Wall Street guarda oltre l'AI. Tigress vede l'S&P 500 a 8.050 punti entro fine anno

Nonostante le tensioni geopolitiche e il rischio di nuove fiammate del petrolio, la casa d'investimento stima un ulteriore rialzo di oltre il 6% per l'indice americano entro fine anno. Per molti strategist il rialzo di Wall Street potrร proseguire grazie alla crescita degli utili e a un mercato sempre meno dipendente dalle sole Big Tech.
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La crescita degli utili continuerร a sostenere il mercato azionario
Le guerre, la geopolitica e l'incertezza sui tassi d'interesse continuano a rappresentare un fattore di rischio per Wall Street. Eppure c'รจ chi ritiene che il mercato americano abbia ancora spazio per salire.
Interpellato da Barronโs, Ivan Feinseth, chief market strategist di Tigress Financial Intelligence, conferma un target di 8.050 punti per l'indice S&P 500 a fine 2026, oltre il 6% sopra i livelli attuali e circa il 18% sopra la chiusura dello scorso anno. Tigress รจ una societร indipendente di servizi finanziari e investment banking con sede a New York. La sua previsione si basa sulla convinzione che l'economia americana continuerร a crescere e che gli utili societari resteranno solidi, nonostante un contesto internazionale sempre piรน complesso.
Secondo Feinseth, "l'espansione economica e il ciclo degli utili aziendali rimangono fondamentalmente costruttivi nonostante l'elevata incertezza macroeconomica e geopolitica". A suo giudizio saranno proprio i fondamentali delle imprese a continuare a sostenere il mercato azionario.
Il mercato non dipende piรน soltanto dall'AI
Da un'indagine di Barronโs emerge che numerosi strategist sono convinti che Wall Street stia entrando in una fase diversa rispetto ai mesi scorsi. L'intelligenza artificiale continua a rappresentare uno dei principali motori della crescita, ma gli investitori stanno diventando molto piรน selettivi.
Jim Paulsen, ex chief investment strategist di Wells Fargo e del Leuthold Group, osserva che la recente debolezza dei titoli tecnologici e dei semiconduttori non ha provocato un vero crollo dell'intero mercato.
Tra l'inizio di giugno e la fine di luglio i comparti Information Technology e Communication Services dell'S&P 500 hanno perso circa il 15%, mentre gli altri nove settori dell'indice hanno guadagnato complessivamente circa il 4%, limitando il calo dell'indice principale a meno del 4%.
Per Paulsen si tratta di un segnale importante: il mercato americano sta diventando piรน equilibrato e meno dipendente da un ristretto gruppo di societร tecnologiche.
Secondo lo strategist รจ perfino possibile che il settore legato alla cosiddetta "New Era" โ tecnologia e comunicazioni โ attraversi un mercato ribassista senza trascinare con sรฉ l'intero S&P 500, grazie alla forza dei comparti piรน tradizionali come finanziari, industriali, energia, sanitร e utilities.
Le Magnifiche Sette non si muovono piรน insieme
Anche Mark Hackett, chief market strategist di Nationwide, vede un cambiamento nella struttura del mercato.
Secondo Hackett le cosiddette Magnificent Seven non rappresentano piรน un blocco omogeneo. Dopo l'ultima stagione delle trimestrali, Microsoft e Amazon hanno registrato forti rialzi, mentre Alphabet, Meta e Apple hanno invece deluso gli investitori.
Per il mercato questa differenziazione รจ un elemento positivo, perchรฉ dimostra che gli investitori stanno premiando le aziende capaci di tradurre gli enormi investimenti nell'intelligenza artificiale in risultati economici concreti.
Gli investitori chiedono finalmente un ritorno sugli investimenti
Una posizione analoga arriva anche da Lisa Shalett, Chief investment officer del Wealth management di Morgan Stanley.
Con rendimenti obbligazionari piรน elevati e condizioni finanziarie meno favorevoli rispetto al passato, gli investitori non sono piรน disposti a finanziare qualsiasi progetto legato all'AI.
Secondo Shalett il mercato sta iniziando a pretendere una maggiore remunerazione del rischio e soprattutto prove concrete sul ritorno degli enormi investimenti effettuati dalle aziende nell'intelligenza artificiale.
Per Morgan Stanley questa maggiore disciplina finanziaria rappresenta addirittura un fattore positivo, perchรฉ dovrebbe rendere piรน sostenibile il mercato rialzista americano nel lungo periodo.
Alla fine contano gli utili
Il vero sostegno per Wall Street continua perรฒ a essere la crescita degli utili aziendali. Secondo le stime di FactSet, ricordate da Barron's, nel 2026 gli utili per azione delle societร dell'S&P 500 a uguale ponderazione dovrebbero crescere di circa il 18%, segnale che la crescita degli utili si sta progressivamente estendendo ben oltre il ristretto gruppo delle Big Tech.
Naturalmente i rischi non mancano. Un eventuale aggravarsi della crisi in Medio Oriente potrebbe provocare una nuova impennata del prezzo del petrolio e alimentare nuove pressioni inflazionistiche.
Ma, almeno per il momento, il consenso tra molti strategist รจ che siano ancora gli utili societari โ piรน della geopolitica e delle oscillazioni dell'entusiasmo per l'intelligenza artificiale โ il principale motore destinato a guidare Wall Street nei prossimi mesi.
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