Tornano i dazi ma continua il rialzo dei tech

03/06/2026 06:30
Tornano i dazi ma continua il rialzo dei tech

L’S&P 500 è salito dello 0,1%, 24ª chiusura record dell'anno. Dow Jones +0,5%, 14° record dell’anno. Nasdaq Composite +0,03%, 20° record dell’anno. L’indice Philadelphia Semiconductor è salito di quasi il 6%, nuovo massimo storico.

In Asia Pacifico ci sono stamattina i record delle borse del Giappone e di Taiwan. "La Corea è un mercato della memoria. Taiwan è un mercato delle fonderie. Il Giappone è un mercato economico, con un vantaggio nell'IA", ha scritto in una nota il presidente globale della ricerca di Barclays, Ajay Rajadhyaksha

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Per il quinto giorno consecutivo, i tre indici di riferimento di Wall Street hanno segnato in contemporanea nuovi massimi storici.

L’S&P 500 è salito dello 0,1%, 24ª chiusura record dell'anno. Dow Jones +0,5%, 14° record dell’anno. Nasdaq Composite +0,03%, 20° record dell’anno.

Sono sempre i titoli del settore dei chip a dare il ritmo al movimento. Marvell Technology ha guadagnato il 32% dopo che Jensen Huang, il CEO di Nvidia, ha detto di aspettarsi di vedere la capitalizzazione arrivare a mille miliardi di dollari, circa un quinto di quella del giorno prima.
L’indice Philadelphia Semiconductor è salito di quasi il 6%, nuovo massimo storico.

In Asia Pacifico ci sono stamattina i record delle borse del Giappone e di Taiwan.

RIALZI SPAZIALI

SpaceX punta a vendere 555,6 milioni di azioni al prezzo di 135 dollari l'una nell'ambito della sua offerta pubblica iniziale da 75 miliardi di dollari, secondo quanto riportato da Reuters.
La società sta rompendo con il tradizionale processo di IPO, in base al quale le aziende in genere annunciano una fascia di prezzo prima di commercializzare le azioni durante i roadshow per gli investitori e fissano il prezzo prima dell’inizio delle negoziazioni.

I rivali nel campo dell'IA, OpenAI e Anthropic PBC, sembrano voler andare avanti con le proprie quotazioni, mentre Alphabet Inc. — che possiede i propri modelli linguistici di grandi dimensioni e attività di infrastrutture di IA — ha rivelato lunedì i piani per un'offerta azionaria record da 80 miliardi di dollari.

L'azienda di Elon Musk, specializzata in lanci spaziali, satelliti e IA, dovrebbe rivelare i termini dell'offerta già oggi e avviare la commercializzazione formale il 4 giugno e fissare il prezzo già l'11 giugno, secondo quanto riportato da Bloomberg News. L'operazione di SpaceX sarebbe la più grande IPO mai registrata, più che raddoppiando i 29,4 miliardi di dollari raccolti da Saudi Aramco nel 2019.

DAZI DI TRUMP

Gli Stati Uniti propongono dazi doganali di almeno il 10% sulle importazioni provenienti dalla maggior parte dei principali partner commerciali. La decisione fa seguito a un’indagine su merci che sarebbero state prodotte ricorrendo al lavoro forzato. Il presidente Donald Trump cerca così di ricostruire il massiccio muro tariffario annullato dalla Corte Suprema degli Stati Uniti.

L’aliquota del 10% si applicherebbe alle importazioni provenienti da Canada, Messico, Unione Europea, Taiwan e Regno Unito, tra gli altri, secondo una dichiarazione dell’Ufficio del Rappresentante. I prodotti provenienti da altre grandi economie, tra cui Cina, India, Giappone, Corea del Sud, Brasile e Svizzera, sarebbero soggetti a un prelievo del 12,5%.

L'Ufficio del Commercio ha dichiarato che sta imponendo l'aliquota più bassa sui beni provenienti da economie che impongono divieti sul lavoro forzato o si sono impegnate a farlo, mentre quelle “che non sono riuscite a imporli e ad applicarli efficacemente” ricevono un'aliquota più alta.

