Trump fa lo sgambetto al toro

"Ho appena letto la risposta dei cosiddetti 'rappresentanti' iraniani. Non mi piace, è totalmente inaccettabile!”, ha scritto ieri sera sui social Trump. Teheran, secondo quanto dice il Wall Street Journale, aveva proposto di fermare la guerra, riaprire lo Stretto di Hormuz e avviare il negoziato sul nucleare più avanti.
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Il secco no di Donald Trump alla controproposta di pace arrivata ieri sera dall’Iran sta ridimensionando, ma non spegnendo, la spinta del tema dell’intelligenza artificiale sull’azionario mondiale. Sale il petrolio e tornano a indebolirsi le obbligazioni.
Le borse dell’Europa dovrebbero aprire intorno alla parità. Future del Dax di Francoforte invariato.
EVENTI E APPUNTAMENTI DELLA SETTIMANA
L’indice MSCI All Countries delle borse mondiali ha guadagnato la scorsa settimana il 2,4%, nei giorni passati sono arrivati anche nuovi record.
A Wall Street, il Nasdaq è salito del 4,5% e l’S&P500 del 2,4%. In Europa, il Ftse Mib di Milano ha registrato una performance simile a quella dell’S&P500, mentre le altre borse dell’Europa sono salite meno.
L’azionario è salito mentre i prezzi dell’energia sono scesi: petrolio tipo Brent -6,5% la scorsa settimana. L’allontanarsi di una ripresa dell’inflazione ha portato su l’obbligazionario: il future del Bund a dieci anni è salito la scorsa settimana dello 0,7%. Quasi tutte le valute si sono apprezzate sul dollaro, di più il Rand del Sudafrica (+1,7%), il peso del Messico (+1,6%).
Questa settimana l’evento più importante per i mercati finanziari è l’incontro Trump-Xi. Ugualmente rilevante è il voto del Senato sulla nomina di Kevin Warsh a governatore Fed. Giovedì sarà il giorno del passaggio di consegne tra Jerome Powell e Kevin Warsh. Powell ha già indicato che rimarrà all’interno del Board fino a quando non si sarà conclusa l’inchiesta in corso, mantenendo un profilo basso.
Il team di strategist di Monte Paschi Corporate&Investment Banking invita a considerare i dati sull’inflazione di aprile relativi all’area euro ed agli Stati Uniti: il consensus si aspetta un rialzo del 3,7% del dato principale (dal 3,3%), mentre per quella core il rialzo è atteso più contenuto (2,7% da 2,6%). Giovedì ci sono le vendite al dettaglio di aprile che potrebbero risentire dell’effetto guerra.
In Cina, lunedì sono previsti i dati su prezzi alla produzione ed inflazione, con i primi attesi in deciso rialzo.
Lato banche centrali, proseguiranno gli interventi dei membri BCE e Fed che dovrebbero confermare la posizione dei due istituti espressa dopo le rispettive riunioni.
GUERRA
Il presidente Trump ha affermato che la risposta dell'Iran alla proposta statunitense di porre fine alla guerra è inaccettabile. "Ho appena letto la risposta dei cosiddetti 'rappresentanti' iraniani. Non mi piace, è totalmente inaccettabile!", ha scritto sui social media domenica.
L'Iran ha formalmente inviato una risposta di diverse pagine all'ultima proposta statunitense per porre fine alla guerra, esponendo dettagliatamente le proprie richieste, secondo quanto riferito da fonti a conoscenza della risposta al Wall Street Journal.
Resta inevasa la richiesta statunitense di impegni preventivi sul destino del programma nucleare iraniano e delle sue scorte di uranio altamente arricchito. L'Iran propone invece la fine dei combattimenti e una graduale apertura dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale, a condizione che gli Stati Uniti revochino il blocco navale e portuale iraniano, hanno affermato le fonti.
Teheran chiede che le questioni nucleari siano negoziate nei prossimi 30 giorni, hanno aggiunto le fonti.
Teheran potrebbe sospendere l'arricchimento dell'uranio, ma per un periodo più breve rispetto alla moratoria di 20 anni proposta dagli Stati Uniti. In ogni caso, non ci sarà uno smantellamento degli impianti nucleari.
