasso del 7% nel dopo borsa.
MICROSOFT
Il colosso delle attività software ha alzato il velo su una trimestrale solida. I ricavi sono saliti del 18% a 90 miliardi e l'utile netto è cresciuto del 31% a 35,8 miliardi. "Il fatturato di Azure ha superato per la prima volta i 100 miliardi e Microsoft 365 Copilot ha raggiunto oltre 30 milioni di licenze a pagamento, mostrando la fiducia che i consumatori ripongono in noi nel sostenere la loro trasformazione con l'IA", ha detto l'amministratore delegato Satya Nadella. Le spese di Microsoft sull'intelligenza artificiale non agitano gli investitori perché il colosso di Redmond ha mantenuto un flusso di cassa positivo a differenza di altri hyperscaler come Google che hanno invece registrato flussi di cassa negativi. Titolo +5% nel dopo borsa.
DEBITO E PATRIMONIO AL TEMPO DELL’AI
Gli ingenti investimenti in capex legati all'intelligenza artificiale stanno cambiando il rapporto tra il debito e l’equity dei colossi tecnologici, i cosiddetti "hyperscaler" (i grandi gruppi cloud/AI come Amazon, Microsoft, Google, Meta). È quanto emerge da un report di Goldman Sachs firmato da Shamshad Ali.
Man mano che queste aziende finanziano sempre più i loro investimenti con debito, il valore delle azioni si lega più strettamente alle valutazioni degli asset, mentre cresce strutturalmente il costo del debito.
Un concetto chiave è la "beta", cioè la sensibilità dei rendimenti obbligazionari ai movimenti azionari: più è alta, più credito ed equity si muovono insieme. Storicamente la beta del credito a lungo termine si era ridotta, ma per gli hyperscaler sta risalendo, soprattutto sulle scadenze più lunghe, dove la volatilità degli "spread" (il differenziale di rendimento tra un'obbligazione societaria e un titolo di Stato, indicatore del rischio percepito) è aumentata.
Gli spread si sono allargati insieme al peggioramento del "free cash flow yield" atteso, cioè il rendimento della liquidità che l'azienda genera dopo le spese, un segnale di crescenti necessità di finanziamento.
Secondo Goldman, il futuro dipenderà da come migliorerà questa liquidità: " uno scenario di miglioramento della liquidità dovuto a un calo del capex favorirebbe il credito, mentre una crescita di utili netti e flussi di cassa operativi favorirebbe l’equity").
TITOLI
Prysmian ha comunicato di aver alzato la guidance sul 2026 per l'intero esercizio 2026 dopo aver registrato il suo miglior trimestre di sempre, spinta dalla forte domanda nei suoi business energetici e digitali.
La nuova guidance per l'Ebitda rettificato per il 2026 è fissata in un intervallo tra 2,8 e 2,9 miliardi di euro, in rialzo rispetto alla precedente stima di 2,625-2,775 miliardi. La previsione sul free cash flow è stata alzata a 1,65-1,75 miliardi di euro, dal precedente intervallo di 1,3-1,4 miliardi. L'Ebitda rettificato del secondo trimestre è salito del 20,7% a 730 milioni di euro, segnando il miglior risultato trimestrale di sempre per il gruppo.
Il segmento Digital Solutions ha mostrato un'accelerazione della crescita organica del 18%, con un aumento dei margini che raggiungono il 23,8% (dal 16,8% l'anno prima) grazie al contributo dei cavi ottici e di Channell. La società si dice ben posizionata per superare in anticipo i target strategici del 2028 e presenterà un nuovo piano in un Capital Markets Day nella prima metà del 2027.
Webuild, Trevi. La società di costruzioni ha presentato un'opa sulla società di ingegneria del sottosuolo con un'offerta in contanti di 4,50 euro per azione, rappresentante un premio del 29,8% rispetto al prezzo di chiusura del 26 giugno.
Campari ha migliorato le attese sul margine operativo per il 2026 dopo aver registrato nel primo semestre una crescita organica delle vendite e dell'utile rettificato, nonostante il calo dei ricavi riportati e dell'utile netto dovuto a svalutazioni legate alla razionalizzazione del portafoglio.
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