I dazi raccomandati sono il risultato di indagini avviate in base a un’autorità legale distinta nota come Sezione 301 del Trade Act del 1974. I dazi non entreranno in vigore immediatamente e sono soggetti a un periodo di consultazione pubblica e revisione prima dell’attuazione, il che potrebbe comportare modifiche prima che i dazi vengano codificati.

Le borse dell’Europa dovrebbero aprire intorno alla parità.

Ieri il Ftse Mib di Milano ha chiuso in rialzo dell’1,6% a 50.578 punti, nuovo massimo storico. Da inizio anno la borsa italiana guadagna il 12,5%, una delle migliori performance in Europa ed anche nel mondo. Protagonista della seduta di ieri StM: il titolo del produttore dei chip è salito di oltre il 10% dopo aver rivisto al rialzo le previsioni sui ricavi da data center.

EURO

Poco mosso il cambio euro dollaro, a 1,168.
L’uso internazionale dell'euro è cresciuto leggermente nel 2025, ma resta largamente al di sotto di quello del dollaro. La quota complessiva della moneta comune è salita a circa il 20%, ha comunicato martedì la BCE nel suo rapporto annuale, mentre nelle riserve valutarie globali si è fermata a circa un terzo di quella del dollaro.

L'emissione di debito internazionale in euro ha toccato un record storico e per la prima volta la moneta comune ha guidato il mercato globale delle obbligazioni green, ma si segnala un calo significativo nel suo utilizzo nelle transazioni valutarie quotidiane.
Di recente la presidente BCE Christine Lagarde è arrivata a evocare un possibile "momento globale dell'euro". "Si apre uno spazio per rafforzare l'attrattiva globale dell'euro — a condizione che i responsabili politici europei traducano le parole in azioni", ha scritto nel rapporto.

Al blocco dei paesi che usano l’euro sta tornando a guardare anche la Norvegia, paese che per due volte ha detto no nella sua storia all’adesione all’Europa Unita. Parlando con il Financial Times, il ministro degli esteri di Oslo ha affermato che nel “pazzo mondo” attuale, un’allusione alla politica estera del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, vanno riconsiderate le ragioni che nel 1994 hanno portato i norvegesi a dire no all’ingresso. La Norvegia, economicamente forte grazie al petrolio e alla pesca, si trova oggi isolata e debole quando si tratta di andare a confrontarsi con le grandi potenzie, Stati Uniti e Cina.

Il petrolio tipo Brent è alla terza seduta consecutiva di rialzo, a 97 dollari il barile.

GOLFO PERSICO

Stanotte l’esercito statunitense ha dichiarato di aver effettuato attacchi di “autodifesa” sull’isola iraniana di Qeshm, mentre i media iraniani hanno riferito di esplosioni nella zona.

L'escalation si è estesa ai paesi confinanti: il Kuwait ha dichiarato che i propri sistemi di difesa aerea hanno intercettato droni e missili in arrivo, mentre il Bahrain ha attivato le sirene di allarme. Anche il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha affermato di aver intercettato diversi missili e droni iraniani, mentre il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) iraniano ha dichiarato di aver preso di mira obiettivi militari statunitensi nella regione in risposta agli attacchi americani.

L'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim ha riferito che l’ultimo scambio è iniziato quando le forze statunitensi hanno colpito una petroliera iraniana vicino allo Stretto di Hormuz, danneggiandone la sala macchine. Le guardie rivoluzionarie (IRGC) hanno dichiarato di aver risposto colpendo una nave statunitense-israeliana con missili navali prima che le forze statunitensi colpissero una torre di comunicazione dell'IRGC a sud dell'isola di Qeshm.
La leadership iraniana non esclude un accordo con gli Stati Uniti, ma la profonda sfiducia e le posizioni irrigidite di entrambe le parti continuano a complicare i negoziati.

Il Segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato al Congresso che la guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, è viva e sta diventando “sempre più coinvolta” nei negoziati con Washington.

GAS

La chiusura dello Stretto di Hormuz sta modificando il funzionamento del mercato globale del gas naturale liquefatto (GNL), i grandi esportatori come il Qatar adottano pratiche di navigazione inedite per il settore, un comportamento che riduce la trasparenza delle forniture.