L’agenzia Tasnim ha scritto che la ricostruzione del Wall Street Journal non è veritiera ed afferma che l'Iran ha chiesto la revoca delle sanzioni imposte dall'Ufficio per il Controllo dei Beni Esteri (OFAC) statunitense sulle vendite di petrolio iraniano per un periodo di 30 giorni. La Repubblica Islamica chiede inoltre lo sblocco dei fondi congelati all’estero.
Per i governanti iraniani, una delle complicazioni è rappresentata dall'assenza della loro Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, che si è tenuto lontano dalla scena pubblica da quando, secondo quanto riferito, è rimasto ferito nell'attentato in cui perse la vita suo padre all'inizio della guerra. Le precedenti Guide Supreme avevano l'ultima parola sulle questioni importanti relative alla sicurezza nazionale.
Il petrolio tipo Brent guadagna oltre il quattro per cento a 105,5 dollari il barile.
Il Treasury Note a dieci anni si indebolisce a 4,39% di tasso di rendimento, +3 punti base.
BOND
La guerra in Iran potrebbe indurre la Federal Reserve a rinviare ulteriormente i tagli dei tassi d’interesse e, al contrario, ad aumentarli, ha dichiarato al Financial Times Dan Ivascyn, Chief Investment Officer di Pimco.
Il CIO della importante società di gestione obbligazionaria ha affermato che l'impennata dei prezzi dell'energia legata alla chiusura dello Stretto di Hormuz crea una nuova sfida per i responsabili politici statunitensi, già molto impegnati nel contenimento dell’inflazione all'obiettivo del 2%.
”Gli Stati Uniti sono più lontani da quell'obiettivo, ma assisteremo a un ulteriore inasprimento, come sembra oggi in Europa, nel Regno Unito e forse anche in Giappone, e non lo escluderei del tutto nemmeno per gli Stati Uniti", ha dichiarato Ivascyn al FT.
Qualsiasi riduzione dei tassi statunitensi sarebbe controproducente “data la dinamica dell’inflazione e l’incertezza che la circonda”, affermando che una mossa del genere “potrebbe benissimo portare a tassi intermedi a lungo termine più elevati”.
L'amministratore delegato di Franklin Templeton, Jenny Johnson, ha dichiarato al FT che "per la Fed sarà più difficile tenere sotto controllo l'inflazione". Gli investitori stanno mostrando un crescente interesse per gli asset protetti dall'inflazione, secondo quanto riportato da Johnson.
Si rafforza il dollaro su euro, a 1,175.
UCRAINA
Vladimir Putin, all’indomani della parata della Vittoria sulla piazza Rossa a Mosca, afferma che la pace in Ucraina è a portata di mano e si dice disponibile a parlare con l’Europa. Il presidente ha indicato come mediatore ideale l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder. Zelenskyj non chiude alle trattative ma denuncia le violazioni della tregua di tre giorni (termina oggi) annunciata da Mosca.
ASIA PACIFICO
Borse della Cina contrastate. Hang Seng di Hong Kong -0,2%. CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen +1,3%.
L'indice dei prezzi al consumo in Cina e' aumentato dello 0,3% nell'aprile 2026 rispetto al mese precedente, invertendo il calo dello 0,7% registrato in precedenza e sorprendendo il consenso che indicava una diminuzione dello 0,1%.
I prezzi alla produzione in Cina sono aumentati del 2,8% su base annua nell'aprile 2026, accelerando rispetto al +0,5% del mese precedente e superando le previsioni di mercato dell'1,5%. Lo rileva il National Bureau of Statistics of China. Si tratta del secondo incremento mensile consecutivo e del ritmo piu' rapido da luglio 2022.
Indice Nikkei di Tokyo -0,4%, dal +0,5% di stanotte.
Alphabet prevede di emettere obbligazioni in yen per la prima volta, una mossa che potrebbe contribuire a finanziare gli investimenti in un contesto di crescente competizione nel campo dell'intelligenza artificiale. Il prestito avviene a pochi mesi dall'emissione di obbligazioni in sterline e franchi svizzeri, le prime in queste valute, insieme a un'emissione di debito in dollari statunitensi.
