Wall Street pronta ad aprire in verde, petrolio sempre sotto osservazione

Wall Street pronta ad aprire in verde, petrolio sempre sotto osservazione

La Borsa di New York si mantiene positiva anche grazie alla forza delle trimestrali diffuse in queste settimane nonostante i prezzi del greggio restino ad alti livelli e la situazione in Medio Oriente rischia sempre di peggiorare.

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Wall Street oggi positiva

Wall Street verso apertura positiva con l’ottimismo per il mantenimento del cessate il fuoco in Medio Oriente e le solide trimestrali delle società statunitensi.

A indicare un inizio in verde sono gli andamenti dei future sui principali indici della borsa di New York (S&P500, Dow Jones e Nasdaq), in crescita di mezzo punto percentuale, mentre il dollaro resta stabile nei confronti dell’euro (EUR/USD a 1,1689) e il Bitcoin guadagna il 2% portandosi a 80.900 dollari.

Guadagnano le quotazioni dei metalli preziosi: oro spot a 4.560 dollari (+1%) e argento spot a 73,60 dollari l’oncia.

Calano i prezzi del petrolio, con il Brent a 112,60 dollari e il greggio WTI a 103 dollari al barile.

Relativa calma nel Golfo Persico

Oggi è tornata una relativa calma nel Golfo Persico, dopo lo scambio di colpi tra forze statunitensi e iraniane del giorno precedente e il lancio di missili e droni da parte di Teheran verso gli Emirati Arabi Uniti. Gli investitori hanno trovato rassicurazione anche nel fatto che la spinta diplomatica per risolvere la situazione di stallo continui.

A conferma di questa situazione c’è il calo del greggio, seppur leggero. “I contratti future sul petrolio si stanno adattando alla realtà delle continue interruzioni dell'offerta, con prezzi in rialzo su tutta la curva. Le ultime notizie suggeriscono inoltre che permane un chiaro rischio di escalation, indicando uno shock stagflazionistico più prolungato per l'economia globale", scrive su Bloomberg Skylar Montgomery Koning, macro strategist.

"Il Project Freedom è un modo per gli Stati Uniti di ottenere un vantaggio nei negoziati", secondo Mohit Kumar, capo economista e stratega per l'Europa di Jefferies, e "Nei prossimi giorni, diventerà chiaro se gli Stati Uniti saranno in grado di garantire un passaggio sicuro alle navi e quindi potranno adottare una posizione molto più dura".

Secondo gli analisti di JP Morgan guidati da Mislav Matejka, gli investitori a lungo termine dovrebbero continuare ad acquistare sui ribassi. L'ottimismo del team si manifesta nonostante gli esperti affermino che il conflitto con l'Iran debba intensificarsi per poter allentare le tensioni e che la volatilità a breve termine rimanga probabile.

“Attribuiamo una probabilità del 70% a una risoluzione del blocco entro l'inizio di giugno. Qualora lo Stretto dovesse rimanere chiuso anche a giugno, aumenterebbe il rischio di uno shock energetico più severo”, prevede César Pérez Ruiz, Head of Investments & Cio di Pictet Wealth Management.

La forza degli utili

Essendo esportatori netti di energia, gli Usa mostrano una tenuta migliore rispetto alle economie che dipendono dalle importazioni.

In questo contesto, "gli utili rimangono il motore del rally statunitense", secondo Madison Faller, stratega globale di JPMorgan Private Bank, a Bloomberg TV. "La prossima domanda è se la forza degli utili possa estendersi oltre il settore tecnologico. I portafogli hanno bisogno di più di un solo settore per trainare il mercato".

"Le trimestrali delle società Usa sono in forte crescita e anche il contesto generale dei risultati sembra solido", spiegano in una nota gli analisti di BlackRock Investment Institute, guidati dal Global Chief Investment Strategist Wei Li. Tuttavia, avvertono che "perfino i titoli statunitensi ne risentirebbero" se non dovesse essere riaperta la cruciale rotta petrolifera attraverso lo Stretto di Hormuz.

A detta di Antonio Tognoli di Cfo Sim, le azioni reagiscono così bene all'incertezza grazie anche alla crescita degli utili, componente fondamentale, che gli analisti stimano in crescita del 15% circa nel 1° trimestre 2026. "Continua la crescita dei mercati azionari nonostante la persistente incertezza geopolitica e le continue preoccupazioni sul settore energetico”.

“Questa apparente discrepanza", afferma l'esperto, "ha spinto molti investitori a porsi una domanda ricorrente: perché i mercati reggono così bene? Una parte delle ragioni risiede, a nostro avviso, negli utili aziendali. Oggi i mercati si trovano a fronteggiare una situazione di forte contrasto. Da un lato, l'aumento dei prezzi del petrolio, i rischi per le aspettative di inflazione che dividono la Fed sulla strada da intraprendere. Dall'altro, la forte e crescente redditività aziendale, gli investimenti in aumento legati all'intelligenza artificiale (IA), la resilienza dei consumatori e un'economia che continua a smentire i timori di un rallentamento. Comprendere come queste forze contrapposte interagiscono aiuta a spiegare non solo la situazione attuale dei mercati, ma anche la loro possibile evoluzione nei prossimi mesi".

Notizie societarie e pre market USA

Intel (+3%): indiscrezioni dei media riportano di colloqui con Apple per valutare la produzione dei processori principali dei dispositivi della Casa di Cupertino.

Palantir Technologies (-2%): ha aumentato le previsioni di ricavi per l'anno fiscale 2026 a 7,65-7,66 miliardi di dollari dai precedenti 7,18-7,20 miliardi, ma il direttore finanziario David Glazer ha detto durante una conferenza telefonica che le spese dovrebbero aumentare nel 2026, poiché l'azienda investirà nel proprio piano di prodotto e in talenti tecnici.

Pfizer (+0,50%): su base rettificata, la società ha registrato un utile di 75 centesimi per azione, oltre le stime degli analisti di 72 centesimi per azione (dati LSEG).

Coinbase (+3%): ha annunciato il licenziamento del 14% della propria forza lavoro per adeguare la struttura dei costi a fronte della continua volatilità dei mercati delle criptovalute. PayPal (+7%): ricavi a 8,35 miliardi di dollari nel trimestre, superando la stima media degli analisti di 8,05 miliardi (dati LSEG).

Paramount Skydance (+1%): utile per azione rettificato del primo trimestre, pari a 23 centesimi, superiore alle stime medie degli analisti di 15 centesimi (dati LSEG).

Pinterest (+15%): ricavi del primo trimestre aumentati del 18% a 1,01 miliardi di dollari, superando le stime di 966,25 milioni (dati LSEG).

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