Tesla torna a correre in Cina, e Musk celebra il portentoso rialzo del titolo

Alla vigilia della quotazione di Space X, arriva a sorpresa il dato sulla crescita delle vendite in Cina: a maggio + 39%. Il fondatore ricorda che la Casa automobilistica oggi ha una market cap pari a 1.000 volte il valore dell’Ipo.
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La Cina torna ad aiutare Tesla: a maggio vendite +39%
Il mercato cinese torna a sorridere a Tesla proprio mentre Elon Musk, alla vigilia della quotazione di Space X, sottolinea agli investitori la straordinaria storia di crescita della società dei veicoli elettrici. Coincidenza oppure no, il tempismo è notevole per il messaggio con cui il fondatore di Tesla riporta i riflettori sulla sua principale creatura.
Martedì 2 giugno le azioni Tesla hanno chiuso in rialzo dell’1,8% a 423,74 dollari. Nonostante il recupero, il titolo resta in calo del 5,7% dall’inizio del 2026 e perde circa il 13% rispetto al massimo storico di 489,88 dollari toccato il 16 dicembre scorso.
A sostenere il titolo sono arrivati innanzitutto i numeri della Cina, mercato cruciale per la crescita del gruppo.
Secondo i dati preliminari diffusi dalla China Passenger Car Association, a maggio Tesla ha consegnato 85.982 veicoli prodotti nella Gigafactory di Shanghai, con una crescita del 39,4% rispetto allo stesso mese del 2025.
Il dato appare particolarmente significativo perché arriva all’interno di un mercato che mostra segnali di ripresa, ma resta estremamente competitivo. A maggio le vendite complessive di veicoli elettrici e plug-in hybrid in Cina hanno raggiunto 1,36 milioni di unità, in aumento del 12% su base annua.
Anche i concorrenti restano molto aggressivi. BYD ha consegnato quasi 377 mila veicoli, interrompendo mesi di rallentamento. Molto forti anche i risultati di produttori emergenti: Leapmotor e Zeekr hanno registrato crescite superiori all’80%, mentre Nio ha segnato un aumento superiore al 60%.
Il messaggio per gli investitori è duplice: Tesla dimostra di poter ancora crescere nel mercato EV più importante del mondo, ma la pressione competitiva non si è affatto attenuata.
Il nodo irrisolto del Full Self Driving
La crescita delle consegne arriva mentre Tesla cerca di accelerare sul fronte tecnologico. A maggio la società ha annunciato l’introduzione del sistema FSD (Supervised) in Cina. Ma proprio qui emerge uno dei principali elementi di incertezza.
Non è infatti chiaro se il sistema sia effettivamente disponibile per il mercato di massa oppure se manchino ancora autorizzazioni regolamentari definitive.
La questione non è marginale. La tesi di investimento su Tesla oggi si basa sempre meno sulle automobili e sempre di più sulla capacità di trasformarsi in una società di intelligenza artificiale, robotica e guida autonoma.
Se l’espansione internazionale del Full Self Driving dovesse rallentare, anche la narrativa che sostiene le valutazioni potrebbe incontrare ostacoli.
Musk ricorda agli investitori la super-performance di Tesla
In questo contesto si inserisce un curioso intervento di Elon Musk. Su X il fondatore ha ricordato che, al momento della quotazione nel 2010, la capitalizzazione di Tesla rappresentava appena lo 0,1% di quella attuale.
I numeri impressionano: Tesla valeva circa 1,7 miliardi di dollari all’Ipo, contro circa 1.600 miliardi attuali. In altre parole, gli investitori che hanno partecipato alla quotazione hanno assistito a una crescita di circa mille volte.
Il messaggio di Musk può essere interpretato in modi diversi.Da un lato potrebbe trattarsi di nostalgia imprenditoriale. Dall’altro è difficile ignorare il contesto: cresce infatti l’attesa per la quotazione di SpaceX, operazione che potrebbe raggiungere valutazioni record.
Ricordare agli investitori quanto abbia reso Tesla è senz’altro un modo per preparare il terreno psicologico al prossimo grande evento finanziario dell’impero Musk.
Robot, OpenAI e la sfida della prossima fase
Se però Musk prova a ricordare il passato, il mercato continua a preoccuparsi del futuro. Lunedì 1 giugno Tesla ha perso il 4,6% dopo l’annuncio che OpenAI sta costruendo un business dedicato ai robot, entrando potenzialmente in competizione con i piani di Tesla sugli umanoidi.
La reazione del mercato è significativa perché mostra dove si concentra oggi l’attenzione degli investitori. Tesla non viene più valutata principalmente come produttore di automobili.
Il problema è che questo tipo di valutazione richiede una continua produzione di nuove storie di crescita.
Una valutazione che divide Wall Street
Nonostante la gigantesca capitalizzazione, Wall Street resta divisa. Secondo i dati di Market Screener, soltanto 23 dei 47 analisti che seguono Tesla consigliano di acquistare il titolo.
Ancora più significativo è il target price medio: circa 412 dollari, inferiore di circa il 3% rispetto alle quotazioni attuali.
Il paradosso è evidente. Gli investitori continuano a premiare Tesla come una società destinata a dominare robotaxi, intelligenza artificiale e robot umanoidi. Ma una parte crescente degli analisti ritiene che questa aspettativa sia già ampiamente incorporata nei prezzi.
Ed è forse proprio questo il punto centrale. Mentre Musk guarda a SpaceX, Tesla continua a essere il laboratorio finanziario dove il mercato prova a stabilire quanto possa valere il futuro.
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