Borsa della Corea del Sud +4,5%, nuovo record. JP Morgan ha di nuovo alzato le previsioni per fine anno dell’indice Kospi di Seul.
PAURA DI PERDERE IL RIALZO
I mercati azionari globali hanno toccato nuovi massimi la scorsa settimana. Secondo gli strategist di Barclays, "il FOMO rimane forte" e la convinzione diffusa che l'amministrazione americana abbia tutto l'interesse a raggiungere un'intesa rapida — potenzialmente prima del vertice tra Xi e Trump in programma la prossima settimana — "ha ulteriormente rafforzato il bias verso la de-escalation, contribuendo a sbloccare la paralisi dei mercati”. (FOMO è l'acronimo di Fear Of Missing Out, letteralmente "paura di restare fuori”).
A sostenere il comparto azionario concorrono anche i fondamentali: la crescita della massa monetaria continua a fornire un vento favorevole alla liquidità. Sul fronte degli utili, la stagione del primo trimestre ha sorpreso in positivo, con risultati ampiamente al di sopra delle stime. Il team di strategia europea sottolinea come questo risultato sia dovuto "in larga misura alla forza dei titoli legati all'intelligenza artificiale e al settore tecnologico statunitense”.
Lo Stretto di Hormuz però resta chiuso e lo shock energetico è stato finora mitigato principalmente attraverso un massiccio utilizzo delle scorte strategiche. "Ma questi cuscinetti si stanno erodendo rapidamente", avvertono gli analisti, "e il rischio di distruzione della domanda aumenta in modo incrementale”. In questo quadro, Barclays avverte che un'ulteriore accelerazione dei mercati è "subordinata a progressi tangibili riguardo alla riapertura dello Stretto di Hormuz". La partecipazione al rally non è ampia, in particolare in Europa, dove lo shock energetico funge da tetto al potenziale di rialzo. Per il team guidato da Emmanuel Cu, se la riapertura dello Stretto si concretizzasse, a beneficiarne in misura relativamente più marcata sarebbero le borse europee, che hanno accumulato un forte ritardo dall'inizio del conflitto. Gli analisti indicano in particolare "i titoli esposti ai consumi e quelli sensibili ai tassi d'interesse" come i candidati principali a un recupero, in quanto "sono quelli che hanno sofferto di più”.
TITOLI
Intesa Sanpaolo. Morgan Stanley ha tagliato il rating a 'equal weight' da 'overweight' e il target price a 6,6 da 6,8 euro.
La banca ha confermato l'outlook 2026, ritenendo prematuro un upgrade dopo soli tre mesi, ma l'AD ha indicato una prosecuzione dei trend favorevoli osservati a inizio 2026, con sorprese positive attese da margine di interesse e costi.
Il Cfo Luca Bocca ha detto agli analisti che l'aumento del margine di interesse pronosticato per quest'anno sul 2025 sarà' “significativo".
Intesa Sanpaolo, Generali. I vincoli antitrust impediscono a Intesa, data la sua leadership di mercato, di prendere in considerazione qualsiasi operazione di M&A riguardante la compagnia assicurativa Generali. Lo ha dichiarato l'AD Carlo Messina nella call sui risultati trimestrali che hanno registrato un record per utile netto e commissioni.
Delfin difenderà la posizione secondo cui le deliberazioni dei soci approvate il 27 aprile sono conformi al diritto lussemburghese, ha precisato la holding della famiglia Del Vecchio venerdì a fronte del ricorso presentato da Rocco Basilico. Delfin ritiene che tale ricorso sia infondato e non possa incidere né sul trasferimento delle quote né sulle delibere regolarmente adottate.
Secondo il Sole 24 Ore di sabato Leonardo Maria Del Vecchio è prossimo a formalizzare l'accordo raggiunto con la madre Nicoletta Zampillo per il trasferimento della nuda proprietà sulla quota del 12,5% in Delfin, mossa che lo proietta al 50% della holding. Presenterà inoltre istanza contro l'esercizio dei diritti di voto da parte di Rocco Basilico sul proprio 12,5%, scrive il quotidiano, spiegando che il ricorso di Basilico argomenta che la delibera del 27 aprile sul passaggio delle quote, approvata con il 75% del capitale, avrebbe richiesto una maggioranza dell'88%.
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