A breve un maxi-premio del 10,2% con il certificate sui bancari europei

Comunicazione Pubblicitaria Certificati
30/07/2026 11:30
A breve un maxi-premio del 10,2% con il certificate sui bancari europei

Il certificate di Barclays con Isin XS3395460705 su Banca MPS, Société Générale, Commerzbank e BBVA staccherà un maxi-premio del 10,2% euro (al prezzo di oggi di 98 euro) il prossimo 11 agosto se nessuno dei sottostanti avrà perso oltre il 50% dal livello iniziale. Una condizione fattibile visto che mancano pochi giorni alla data di valutazione di giovedì 6 agosto. Basterà comprare il prodotto entro il 10 agosto per avere diritto al "cedolone" e mantenerlo il giorno successivo.

I maxi-premi non sono finiti perché il certificate, il 10 settembre, staccherà un'altra cedola molto corposa del 10,2% condizionata sempre da una barriera posta al 50% del valore iniziale dei sottostanti. In pratica, parliamo del 20,4% di rendimento entro la fine dell’anno e quindi particolarmente adatto anche per compensare eventuali minusvalenze vicine alla scadenza.

Si passa poi a premi trimestrali con memoria di 1 euro (4 euro in un annuo), se nessuno dei sottostanti sarà crollato alle date di valutazione del 40% dal livello iniziale.

Dopo nove mesi di vita è prevista la possibilità di rimborso anticipato a 100 euro con tutti i sottostanti almeno pari allivello iniziale. In caso di rimborso già il 6 aprile 2027, l’investitore riceverà i due maxi-premio di 10 euro (20 euro in totale), una cedola trimestrale di 1 euro e 2 euro di capital gain (100-98 euro di acquisto). Comprando il prodotto oggi a 98 euro, il rendimento al momento dell’autocall tra poco più di otto mesi (8,08 mesi) può raggiungere il 23,47%, pari a un ritorno annualizzato del 34,86%.

Scadenza naturale tra poco meno di cinque anni (7 luglio 2031) con protezione del capitale fino a cali del 40% dei sottostanti dal valore iniziale.

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Possibile maxicedola per chi compra entro il 10 agosto

La forza del certificate di Barclays con Isin XS3395460705 è legata all’elevato rendimento, a una barriera molto bassa e all’efficienza fiscale, ovvero la possibilità di utilizzare i due maxi-premi di 20,4% (al prezzo di oggi di 98 euro) per compensare eventuali minusvalenze in portafoglio (recupero fiscale del 5,304%).

I 10 euro di maxicedola sui 98 euro di acquisto oggi sono pari a un ritorno del 10,2%, i due maxi-premi rendono complessivamente il 20,4%. La condizione per lo stacco del primo “cedolone” dovrebbe essere soddisfatta senza grossi problemi, ovvero nessuno dei sottostanti (Banca MPS, Société Générale, Commerzbank e BBVA) dovrà crollare, nei prossimi tre giorni di Borsa aperta, del 50% dal livello iniziale (il 6 agosto è la data di valutazione). Per incassare il maxi-premio l’investitore dovrà avere inserito il certificate nel proprio portafoglio entro il 10 agosto e mantenerlo il giorno successivo (l’11 agosto è la data di stacco).

Stessa condizione per la seconda maxicedola del 10,2%, ovvero nessuno dei quattro sottostanti non dovrà crollare di oltre il 50% rispetto al rispettivo livello iniziale alla data di valutazione del 7 settembre. Anche questa condizione facile da realizzare sulla carta perché un titolo dovrebbe in pratica più che dimezzare il proprio valore dal livello iniziale in poco più di un mese.

Al momento, tre sottostanti su quattro si trovano oltre il livello iniziale: Banca MPS +2,5%, BBVA +2,9%, Société Générale +1,1% e Commerzbank (worst-of) -3,7%. Di seguito la tabella che mostra i principali livelli di riferimento del certificate:

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Due maxi-premi, tre idee di investimento

Sono tre le soluzioni di investimento offerte dal certificate di Barclays con Isin XS3395460705 e che ogni investitore dovrà valutare da solo o con il proprio consulente.

