25° giorno di guerra, sbiadisce il rally del sollievo

24/03/2026 07:30
25° giorno di guerra, sbiadisce il rally del sollievo

Il Wall Street Journal riporta che le monarchie alleate degli Stati Uniti sono sempre più schierate contro l’Iran, non si tratta ancora di un coinvolgimento militare diretto ma ora c’è piena collaborazione sul conflitto. Lo stesso quotidiano riporta che nello Stretto di Hormuz sta per arrivare una grande nave americana per gli attacchi via terra.

Il Kuwait ha segnalato danni alla propria rete elettrica a seguito dell'impatto di detriti di droni abbattuti, mentre Arabia Saudita e Bahrein hanno segnalato nuovi attacchi sul loro territorio.

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Il posticipo di cinque giorni dell’ultimatum all’Iran ha mostrato ieri che gli Stati Uniti non sembrano disponibili ad andare avanti per troppo tempo con una guerra in grado di bloccare a lungo i rifornimenti di energia e di far precipitare l’intero pianeta in una condizione non tanto diversa da quella vissuta ai tempi della pandemia. Le notizie sulla trattativa, arrivate da Washington e smentite da Teheran, hanno risollevato Wall Street ed hanno temporaneamente abbassato gli esasperati livelli della volatilità sulle obbligazioni. L’indice S&P500 ha chiuso in rialzo dell’1,2%, miglior seduta dell’ultimo mese e mezzo. Nasdaq +1,4%.

In Asia le borse sono in rialzo, ma i future di Wall Street e dell’Europa hanno girato nel corso della notte e stamattina segnano un lieve ribasso.

GUERRA TOTALE NEL GOLFO PERSICO

Il Wall Street Journal riporta che gli alleati degli Stati Uniti nel Golfo Persico si stanno avvicinando sempre più all'intervento militare contro l’Iran, inasprendo le posizioni in seguito ai continui attacchi che hanno destabilizzato le loro economie e rischiano di dare a Teheran un vantaggio strategico a lungo termine sullo Stretto di Hormuz.

I recenti passi decisi delle monarchie del Golfo, rafforzano la capacità americana di condurre raid aerei e aprono una nuova linea d'attacco contro l’Iran. Non si tratta ancora di un dispiegamento militare aperto, prosegue il quotidiano, un limite che i governanti del Golfo speravano di non superare, sebbene la pressione stia aumentando. L'Arabia Saudita ha recentemente acconsentito a che le forze americane utilizzino la sua base aerea di Re Fahd, nella parte occidentale della penisola arabica, segnala il Wall Street Journal. Prima dell'inizio dei combattimenti, il regno aveva dichiarato che non avrebbe permesso l'utilizzo delle sue infrastrutture o del suo spazio aereo per attacchi contro l'Iran, un tentativo di rimanere fuori dalla guerra fallito.

In un altro articolo, la stessa testata scrive che migliaia di soldati americani arriveranno in Medio Oriente entro venerdì, giorno della nuova scadenza fissata da Donald Trump. In navigazione verso lo Stretto di Hormuz è la nave da attacco anfibio Uss Tripoli.

L’IRAN SPARA

Il Kuwait ha segnalato danni alla propria rete elettrica a seguito dell'impatto di detriti di droni abbattuti, mentre Arabia Saudita e Bahrein hanno segnalato nuovi attacchi sul loro territorio. Il ministero dell'elettricita' kuwaitiano, citato dall'agenzia di stampa Kuna, ha indicato che sette linee elettriche sono state messe fuori servizio in diverse zone del Paese a causa dei danni provocati dalla caduta di detriti in seguito all'intercettazione di droni. Inoltre, l'esercito kuwaitiano ha riferito in tre diverse occasioni durante la notte che le sue difese aeree hanno intercettato missili e droni che avevano violato il suo spazio aereo, senza specificare il numero esatto di droni neutralizzati. Le sirene antiaeree sono risuonate anche in Bahrein in almeno tre occasioni, secondo quanto ha spiegato il ministero dell'interno sui social media, senza tuttavia fornire ulteriori dettagli sugli attacchi.

IL PUNTO SUL NEGOZIATO

Ieri l’Iran ha negato in tutti i modi di aver avviato un negoziato, diretto o indiretto, con gli Stati Uniti. Il New York Times riporta che qualche contatto c’è probabilmente stato, forse con il ministro degli Esteri Abbas Araghchi o forse con lo speaker del Parlamento Bagher Ghalibaf. Politico dice che alla Casa Bianca preferirebbero riferirsi a Ghalibaf, ritenuto un interlocutore praticabile sia in questa primissima fase di contatto sia più avanti, nel quadro di un confronto sui temi più caldi.

