Brent vicino ai 100 dollari col salire della tensione tra USA e Iran

Gli Houthi filo-iraniani dello Yemen hanno rivendicato l'attacco con droni e missili di alcuni impianti energetici del colosso petrolifero Saudi Aramco, aumentando cosรฌ i timori per gli approvvigionamenti di greggio.
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Brent sempre in crescita
Sempre piรน tesa la situazione in Medio Oriente e il petrolio continua a correre, portandosi ai massimi delle ultime settimane. Lo sprint vede il Brent superare i 99 dollari (99,45 dollari), segnando una crescita del 2%, ormai a un passo dalla quota psicologica dei 100 dollari, mentre i future sul greggio WTI si portano a 94,70 dollari al barile, salendo del 3%.
In precedenza, il Brent era arrivato fino a 99,22 dollari, il livello piรน alto dal 24 luglio, mentre il WTI aveva raggiunto i 94,60 dollari il barile, il massimo dallโ8 giugno.
Timore per gli approvvigionamenti
Nelle ultime ore, gli Houthi filo-iraniani dello Yemen hanno rivendicato l'attacco con droni e missili di alcuni impianti energetici del colosso petrolifero saudita Saudi Aramco, nelle aree meridionali del Paese, in quella che il portavoce militare del gruppo ha definito "una vasta operazione".
A questo si aggiungono gli attacchi reciproci degli scorsi giorni tra Iran e Stati Uniti, che puntano sia a navi da guerra, sia a petroliere di ambo gli schieramenti.
Il presidente del Parlamento iranianoย Mohammad Bagher Ghalibafย ha scritto su X: "Colpite i nostri asset e sarete colpiti", in risposta al segretario alla Difesa USAย Peteย Hegseth, secondo cui gli Stati Uniti "distruggeranno (e affonderanno)" le petroliere iraniane in caso di attacchi a navi statunitensi.
Tutta questa situazione mantiene alti i timori sugli approvvigionamenti relativi allo Stretto di Hormuz e quello di Bab el-Mandeb, la porta per il Mar Rosso.
Nessun motivo per scendere
Gli analisti di Intesa Sanpaolo ritengono che il Brent resti fermo sui massimi di periodo in quanto โnon trova motivi per scendere perchรฉ il contesto geopolitico non segna novitร distensiveโ.
Quanto all'intesa tra Oman e Iran, gli esperti dellโistituto torinese precisano che "non riguarderebbe una gestione congiunta delloย Stretto di Hormuz, ma la creazione di un corridoio marittimo temporaneo e sicuro per facilitare la ripresa di parte del traffico commerciale", con un accordo "ormai vicino alla finalizzazione" e possibile formalizzazione "nei prossimi giorni".
Resta tuttavia irrisolto "l'aspetto piรน delicato", ossia "il ruolo che Teheran vuole avere nellaย gestione dei transiti, una posizione che continua a incontrare la resistenza degli Stati Uniti".
La banca evidenzia anche il dato sullescorte di greggio iranian accumulate fuori dal Golfo e destinate allaย Cina: "leย riserveย sarebbero scese da circa 90 milioni di barili a luglio a 29 milioni oggi e, mantenendo l'attuale ritmo di prelievo, potrebbero terminare giร entro metร ottobre", secondo quanto riportato dal Wall Street Journal.
Gli analisti sottolineano inoltre che "dalla reintroduzione del blocco statunitense a metร luglio non risultano esportazioni significative di petrolio iraniano oltre il Golfo, con i nuovi carichi che restano sostanzialmente bloccati nell'area".
Segnali di allarme arrivano anche daiย margini di raffinazione. "Il Brent Gasoil Crack Spread e l'Heating Oil Crack Spread sono saliti di circa il 7-8% e raggiungono i massimi storici", un fenomeno che gli analisti definiscono "distillate cracks widening", segnale che "il mercato teme una carenza diย dieselย eย distillatiย piรน che di benzina".
Pesano inoltre le interruzioni delleย forniture GNLย dalย Qatarย verso l'Europa, con ricadute giร visibili suiย prezzi dell'elettricitร italiana: "i prezzi dell'Italian Front-Month Power hanno superato i 200 euro/MWh, quasi il doppio rispetto a un anno fa", mentre "il TTF rimane, come il petrolio, sui massimi a 73,74 euro/MWh".
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