Unipol acquisirà sportelli da Intesa Sanpaolo da fondere con Bper

L’operazione porterà alla nascita di un nuovo soggetto che si chiamerà Banca Mps nel caso in cui l’Opas lanciata da Intesa sull’istituto senese dovesse andare in porto e, a supporto dell’operazione, viene previsto un aumento di capitale.
Indice dei contenuti
Unipol in campo nel risico bancario
Si infiamma il risico bancario e Unipol Assicurazioni scende in campo a fianco di Intesa Sanpaolo nell’operazione lanciata in queste ore verso Banca Monte dei Paschi di Siena.
Ieri si è svolto il consiglio di amministrazione di Unipol con il quale il board ha approvato la proposta a Intesa Sanpaolo per l’acquisizione dall’istituto guidato da Carlo Messina, in caso di successo dell’Opas su Mps, di una banca con 635 sportelli.
L’asset, libero da vincoli distributivi su prodotti assicurativi, verrà poi proposto a Bper Banca per un’integrazione con la banca per realizzare una nuova entità che si chiamerà Banca Monte dei Paschi.
Dal momento che l'acquisizione è subordinata al conseguimento del controllo di Mps da parte di Intesa nell'ambito dell'Opas, "né Intesa né Unipol dispongono di dati contabili e informazioni non pubbliche relative a Mps e, pertanto, l'esatto perimetro del Compendio Unipol verrà determinato solo in seguito al perfezionamento" dell'Opas, precisa la nota pubblicata stamattina.
Alle 11:30 è in programma una conferenza stampa sul progetto strategico con presidente e AD, mentre alle 13:00 è prevista una conference call con analisti e investitori.
L’aumento di capitale
A supporto dell'operazione è previsto un aumento di capitale di Unipol per massimi 2,5 miliardi di euro. L’operazione ha già ottenuto l’adesione delle Coop presenti dentro Unipol, schierandosi così al fianco del gruppo assicurativo nella 'conquista' di Mps.
In particolare, Unipol ha anticipato che “le principali cooperative azioniste di riferimento della società, titolari di circa il 49% del capitale sociale, hanno già manifestato la loro disponibilità all'adesione all'aumento di capitale per le quote di rispettiva competenza”.
Guardando l'azionariato di Unipol, dove le cooperative da tempo ne hanno blindato il controllo, emerge come primo socio sia il colosso della grande distribuzione Coop Alleanza 3.0 con il 23,480% del capitale, seguita dalla holding del mondo cooperativo Holmo (6,735%), Nova Coop (6,827%), Cooperare (4,369%), Coop Liguria (3,568%) e Coop Lombardia con in mano il 2,644% del gruppo assicurativo.
Nell'ambito dell'operazione, Unipol è assistita da Rothschild & Co, in qualità di advisor finanziario, e da Chiomenti, quale advisor legale.
Quanto sarà il nuovo dividendo
Nel caso di riuscita dell’operazione con Mps e Bper, da Unipol stimano un aumento della remunerazione degli azionisti già a valere sull’esercizio 2026: la distribuzione del monte dividendi dovrebbe “arrivare ad almeno 930 milioni di euro rispetto ai circa 800 milioni dell’esercizio 2025”.
La compagnia bolognese, inoltre, prevede la conferma della “solidità patrimoniale” del gruppo con “un solvency ratio superiore al 200%, con sottostante un solvency ratio del solo comparto assicurativo superiore al 280% e un Cet1 capital ratio del comparto bancario risultante dalla combinazione superiore al 15%”.
Dalla fusione di Bper con Mps nascerebbe “un nuovo campione italiano nel settore bancario nazionale che si posizionerebbe al secondo posto” con un 'ulteriore radicamento territoriale, il rafforzamento del posizionamento come primo operatore in Lombardia e il forte salto dimensionale in alcune delle regioni ad alto potenziale, ad esempio Toscana e Veneto”, spiega Unipol nel comunicato.
Inoltre, per Unipol si tratta di un “consolidamento del sistema bancario domestico, guidato da primari operatori nazionali con azionisti 'core' italiani” che permetteranno di valorizzare “il marchio della banca più antica del mondo e il relativo radicamento territoriale, preservandone al contempo il profilo identitario e storico”.
Sul fronte del conto economico, “la creazione di significative sinergie di costo e di ricavo, stimate in via preliminare pari a oltre 800 milioni di euro” è vista come un “driver di creazione di valore, ad ulteriore rafforzamento del razionale strategico dell'operazione”.
Tirando le somme, la 'nuova' Mps “forte di oltre 2.600 sportelli bancari, circa 170 miliardi di euro di impieghi a clientela e circa 225 miliardi di euro di raccolta diretta, oltre a unire una storia plurisecolare con l’eredità delle più importanti ex-banche popolari italiane, ne amplificherà il valore economico, la rilevanza sociale e il posizionamento sul mercato”.
Blindata la quota in Bper
Allo stesso tempo, Unipol ha annunciato di aver ‘blindato’ il controllo di Bper Banca in vista della possibile acquisizione di Mps. Attualmente, la compagnia assicurativa possiede potenzialmente circa il 25% dell’istituto, ovvero il 19,9% del capitale più alcuni derivati dal valore di un altro 4,99%.
Al fine di mantenere il controllo su Bper, la compagnia bologne ha sottoscritto ha sottoscritto con “primari istituti bancari” due contratti derivati del tipo ‘total return equity swap’, aventi scadenza massima l’uno 25 mesi l’altro 35 mesi, e come sottostante il 4,99% del capitale sociale di Bper, con facoltà per Unipol di regolamento mediante consegna fisica delle azioni.
La stipulazione di questi contratti derivati, spiega il gruppo, è “funzionale a incrementare l’esposizione economica di Unipol in Bper e ad avere altresì un’ulteriore opzione per conseguire il controllo di fatto di Bper, nel caso in cui Unipol decidesse di esercitare la facoltà di acquisire, previo ottenimento delle necessarie autorizzazioni, le azioni Bper sottostanti ai predetti derivati”.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!