Complessivamente, gli Stati Uniti avrebbero tentato di far sapere a chi comanda a Teheran, di essere disponibili ad un cessate il fuoco o a una tregua in grado di riportare alla normalità il traffico delle petroliere nello Stretto di Hormuz. Gli iraniani avrebbero risposto di non essere in alcun modo interessati a una soluzione parziale e di essere disponibili a negoziati di pace sulla base delle loro richieste avanzata nel corso dei colloqui in Oman in febbraio.

PETROLIO

Greggio tipo Brent in rialzo 4% a 104 dollari il barile, dal -8% di ieri.

Il Giappone rilascera' nuovamente parte delle sue riserve strategiche di petrolio a partire da giovedi'. Lo ha annunciato il primo ministro Sanae Takaichi, dopo che Tokyo aveva iniziato ad attingere alle proprie scorte la scorsa settimana. "Per garantire la quantita' necessaria a tutto il Giappone di prodotti petroliferi rilasceremo le riserve nazionali a partire dal 26 marzo", ha scritto su X, mentre il Paese cerca di mitigare l'impennata dei prezzi innescata dalla guerra in Medio Oriente.

EURO

Valuta unica a 1,157 su dollaro, in flessione dello 0,4%, per effetto della risalita dell’avversione al rischio.

La Banca Centrale Europea deve essere "molto agile e vigile" per tenere sotto controllo i prezzi, dato che la guerra in Iran avvicina i rischi di stagflazione, ha affermato Boris Vujčić, membro del Consiglio Direttivo destinato a diventare vice presidente a giugno. Le nuove proiezioni della BCE prevedono un aumento dei prezzi al consumo del 2,6% nell'area euro quest'anno, in uno scenario di base, un dato di gran lunga superiore a quanto previsto in precedenza. In uno scenario estremo, in cui le interruzioni delle forniture di petrolio e gas naturale dovessero persistere, l'inflazione raggiungerebbe il 6,3%.

Sebbene "l'opzione di aspettare un po' sia vantaggiosa" in questo momento, Vujcic ha affermato che "ci stiamo già allontanando dallo scenario di base verso gli scenari peggiori".

A suo avviso, qualora la BCE decidesse di aumentare i costi di finanziamento, ci sono due opzioni: iniziare presto con piccoli aumenti successivi, oppure iniziare un po' più tardi e aumentare i tassi con incrementi maggiori.

“Non credo che uno o due aumenti danneggerebbero molto l’economia", ha detto Vujcic. “Ma bisogna chiedersi se siano necessari o meno, perché alcuni sostengono anche che uno o due tagli non farebbero molto bene all’economia”.

BTP a 3,87% di tasso di rendimento, all’indomani del balzo oltre il 4%. Scende lo spread, a 87 punti base. Sempre più investitori e strategist puntano sulla possibilità di due rialzi dei tassi da parte della BCE quest’anno, la prima stretta potrebbe essere già a giugno.

TITOLI

Stellantis. Le immatricolazioni di auto in Europa sono in rialzo a febbraio, sostenute dalla robusta crescita a due cifre in Italia (+14,0%) e in Spagna (+7,5%) e dai più modesti progressi in Germania (+3,8%), mentre la Francia ha un dato negativo (-14,7%).

Nell'area Ue, Efta, Gran Bretagna le immatricolazioni sono salite dell'1,7% su anno a 979.321 veicoli, secondo le elaborazioni di Acea.

Il gruppo Stellantis, che comprende tra gli altri i marchi Fiat, Jeep, Alfa Romeo, Peugeot, Opel/Vauxhall, Citroen e Ds, ha registrato a febbraio una crescita su anno delle immatricolazioni del 9,5%, con una quota di mercato in aumento al 17,4% dal 16,2% di un anno prima.

Banca Monte Paschi. Il Cda dovrebbe revocare i poteri esecutivi del Ceo Luigi Lovaglio dopo che è stato candidato per un nuovo mandato in una lista concorrente a quella presentata dal board uscente per il suo rinnovo, hanno detto due fonti vicine alla situazione.

Secondo alcuni quotidiani il Cda dovrebbe indicare Fabrizio Palermo, AD di Acea, come candidato Ceo.

Banco BPM. Credit Agricole ha presentato una lista di sette candidati per il rinnovo del consiglio di amministrazione della banca italiana di cui è azionista ma non propone candidati per i ruoli di AD o di presidente. Nella lista sono presenti, tra gli altri, Domenico Siniscalco, ex ministro dell'Economia ed ex Morgan Stanley, e Frederic de Courtois, ex Generali e Axa.

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