Wall Street ancora in rosso, la BCE ferma sui tassi

Le trimestrali di Alphabet e Tesla diffuse ieri indeboliscono i tecnologici, ancora sotto osservazione per la sostenibilità delle ingenti spese per l’intelligenza artificiale.
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Wall street oggi
Ancora rosso a Wall Street dopo le chiusure negativa di ieri con i tech sempre in sofferenza dopo le trimestrali di Alphabet e Tesla, mentre il petrolio sale ancora per l’intensificarsi delle operazioni militari in Medio Oriente.
I future sul Nasdaq 100 cedono lo 0,80% quando manca circa un’ora all’avvio delle contrattazioni ufficiali, seguiti in scia dai contratti sul Dow Jones (-0,70%) e da quelli sullo S&P500 (-0,60%).
Il dollaro sale nei confronti dell’euro e il cross EUR/USD scende sotto quota 1,14, mentre il Bitcoin resta intorno i 65.400 dollari.
L’oro cede oltre l’1%: prezzo spot a 4.072 dollari e future a 4.074 dollari l’oncia.
Le trimestrali tech
Le azioni delle big tech restano sotto pressione, trascinate al ribasso dal calo dei titoli di Alphabet e Tesla dopo che i due giganti dei ‘Magnificent Seven’ hanno pubblicato i risultati trimestrali dopo la chiusura del mercato di ieri.
Alphabet cedeva oltre il 3% negli scambi pre-market dopo aver aumentato la sua previsione di spesa in contanti a fino a 205 miliardi di dollari per l'anno, un aumento rispetto alla precedente stima di 190 miliardi e più del doppio della spesa del 2025. Anche i numeri di Texas Instruments, produttore di chip analogici e di elaborazione integrata, non hanno entusiasmato.
Gli utili di Alphabet sono arrivati proprio mentre i mercati si interrogavano su se gli hyperscaler possano giustificare l'investimento di sempre più denaro nell'AI. Tuttavia, i produttori di chip e altre aziende che forniscono la tecnologia stanno raccogliendo i frutti, poiché la domanda per i loro prodotti e servizi rimane altissima.
"Ci sono sempre alcuni dubbi sul fatto che questi investimenti massicci daranno risultati, ma penso che sia una domanda fuorviante: queste aziende tecnologiche non possono permettersi di non spendere in modo significativo", spiega Mabrouk Chetouane, responsabile della strategia di mercato globale presso Natixis IM, secondo il quale "Il momentum sugli investimenti in capitale è in pieno svolgimento e questo significa che la forte domanda di semiconduttori non sparirà".
L’altra grande protagonista è Tesla, che ha pubblicato ieri i risultati del suo secondo trimestre. Il titolo della casa automobilistica di Elon Musk continuava a calare di oltre il 5% nonostante un trimestre positivo per il suo business di veicoli elettrici, visto l'aumento della spesa che ha portato al primo deflusso di cassa in due anni.
Musk ha inoltre annunciato che il 2026 sarà un anno di "enormi investimenti in capitale" per l’azienda, sottolineando l’attenzione su robot Optimus, robotaxi e data center.
Sale ancora il petrolio
A pesare sui mercati anche il continuo aumento dei prezzi del petrolio, con i Brent sopra i 98 dollari al barile e il greggio WTI a 90,70 dollari.
L’escalation in Medio Oriente non mostra segni di cedimento dopo che gli Houthi sostenuti dall’Iran hanno dichiarato di aver attaccato petroliere nel Mar Rosso.
Washington e Teheran hanno entrambe ridimensionato la prospettiva di colloqui di pace, sollevando la possibilità di ostilità prolungate che potrebbero irrigidire i mercati petroliferi. Il presidente Donald Trump ha minacciato di bombardare ponti e centrali elettriche e ha ribadito le minacce di colpire Pickaxe Mountain, un presunto sito nucleare iraniano.
"Il secondo round del conflitto militare sarà più ampio del primo", prevede Bob McNally, presidente di Rapidan Energy Group ed ex funzionario della Casa Bianca. "I rischi sono enormi, non solo per la navigazione, ma anche per le infrastrutture energetiche”, ha aggiunto.
Tassi fermi per la BCE
Dal fronte banche centrali, la Banca centrale europea ha lasciato fermi i tassi di interesse, così come ampiamente previsto dagli analisti.
Pertanto, i tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale rimarranno invariati al 2,25%, al 2,40% e al 2,65%, rispettivamente.
Oggi non erano attese nuove proiezioni economiche e il consiglio ha sottolineato che “le prospettive per i prezzi dell’energia, benché altamente variabili, si collocano al momento su livelli prossimi allo scenario di base delle proiezioni formulate a giugno dagli esperti dell’Eurosistema e ben al di sopra di quelli registrati prima del conflitto in Medio Oriente”.
“L’incertezza resta elevata e l’impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi appieno”, sottolinea con consiglio direttiva, ribandendo di seguire “con attenzione l’intensità e la durata dello shock, nonché i suoi effetti indiretti e di secondo impatto”.
Infine, il Consiglio direttivo assicura nuovamente sulla sua volontà di “definire la politica monetaria in modo da assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine”.
L’attenzione ora si rivolge alle parole pronunciate dalla presidente Christine Lagarde nel corso della consueta conferenza stampa post- decisione, in agenda per le ore 14:45.
Notizie societarie e pre market USA
T-Mobile (-4%): crescita dei ricavi del 7,9% nel secondo trimestre, in rallentamento rispetto al 10,6% del primo trimestre.
RTX (+4%): alzate le previsioni sull’utile per azione rettificato (EPS) per l’anno fiscale a 7,1–7,25 dollari, rispetto alla precedente previsione di 6,7–6,9 dollari.
Dow Inc (-1%): utile rettificato di 1,44 dollari per azione per il trimestre conclusosi il 30 giugno, superiore alle previsioni degli analisti di una media di 1,28 dollari (dati LSEG).
Lockheed Martin (+5%): prevede per il 2026 ricavi compresi tra79,75 miliardi e 81,75 miliardi di dollari, superiore alla precedente forbice tra 77,5 e 80 miliardi (dati LSEG).
Nasdaq (+1%): utile netto di 507 milioni di dollari, pari a 89 centesimi per azione, per i tre mesi terminati il 30 giugno, superando i 452 milioni di dollari, pari a 78 centesimi per azione, dell’anno precedente.
Molina Healthcare (-9%): utile rettificato nel secondo trimestre pari a 1,51 dollari per azione, rispetto alla stima degli analisti di 1,39 dollari (dati LSEG).
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