Tesla e SpaceX sempre più vicine. Musk non esclude la grande fusione

Le due società collaborano già su chip, intelligenza artificiale e ricerca e il loro fondatore torna ad alimentare le attese per una possibile aggregazione. Nel frattempo Tesla prepara il lancio della nuova Roadster: la sportiva da oltre 200.000 dollari sarà presentata il primo ottobre.
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Tesla e SpaceX, Musk riapre il dossier fusione
Elon Musk torna a giocare con un’ipotesi che a Wall Street circola ormai da mesi: mettere insieme Tesla e SpaceX, creando un colosso capace di riunire sotto lo stesso tetto automobili, razzi, satelliti, intelligenza artificiale, robot, chip e data center.
L’occasione è stata la partecipazione di Musk all’All-In Podcast insieme a Gwynne Shotwell, presidente e Chief operating officer di SpaceX. Una lunga conversazione che ha spaziato da Starlink a Starship, dall’intelligenza artificiale ai chip e che ha offerto anche una seconda notizia: il prossimo 1° ottobre Tesla presenterà finalmente la nuova Roadster, la supersportiva elettrica annunciata quasi nove anni fa e attesa con un prezzo superiore ai 200.000 dollari.
Ma per gli investitori la Roadster rischia di essere quasi un dettaglio. La vera domanda è un’altra: quanto sono ancora lontane Tesla e SpaceX da una fusione?
“Perché sono ancora due società?”
La domanda è stata posta direttamente a Musk durante il podcast. Se Tesla e SpaceX collaborano ormai su così tanti fronti, perché continuare a tenerle separate?
“Great question”, ha risposto Musk. E ha aggiunto: “Con tutta questa collaborazione a così tanti livelli, chissà quali mosse si potrebbero fare”.Non è certo l’annuncio di una fusione. Ma nemmeno la sua smentita. E tanto è bastato per riaccendere una speculazione che circola da mesi e sulla quale si sono già espressi analisti di Wall Street, tra cui quelli di Baird e RBC.
I punti di contatto, del resto, si moltiplicano. Tesla e SpaceX stanno lavorando insieme alla Terafab, il grande progetto per la produzione di semiconduttori, e condividono attività di ricerca e sviluppo nel campus Tesla di Austin. Una fusione permetterebbe soprattutto di riunire in un unico gruppo buona parte della catena del valore dell’intelligenza artificiale: dai chip alla capacità di calcolo, fino alle applicazioni digitali e all’hardware.
SpaceX utilizza l’intelligenza artificiale nei propri data center e Tesla ne ha fatto il cuore dei progetti sulla guida autonoma e sui robot umanoidi. A unire tutto c’è naturalmente Musk, amministratore delegato di entrambe le società.
Per ora, però, il mercato non sembra disposto a pagare in anticipo per un matrimonio del quale non si conoscono né la data né le condizioni. Martedì Tesla ha perso lo 0,7%, chiudendo a 356,68 dollari, mentre SpaceX ha ceduto il 3,2% a 143,49 dollari. Nella stessa seduta l’S&P 500 è sceso dello 0,5% e il Dow Jones dello 0,6%.
Il ritorno della Roadster dopo nove anni
Più concreta, almeno nel calendario, è l’altra promessa di Musk. Il 1° ottobre verrà presentata la nuova Tesla Roadster, erede del modello con cui nel 2008 iniziò l’avventura automobilistica della società.
Anche in questo caso SpaceX entra nella storia. Musk promette da tempo che la nuova vettura incorporerà tecnologie aerospaziali e durante il podcast ha ulteriormente alzato le aspettative. «Il successo non è garantito, ma il divertimento sì», ha detto.
Jason Calacanis, uno dei conduttori dell’All-In Podcast, sostiene di avere già visto in anteprima quello che Tesla mostrerà il 1° ottobre. È vincolato alla segretezza, ma ha raccontato che ciò che ha visto gli ha fatto «esplodere la testa». Musk ha rincarato la dose: servirà un pubblico presente all’evento per testimoniare che ciò che vedrà «non è AI».
La Roadster è stata mostrata per la prima volta nel 2017 e da allora gli investitori hanno avuto tutto il tempo per esercitare la pazienza. Il prezzo dovrebbe superare i 200.000 dollari e le aspettative sono quelle di prestazioni estreme, con qualche ingrediente preso direttamente dalla tecnologia aerospaziale di SpaceX.
Ma Wall Street aspetta soprattutto l’AI
Il problema è che oggi una nuova automobile, per quanto spettacolare, potrebbe non essere ciò che più interessa agli azionisti Tesla. Il titolo arriva all’appuntamento dopo avere perso circa il 20% dall’inizio dell’anno e il 12% negli ultimi dodici mesi.
L’attenzione degli investitori si è spostata dalle automobili all’intelligenza artificiale. Tesla ha avviato nel giugno 2025 il servizio di robotaxi addestrati con l’AI, ma la sua espansione procede lentamente. E Musk continua a promettere un futuro popolato dai robot umanoidi Optimus, dei quali il mercato aspetta nuove dimostrazioni concrete.
La Roadster del 1° ottobre potrà dunque essere velocissima, costosissima e magari così sorprendente da sembrare generata dall’intelligenza artificiale. Ma Barron’s suggerisce con una certa ironia che, se sul palco insieme all’auto comparisse finalmente anche una nuova versione di Optimus, per il titolo Tesla potrebbe essere quella la vera sorpresa della serata.
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