Wall Street verso apertura mista dopo i record di ieri

I dati sull’inflazione dei giorni scorsi avevano fatto tirare un sospiro di sollievo spingendo l’indice S&P500 a nuovi massimi storici nonostante i prezzi del petrolio restano ad alti livelli a causa delle difficoltà a raggiungere un accordo di pace in Medio Oriente.
Indice dei contenuti
Wall Street oggi
Borsa di New York guardinga prima dell’apertura ufficiale dopo le chiusure positive di ieri, quando l’S&P 500 ha raggiunto un nuovo massimo intraday di 7.816,70 punti, dopo che l'indice dei prezzi alla produzione (PPI) di luglio è rimasto invariato, a fronte delle aspettative di un aumento dello 0,2%.
Si trattava del secondo dato sull'inflazione debole in due giorni, dopo quello sull'indice dei prezzi al consumo (CPI) di mercoledì, che ha mostrato un aumento dei prezzi al consumo di appena lo 0,1%.
Numeri che hanno allontanato l’incubo di nuovi rialzi dei prezzi negli Stati Uniti, con il conseguente aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, nonostante i prezzi del petrolio rimangano elevati.
Oggi, intanto, scambiano di poco sopra la parità i future sul Nasdaq (+0,20%), mentre il ritardo degli altri contratti sull’azionario USA vede quelli sullo S&P500 piatti e quelli sul Dow Jones di poco in rosso (-0,10%).
Sul fronte delle materie prime, l’oro resta piatto, con il prezzo spot a 4.360 dollari l’oncia, ma rimane diretto verso il più grande aumento mensile da febbraio, mentre banche centrali e investitori hanno riversato denaro sul mercato man mano che le attese di un rialzo aggressivo dei tassi da parte della Fed sono svanite.
In calo il dollaro statunitense nei confronti dell’euro, con il cross EUR/USD a 1,1570, e il Bitcoin, sceso sotto quota 63 mila dollari (-1%).
Petrolio sempre in tensione
Oggi i prezzi del petrolio si prendono una pausa ma sono destinati a concludere la settimana con forti guadagni mentre persiste lo stallo su un accordo di pace in Medio Oriente e gli Stati Uniti minacciano di aumentare la pressione economica sull’Iran, compresa l’estensione di un blocco navale.
I future sul Brent scambiano a 87,20 dollari al barile, diretti verso un aumento settimanale del 5%, mentre quelli sul greggio WTI prezzano 81,70 dollari.
L’incertezza resta dopo che il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha promesso un "isolamento economico" senza precedenti per l'Iran e il prosieguo del blocco dei porti del Paese.
Rischi nel weekend
"I mercati concludono la settimana in territorio positivo, con un calendario economico e societario relativamente scarso di eventi rilevanti. Ma, ovviamente, è venerdì e la tendenza tipica è che i rischi geopolitici, o almeno la retorica roboante, aumentino tra Stati Uniti e Iran nel fine settimana", prevede Kyle Rodda, strategist di Capital.com. "Attualmente, l’incertezza geopolitica rimane l’unico ostacolo macroeconomico significativo per un mercato che gode di venti favorevoli provenienti dai risultati trimestrali e dalle prospettive di politica monetaria", aggiunge.
John Sidawi, senior portfolio manager per il reddito fisso di Federated Hermes, spiega che una caratteristica sorprendente dei mercati negli ultimi mesi è stata la crescente disconnessione tra incertezza geopolitica e volatilità dei prezzi delle attività. "Per ora, i mercati sembrano disposti a tollerare una quantità significativa di incertezza senza pretendere premi al rischio più alti. Tuttavia, questo equilibrio è improbabile che sia permanente", aggiunge Sidawi, in quanto "Un’escalation significativa del conflitto o un percorso chiaro verso una risoluzione potrebbero finalmente spingere gli investitori a uscire dalla posizione di attesa, scatenando una reazione di volatilità molto più ampia di quanto implichino i prezzi attuali del mercato".
"Sfortunatamente non credo che a breve termine riavremo un transito del tutto regolare nello Stretto di Hormuz", prevede Patrick Armstrong, chief investment officer di Plurimi Wealth: "Ritengo che il mercato stia sottovalutando i rischi”.
Focus sull’IA
Intanto, l’attenzione rimane sul tema generale dell’intelligenza artificiale, a seguito dei buoni risultati trimestrali che hanno contribuito a placare le preoccupazioni degli investitori sui massicci investimenti nel settore. I tech sono rimbalzati dopo le vendite del mese scorso, scatenate dal timore che il settore più caldo dell'anno si fosse spinto troppo oltre, troppo in fretta.
I risultati finanziari solidi di diverse società megacap hanno attenuato alcuni di questi timori, attirando di nuovo gli investitori verso l'intelligenza artificiale e spingendo il Nasdaq 100 in rialzo di oltre l'1% ieri, ai massimi da fine giugno.
OpenAI è in strada per generare ricavi annualizzati superiori a 40 miliardi di dollari in base alle prestazioni attuali, secondo fonti di Bloomberg, quasi raddoppiando il ritmo registrato alla fine del 2025 e rafforzando i piani della società per il debutto a Wall Street.
"Un'enorme quantità di denaro proveniente dagli hyperscaler sta confluendo nell'hardware", sottolinea Hitoshi Asaoka, chief strategist di Asset Management One, e "Questo si traduce in una crescita estremamente forte delle vendite e dei profitti per le aziende di hardware. Gli investitori stanno tornando all'idea di guardare di nuovo agli utili in sé".
"L'ottimismo di questa settimana sembra in qualche modo scollegato dalla realtà", secondo Ipek Ozkardeskaya, senior analyst di Swissquote. "Se il motivo per cui assistiamo al rialzo del mercato è il rallentamento dell'inflazione statunitense a luglio, l'ottimismo potrebbe svanire rapidamente", avvisa l’esperta.
Notizie societarie e pre market USA
Reddit (+12%): a partire da martedì 18 agosto entrerà nell’indice S&P 500 in sostituzione di AvalonBay Communities, visto che quest’ultima verrà acquisita da Equity Residential.
Applied Materials (-5%): ricavi del terzo trimestre pari a 9,12 miliardi di dollari, superano la stima degli analisti di 8,99 miliardi (dati LSEG).
Capricor Therapeutics (+116%): la FDA statunitense accetta di esaminare i nuovi dati relativi alla sua terapia per la distrofia muscolare di Duchenne, il deramiocel.
Zentalis Pharmaceuticals (-12%): ieri sera ha venduto 23 milioni di azioni a 3,50 dollari, per un ricavo lordo di 80,5 milioni di dollari: il prezzo di offerta rappresenta uno sconto del 15,7% rispetto all’ultima chiusura del titolo.
Nektar Therapeutics (-3%): ricavi nel secondo trimestre pari a 10,1 milioni di dollari, meno degli 11,2 milioni dell’anno precedente.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!
