Utili a +30%, Wall Street macina record e JPMorgan alza ancora l’asticella

Utili a +30%, Wall Street macina record e JPMorgan alza ancora l’asticella

La migliore stagione delle trimestrali degli ultimi cinque anni spinge l’S&P 500 a nuovi massimi. Dieci settori su undici aumentano i profitti e la banca americana porta a 8.000 punti l’obiettivo di fine anno. Per il fondo sovrano norvegese rendimento in sei mesi del 9,4% grazie a Nvidia, Microsoft e Apple.

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Il 76% delle aziende ha battuto le attese

Con oltre il 90% delle società dell’indice S&P500 che ha ormai pubblicato i risultati del secondo trimestre, Barron’s fa il punto sulla straordinaria crescita dei profitti di Corporate America, che segnano un incremento di oltre il 30% rispetto a un anno fa: la migliore performance trimestrale degli ultimi cinque anni. Il 76% delle aziende ha battuto le attese di Wall Street e dieci degli undici principali settori dell’S&P 500 mostrano una crescita degli utili.

“La forza più importante che muove oggi il mercato azionario sono gli utili”, spiega Dennis Follmer, chief investment officer di Montis Financial. Una forza capace, almeno per il momento, di mettere in secondo piano le preoccupazioni per la guerra in Iran, l’inflazione e i dubbi sulla sostenibilità degli enormi investimenti nell’intelligenza artificiale.

Wall Street ha chiuso venerdì scorso con l’S&P500 al nuovo massimo storico di 7.757 punti, in rialzo del 13% dall’inizio dell’anno. All’avvicinarsi di settembre, un mese tradizionalmente difficile per il mercato azionario Usa, gli strategist continuano ad alzare le previsioni sulla Borsa americana: l’ultima mossa è di JP Morgan che adesso indica per fine anno l’obiettivo di un S&P500 a 8.000 punti. Alla base della decisione c’è soprattutto la formidabile crescita degli utili delle aziende americane.

Non c’è soltanto l’intelligenza artificiale

L’AI rimane naturalmente il principale motore della crescita. Secondo Savita Subramanian di Bank of America, l’utile medio delle società legate all’intelligenza artificiale è aumentato del 28%, contro il +12% delle aziende non legate all’AI. Le stime per l’intero 2026 indicano adesso una crescita degli utili dell’S&P 500 del 33,3%, fino al record di circa 360 dollari per azione.

Ma il dato forse più interessante di questa stagione delle trimestrali arriva dalla vecchia economia. Secondo Wells Fargo, le società non tecnologiche hanno superato le previsioni sugli utili di circa il 10%, più del doppio rispetto alle Magnifiche Sette e al comparto tech. Sanità, finanziari e industriali hanno partecipato alla corsa, allargando una crescita del mercato che per lungo tempo era rimasta concentrata su un pugno di megacap.

È un segnale importante perché, come osserva Brian Therien di Edward Jones, una partecipazione più ampia può rendere il rialzo più solido, riducendo la dipendenza dell’S&P 500 dai grandi gruppi tecnologici.

JPMorgan alza l’obiettivo a 8.000 punti

I risultati hanno già lasciato il segno sulle quotazioni. La scorsa settimana l’S&P 500 ha guadagnato il 3,6%, la migliore performance da aprile, chiudendo venerdì al record di 7.757 punti. E JPMorgan ha appena alzato il target di fine anno a 8.000 punti, il 2,5% sopra la precedente previsione. La banca cita la crescita degli utili e i risultati dei grandi hyperscaler, che stanno contribuendo a ridurre i timori sulla redditività degli enormi investimenti nell’AI.

Per il 2027 JPMorgan prevede utili dell’S&P 500 intorno a 420 dollari per azione, circa il 2,7% sopra il consensus e corrispondenti a una crescita del 15%.

Il quadro, naturalmente, non è privo di rischi. Settembre è storicamente il mese peggiore per Wall Street e quest’anno porterà con sé la riunione della Federal Reserve, nuove previsioni su crescita e inflazione e l’avvio della campagna per le elezioni di midterm. Restano inoltre sullo sfondo la guerra in Iran, il rincaro del petrolio e le tensioni commerciali. Ed Yardeni, fondatore e presidente della rinomata Yardeni Research, sintetizza bene il punto: i bull market non muoiono di vecchiaia o perché sono saliti troppo. Di solito finiscono quando cominciano a scendere gli utili. E per ora gli utili stanno andando esattamente nella direzione opposta.

Il fondo norvegese brinda con Nvidia e Microsoft

Una conferma spettacolare di quanto il rally azionario abbia premiato gli investitori arriva proprio oggi dalla Norvegia. Il Government Pension Fund Global, il più grande fondo sovrano del mondo con asset per circa 2.300 miliardi di dollari, ha registrato nel secondo trimestre un rendimento dell’11,5%, il migliore degli ultimi sei anni. Nel primo semestre il rendimento è stato del 9,4%, superiore di 22 punti base al benchmark.

A trainare i risultati sono stati soprattutto gli investimenti in azioni, con un rendimento trimestrale del 16%. E il portafoglio del gigante norvegese dice molto su dove si è creata ricchezza sui mercati: a fine giugno Nvidia era il suo maggiore investimento azionario, seguita da Microsoft e Apple. Il fondo possiede complessivamente circa l’1,5% di tutte le società quotate del mondo ed è diventato uno dei maggiori investitori globali nelle aziende legate all’intelligenza artificiale.

Un risultato che chiude perfettamente il cerchio: mentre guerre, petrolio e tensioni geopolitiche continuano ad alimentare l’incertezza sull’economia mondiale, per chi è rimasto investito in Borsa il 2026 si sta rivelando, almeno finora, un anno straordinariamente generoso.

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