3 scenari per la seconda parte del 2026

07/07/2026 06:15
3 scenari per la seconda parte del 2026

In vista dei prossimi sei mesi, abbiamo elaborato tre scenari (Base, Bull e Bear), assegnando a ciascuno una percentuale di probabilitร . Nello scenario base, per i mercati il quadro รจ costruttivo. Gli utili per azione (EPS) dellโ€™S&P 500 sono previsti in crescita a doppia cifra su base annua, mentre i margini aziendali restano resilienti. La partecipazione al mercato azionario potrebbe continuare ad ampliarsi, con un ulteriore miglioramento degli EM e delle small- e mid-cap

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM

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Oggi รจ una di quelle giornate di dati non esplosivi, ma che comunque ci aiutano a capire che aria tira tra Stati Uniti ed Europa. Negli USA uscirร  la bilancia commerciale di maggio che, dopo mesi con deficit belli pesanti, gli analisti si aspettano un numero un poโ€™ meno brutta (intorno ai -56/-60 miliardi). รˆ uno di quei dati che ti dicono quanto lโ€™America continua a tirare il resto del mondo e se la domanda interna sta tenendo o no. Se il deficit si riduce piรน del previsto, potrebbe essere un piccolo segnale che le cose si stanno un poโ€™ riequilibrando. Se invece delude, rafforza lโ€™idea che gli Stati Uniti restano una macchina da importazioni e consumi belli aggressivi.

In Europa il focus sarร  sulla produzione industriale tedesca e su qualche numero francese e inglese (bilancia commerciale francese e i prezzi delle case in UK). La Germania รจ comunque sempre il termometro dellโ€™Europa. Se la produzione industriale sorprende positivamente, si respirerebbe un poโ€™ di sollievo e si penserebbe che il manifatturiero stia lentamente uscendo dal tunnel. Se invece arriva lโ€™ennesima delusione, tornerebbe subito la solita domanda: โ€œma questa Europa quando riparte davvero?

Passata la prima metร  dellโ€™anno, riteniamo utile tornare ancora sulle attese per i prossimi sei mesi. Abbiamo elaborato i tre classici scenari: base, bull e bear per il resto del 2026, dando ad ognuno una probabilitร . Vediamo uno ad uno.

Scenario base (60%). Nonostante un costante susseguirsi di rischi sui titoli dei giornali, i fondamentali dellโ€™economia statunitense rimangono solidi e le prospettive di forte crescita sono intatte. Il mercato del lavoro รจ ancora lontano da una zona di recessione, nonostante il calo di giugno a 57k contro 129k di maggio ma con un tasso di disoccupazione in flessione al 4.2% dal 4,3% di maggio. I consumatori sono ancora in buona salute: i dati del Bank of America Institute mostrano una crescita della spesa con carte di credito e di debito del +5,1% anno-su-anno (YoY) a maggio, il ritmo piรน veloce degli ultimi quattro anni. I recenti picchi di petrolio e gas sembrano poco propensi a tradursi in una ripresa dellโ€™inflazione a livello dellโ€™intera economia, anche se pressioni sui prezzi persistenti e una solida crescita dellโ€™occupazione potrebbero comunque lasciare spazio a limitati rialzi dei tassi da parte della Fed piรน avanti nellโ€™anno.

Per i mercati il quadro รจ altrettanto costruttivo. Gli utili per azione (EPS) dellโ€™S&P 500 sono previsti in crescita a doppia cifra su base annua, mentre i margini aziendali restano resilienti. รˆ giร  ben avviato un ciclo pluriennale di investimenti in capitale (capex) guidato dalla tecnologia, e la continua adozione dellโ€™AI dovrebbe fornire un significativo vento in poppa alla produttivitร  nel tempo. In questo contesto, la partecipazione al mercato azionario potrebbe continuare ad ampliarsi, con un ulteriore miglioramento dei mercati emergenti (EM) e delle small- e mid-cap.

Scenario Bull (20%). rischi di upside rispetto al caso base si sono materializzati e lo scenario bull sembra guadagnando slancio. Le stime sia per il 2026 sia per il 2027 sono salite in modo significativo nelle ultime settimane, con revisioni superiori alla media storica. Anche lโ€™allentamento delle tensioni geopolitiche ha migliorato notevolmente le prospettive. Profitti piรน robusti, produttivitร  in miglioramento e una partecipazione piรน ampia sotto il livello dellโ€™indice potrebbero contribuire a prolungare il ciclo anche nel caso bull, nonostante le valutazioni elevate. In questo scenario positivo, lโ€™inflazione continuerebbe a raffreddarsi con il calo dei prezzi di petrolio e gas, consentendo alla Fed di mantenere una pausa prolungata o, al massimo, un solo potenziale rialzo dei tassi. Potrebbe emergere una curva dei rendimenti piรน ripida, accompagnata da aspettative di crescita piรน forti e da un quadro macroeconomico resiliente. Il ciclo di capex legato allโ€™AI potrebbe inoltre accelerare ulteriormente, sostenendo il settore Technology e favorendo gli investimenti in data center, generazione di energia, ammodernamento delle reti elettriche, automazione industriale, aerospazio e difesa.

Scenario Bear (15%). Lo scenario bear merita di essere sempre monitorato con attenzione, anche se appare meno preoccupante rispetto allโ€™inizio dellโ€™anno. Se infatti diversi rischi si sono attenuati, almeno per il momento, rimangono latenti e pronti a materializzarsi. I progressi diplomatici verso la conclusione della guerra tra USA e Iran hanno ridotto la probabilitร  di unโ€™escalation in un conflitto piรน ampio. Il conseguente calo dei prezzi di petrolio e gas ha contribuito ad alleviare uno dei punti di pressione piรน immediati per inflazione e fiducia dei consumatori. Anche altri potenziali shock non si sono di fatto materializzati: la piรน grande offerta pubblica iniziale della storia รจ stata assorbita senza difficoltร  e il passaggio di consegne alla guida della Fed รจ stato relativamente fluido, nonostante il tono hawkish del nuovo presidente abbia suscitato qualche perplessitร . Perchรฉ il caso bear torni a imporsi, servirebbe probabilmente un nuovo riaccendersi delle tensioni geopolitiche, una inversione al rialzo dei prezzi del petrolio e unโ€™inflazione che si sposti ben al di sopra dellโ€™obiettivo. Un rischio chiave sarebbe un forte aumento dei tassi determinato da una risposta politica piรน aggressiva, che potrebbe mettere sotto pressione le azioni, mettendo a rischio sia gli utili sia le valutazioni. Le prospettive di crescita verrebbero probabilmente messe in discussione in questo scenario, rischiando di far riemergere le preoccupazioni di stagflazione. Questa convergenza di fattori potrebbe riportare sotto i riflettori i timori di una bolla tecnologica e spostare la leadership di mercato verso i titoli difensivi.

Scenario molto avverso (5%). Improbabile, ma esiste. Questo scenario rimane il rischio di coda piรน estremo e richiederebbe la convergenza di risultati negativi su utili, geopolitica e macroeconomia tali da spingere lโ€™S&P 500 in territorio di bear market. A nostro avviso, resta il percorso meno probabile.

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