Bloomberg racconta di alcune metaniere qatariote che hanno attraversato Hormuz spegnendo i sistemi di localizzazione AIS, i cosiddetti "dark transits". Si tratta di una pratica comune in segmenti più opachi del commercio petrolifero, ma finora rara nel GNL, un mercato tradizionalmente caratterizzato da elevata visibilità delle rotte e delle consegne.

Il Qatar è uno dei principali esportatori mondiali di GNL e una fonte essenziale di approvvigionamento per molti Paesi, soprattutto asiatici. Le difficoltà nelle spedizioni hanno ridotto la disponibilità di carichi e costretto alcuni importatori con bassi livelli di scorte, tra cui India e Bangladesh, a rivolgersi al mercato spot. In diversi casi gli acquirenti hanno dovuto pagare fino al doppio rispetto al prezzo di un carico qatariota acquistato tramite contratti di lungo termine.

Secondo gli analisti citati, la conseguenza più duratura potrebbe essere una minore trasparenza del mercato. Se i "dark transits" dovessero diventare più frequenti, operatori e consumatori avrebbero meno informazioni sui movimenti delle navi e sulla disponibilità effettiva delle forniture, con il rischio di una maggiore volatilità dei prezzi e di una crescente incertezza per gli importatori asiatici.

MATERIE PRIME

I mercati globali sono tiratissimi, basta poco per farli entrare in crisi. Secondo gli analisti di HSBC, che parlano di una fase di “super-squeeze”, una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz potrebbe far precipitare la situazione, portando alcune filiere a livelli critici di approvvigionamento e innescando nuovi shock sui prezzi.

Il team della banca anglo cinese guidato dall’analista Paul Bloxham, sottolinea che è difficile prevedere con precisione quando tali punti di rottura potrebbero essere raggiunti. Nel loro rapporto del 1° giugno evidenziano che l’attuale ciclo rialzista delle materie prime è diverso dai tradizionali “super-cicli”, perché è trainato soprattutto da interruzioni dell’offerta più che da un boom della domanda.

Oltre alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, HSBC individua altri fattori di supporto ai prezzi delle commodity, tra cui l’aumento dei consumi di metalli industriali come il rame e il possibile impatto di un evento climatico El Niño sulle forniture agricole.

Nel comparto dei metalli, l’alluminio ha raggiunto i massimi degli ultimi quattro anni, sostenuto sia dalla domanda strutturale sia dai danni alla capacità produttiva di fusione in Medio Oriente. Il forte rialzo del rame, invece, è attribuito principalmente alla crescita della domanda.

ASIA

Gli investitori che continuano a puntare sul settore dell’intelligenza artificiale si mostrano sempre più ottimisti nei confronti della regione, con diversi titoli asiatici del settore dei semiconduttori in rialzo. In particolare, secondo Barclays Plc, il settore giapponese dell’intelligenza artificiale sta acquisendo un rinnovato fascino grazie al suo minor rischio ciclico rispetto ai mercati di Taiwan e della Corea del Sud.

"La Corea è un mercato della memoria. Taiwan è un mercato delle fonderie. Il Giappone è un mercato economico, con un vantaggio nell'IA", ha scritto in una nota il presidente globale della ricerca di Barclays, Ajay Rajadhyaksha. “Questa distinzione è estremamente importante se il ciclo della memoria dovesse cambiare”.

Il Nikkei di Tokyo guadagna il 3%.
Sono contrastate le borse della Cina. Hang Seng di Hong Kong -1,3%, Shanghai Composite +0,5% In ribasso dell’1,3% l’indice BSE Sensex del mercato azionario di Mumbai.

La crescita della domanda di petrolio in India quest'anno potrebbe scendere al livello più basso dall'inizio della pandemia, poiché le ripercussioni del conflitto in Medio Oriente stanno frenando il consumo di carburante nel terzo importatore mondiale di greggio.
La crescita della domanda di petrolio è prevista a 78.000 barili al giorno, secondo Kpler Ltd., che ha ridotto la sua stima prebellica di quasi il 40%.

TITOLI

Unicredit ritiene di aver conseguito l’obiettivo fissato all’avvio dell'offerta su Commerzbank , ovvero il superamento della soglia del 30%, dopo che sono state finora conferite all’Ops azioni rappresentative di circa il 7,6% del capitale della banca tedesca.


Banca Monte Paschi vende la divisione francese alla società di private equity JC Flowers.

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