Wall Street debole col nuovo rialzo del petrolio

Wall Street debole col nuovo rialzo del petrolio

I timori inflazionistici continuano a influenzare il mercato in vista dei dati sui prezzi negli Stati Uniti in agenda per venerdì prossimo che potrebbero condizionare la decisione della Federal Reserve sui tassi di interesse.

Scopri le soluzioni di investimento

Con tutti i certificate di Orafinanza.it


Wall Street oggi riparte debole

Corre il petrolio, accentuando il pessimismo di Wall Street in vista dei dai sull’inflazione attesi questa settimana che potrebbero rafforzare le previsioni di un aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve.

A soffrire di più prima dell’apertura ufficiale sono i future sul Dow Jones, in calo dello 0,70% quando manca circa un’ora all’avvio delle contrattazioni, seguiti in scia (-0,30%) da quelli sullo S&P500, mentre restano intorno alla parità i contratti sul Nasdaq 100.

Il dollaro statunitense resta poco mosso nei confronti dell’euro, con il cross EUR/USD a 1,1614, mentre il Bitcoin cede l’1% e scende a 78.460 dollari.

Stabile anche l’oro: prezzo spot a 4.400 e future con scadenza a dicembre venduto a 4.451 dollari l’oncia.

Petrolio in rialzo con le nuove tensioni

Il Brent ha superato i 99 dollari al barile dopo che l'Arabia Saudita ha dichiarato che le operazioni negli impianti nel sud del regno sono state interrotte dagli attacchi. Gli Houthi yemeniti, sostenuti da Teheran, hanno attaccato impianti energetici e città dell’Arabia Saudita, alleata degli Stati Uniti, mentre ieri mattina Israele ha colpito una città nel sud del Libano.

Il rally del rame ha accentuato la pressione inflazionistica derivante dalle materie prime. Il metallo ha toccato il massimo storico per la seconda sessione consecutiva, sostenuto dai vincoli sulle forniture a breve termine e dalle aspettative di dazi statunitensi sulle importazioni di metallo raffinato.

Inflazione e Fed

Le vicende in Medio Oriente stanno guidando i mercati nella prima parte di una settimana che punta verso il dato sull'inflazione statunitense in agenda venerdì, informazione che potrebbe rivelarsi decisiva per stabilire se la Federal Reserve alzerà i tassi o li manterrà stabili nel corso della prossima riunione.

"Il quadro dell’inflazione si sta facendo più confuso a causa del rialzo dei prezzi del greggio. L’attività militare sta mantenendo un significativo premio di rischio nei mercati energetici, in un contesto in cui si accresce la possibilità di interruzioni più segnate e prolungate nella fornitura globale", spiega Kyle Rodda, analista senior dei mercati finanziari presso Capital.com.

"Continuiamo a ritenere che i dati sull’inflazione dei prossimi mesi saranno sufficientemente moderati da indurre la maggioranza dei membri ad astenersi dall’adottare una politica restrittiva", prevede Samuel Tombs, capo economista per gli Stati Uniti presso Pantheon Macroeconomics.

Di diverso avviso Joe Brusuelas, capo economista di RSM: la Fed è “un po' in ritardo rispetto alla curva", quindi "dovrà alzare i tassi se vuole rafforzare la propria credibilità e questo creerà non pochi problemi al numero 1600 di Pennsylvania Avenue".

Secondo lo strumento CME FedWatch, gli operatori vedono ora una probabilità di rialzo dei tassi questo mese del 58,4%.

Notizie societarie e pre market USA

GE Aerospace (+0,10%): ha concordato l’acquisizione di Consolidated Precision Products (CPP) da Warburg Pincus e Berkshire Partners per 11,75 miliardi di dollari.

Amgen (-4%): il farmaco anti-colesterolo di Novartis fallisce uno studio molto atteso, suscitando preoccupazioni per l'olpasiran, il farmaco sperimentale anti-colesterolo di Amgen.

Ionis Pharmaceuticals (-12%): il suo farmaco sperimentale pelacarsen realizzato insieme a Novartis riduce il rischio di infarti gravi e ictus nei pazienti con un fattore di rischio genetico, in uno studio clinico in fase avanzata.

Boston Scientific (-2%): è improbabile che riesca a raggiungere gli obiettivi di crescita dei ricavi netti e di utile per azione rettificato previsti per il terzo trimestre e l'anno fiscale 2026 dop che un attacco alla sicurezza informatica sta causando interruzioni operative a livello globale.

La Finestra sui Mercati

Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!

Leggi la nostra guida sugli ETF

Obbligazione sul rendimento del BTP all'11,50%

Cedole annue condizionate e richiamabile

Chi siamo

Orafinanza.it è il sito d'informazione e approfondimento nel mondo della finanza. Una redazione di giornalisti e analisti finanziari propone quotidianamente idee e approfondimenti per accompagnarti nei tuoi investimenti.

Approfondimenti, guide e tutorial ti renderanno un esperto nel settore della finanza permettendoti di gestire al meglio i tuoi investimenti.

Maggiori Informazioni


Feed Rss

Dubbi o domande?

Scrivici un messaggio e ti risponderemo il prima possibile.




Orafinanza.it
è un progetto di Fucina del Tag srl


V.le Monza, 259
20126 Milano
P.IVA 12077140965


Note legali
Privacy
Cookie Policy
Dichiarazione Accessibilità

OraFinanza.it è una testata giornalistica a tema economico e finanziario. Autorizzazione del Tribunale di Milano N. 50 del 07/04/2022

La redazione di OraFinanza.it