UniCredit, smentite mosse su Banco Bpm. Equita alza il target price

Piazza Gae Aulenti si dice comunque interessata ad acquisire alcune filiali o specifici attivi messi sul mercato per ragioni Antitrust dalle banche coinvolte in operazioni di fusione e acquisizione.
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La smentita di UniCredit su Banco Bpm
“Infondate”. Con questa parola, UniCredit ha definito le voci un possibile suo interesse per Banco Bpm diffuse dai media nei giorni scorsi. Alcuni quotidiani italiani avevano riportato di una possibile mossa congiunta con Crédit Agricole, possessore del 29,3% di Bpm, rendendo così ancora più rovente il risiko bancario italiano.
Al tempo stesso, Bloomberg News riporta che un portavoce ha ribadito che Piazza Gae Aulenti potrebbe essere interessata a valutare alcune filiali o specifici attivi messi sul mercato per ragioni Antitrust dalle banche coinvolte in operazioni di fusione e acquisizione.
Da Piazza Meda, l’amministratore delegato Giuseppe Castagna continua rivendicare per il gruppo “un futuro importante stand alone o con i partner che, insieme ai nostri soci, riterremo opportuno scegliere”.
Equita alza il target price
Dal fronte degli analisti, oggi Equita si è mostrata ottimista su UniCredit, alzando del 5%, a 100 euro (P/E 2028 di circa 10,5x), il target price su UniCredit, con raccomandazione buy, convinta che l'acquisizione del controllo di Commerzbank rafforzi il posizionamento come leader bancario panaeuropeo.
L’operazione dovrebbe perfezionarsi a inizio 2027 e il prossimo passaggio chiave sarà l’assemblea di Commerzbank del 19 maggio che dovrà rinnovare il Consiglio di Sorveglianza della banca. Per quella data dovrebbe essere più chiaro se i dialoghi in corso tra UniCredit e il governo tedesco avranno portato ad un punto di atterraggio condiviso.
Da Equita analizzano alcuni scenari relativi alla gestione di Commerzbank da parte di UniCredit, ritenendo improbabile che il governo tedesco decida di vendere la propria quota detenuta nell’istituto, pari al 13,3%, mentre ritiene poco interessante per gli italiani acquisire quella partecipazione.
Analogamente, la sim non ritiene che UniCredit procederà con il lancio di una nuova offerta per acquisire il rimanente 50% di Commerzbank non posseduto, sia per la possibilità di adottare un approccio tattico nel gestire eventuali incrementi della partecipazione in Commerzbank sia alla luce della richiesta del governo tedesco di lasciare Commerzbank quotata in Germania.
La fusione tra HVB e Commerzbank
In questo contesto, una fusione inversa di HVB in Commerzbank sarebbe uno scenario che avrebbe un solido razionale, permettendo di valorizzare il business tedesco di UniCredit che - alla luce di una più alta profittabilità e di una più solida posizione di capitale - può trattare a premio rispetto a Commerzbank (2028 P/E a 9,1 volte), di anticipare parte delle sinergie legate alla business combination (stimate in 800 milioni di euro) e, potenzialmente, di ridurre il rischio di esecuzione dell'operazione.
Sulla base delle simulazioni, la fusione tra HVB e Commerzbank comporterebbe un impatto limitato a capitale (-20 punti base rispetto ai 13,1% stimati nella situazione as-is), ma che potrebbe incrementare di ulteriori -80 punti base in caso di take-up completo dell'offerta a cascata sul 30% di minorities di mBank (scenario ad oggi improbabile).
Secondo Equita, lo scenario che ottimizza al meglio le implicazioni sul capitale legate alle minorities di mBank, massimizzando al contempo l'EPS accretion per UniCredit, è quello in cui Commerzbank utilizzi il proprio capitale in eccesso per rilevare le minorities di mBank (soggetto al via libera delle autorità polacche) prima della fusione con HVB. Questa operazione avrebbe un impatto sul CET1 di UniCredit limitato a -30 punti base e garantirebbe una EPS accretion superiore al 6% vs as-is (Commerzbank consolidata al 49,7%).
Nello scenario di fusione Commerzbank-HVB, con UniCredit al controllo di circa il 70% dell'entità combinata e in grado di estrarre 2 miliardi di euro di sinergie lorde a regime, Equita vede un target price teorico in area 110 euro per azione.
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