  1. COMPENSAZIONE. La prima è quella di compensare eventuali minusvalenze in portafoglio quindi vendere il certificate non appena ha staccato la maxicedola. Essendo le cedole dei certificate considerate “redditi diversi”, si prestano a compensare eventuali perdite fiscali entro un periodo massimo di quattro anni dalla loro realizzazione. Acquistando il certificate oggi a 98 euro, il 26% di compensazione su un premio del 20,4% (la somma dei due maxi di 10,2% ciascuno), è pari a un recupero “fiscale” del 5,304%, ovviamente si tratta di tasse già pagate per cui si chiede il rimborso a fronte delle minusvalenze registrate ma che, senza una compensazione con plusvalenze da redditi diversi vanno spesso perse.
  2. CESSIONE PRIMA DELLA SCADENZA. La secondo strategia, più di lungo termine, è quella classica che ci si gioca con i certificate dotati di maxicedola: incassare il maxi-premio e se il prezzo del prodotto (sceso dopo lo stacco del cedolone) dovesse riportarsi sopra al prezzo di carico più il valore della maxicedola incassata e l’eventuale beneficio fiscale, l’investitore si troverà in una posizione di guadagno. Ad aiutare il certificate a portarsi vicino al valore nominale di 100, prima della scadenza, è il meccanismo di autocall dopo nove mesi di vita, per cui il prodotto verrà rimborsato in anticipo a 100 euro alle date di valutazione a partire da quella del 6 aprile 2027, se quel giorno tutti e quattro i sottostanti chiuderanno con quotazioni superiori ai valori iniziali. La possibilità del rimborso anticipato si ripresenterà ogni trimestre successivo. Tanto prima dovesse scattare l’autocall o la cessione sopra il valore di carico, tanto più alto sarebbe il rendimento medio annuo del prodotto. Ad esempio, in caso di rimborso già il 6 aprile 2027, chi compra oggi il certificate a 98 euro chiuderebbe l’investimento fra poco più di 8 mesi (8,08 mesi) con 20 euro di maxicedole, 1 euro di premio trimestrale e 2 euro di capital gain (100-98 euro di acquisto), in totale 21 euro. Il rendimento in 8,08 mesi sarebbe del 23,47%, pari a unritorno annualizzato del 34,86% (23,47%/8,08mesi*12mesi). Ovviamente la probabilità di far scattare l'autocall dipenderà dal movimento dei sottostanti se saranno in grado di portarsi sopra ai livelli iniziali.
  3. SCADENZA. L'ultima strategia, la più paziente è quella di aspettare la scadenza tra poco meno di cinque anni (7 luglio 2031). In quel caso non si punta a un rialzo dei sottostanti ma si aspetta che passi il tempo e che nessuno sfondi la barriera. A scadenza, se nessuno dei sottostanti avrà perso il 40% dal livello iniziale, il certificate verrà rimborsato a 100 euro e avrà staccato tutti i premi, grazie all'effetto memoria. Il guadagno per l'investitore che compra oggi a 98 euro sarebbe pari a 20 euro di due maxicedole più 18 cedole da 1 euro e 2 euro di capital gain, in tutto 38 euro, che su 98 di acquisto sono pari a un rendimento del 40,82%, che spalmato sui 4,93 anni di vita rimanenti del prodotto arriviamo all’8,28% annualizzato.

Premi trimestrali con memoria di 1 euro

Una volta staccati i due maxi-premi, l’Isin XS3395460705 pagherà premi trimestrali con memoria dell’1% del nominale (100 euro), condizionati al rispetto di una barriera al 60%, il che vuole dire che sono ammessi ribassi del peggiore dei sottostanti fino a un massimo del 40% del livello iniziale.

Nel caso in cui, a una data di osservazione, anche solo uno dei sottostanti quotasse al di sotto della barriera, il premio non verrà pagato, ma resterà in pancia al prodotto e, grazie all’effetto memoria, verrà corrisposto (insieme alle altre cedole trattenute in memoria) alla prima data di valutazione successiva, in cui il peggiore dei sottostanti sarà tornato sopra la barriera.

Quindi, basterà che nessun sottostante si trovi sotto la barriera all’ultima data di osservazione (7 luglio 2031) per avere la certezza di incassare tutte le 18 cedole trimestrali previste e chiudere l’investimento con 38 euro di premi (contando anche i due maxi-premio di 10 euro ciascuno). Acquistando il certificato oggi a 98 euro, il rendimento totale è del 40,82% in poco meno di cinque anni (4,93 anni), pari a un ritorno annualizzato dell’8,28%.

Ecco il conto: 38 euro di premi (18 euro di cedole trimestrali più 20 euro di maxi-premi) più 2 euro di capital gain (differenza tra 100 euro di rimborso e il prezzo attuale di 98 euro), il risultato è 40 euro. Poi dividiamo questo numero per il prezzo di acquisto (usiamo quello attuale) di 98 euro e arriviamo a un rendimento da qui alla scadenza (7 luglio 2031) del 40,82%. Ora annualizziamo il rendimento per capire, all'anno, quanto rende il certificate e confrontarlo con gli altri prodotti sul mercato della stessa tipologia: dividiamo 40,82% per 4,93 (anni di vita residui del prodotto) e arriviamo a un ritorno dell’8,28% lordo annualizzato.

La forza di questo prodotto rimane la probabilità del rimborso anticipato che fa lievitare il rendimento o l’uso efficiente delle maxicedole per compensare le minusvalenze.

Due scenari possibili alla scadenza finale

Qualora durante la vita del certificate con Isin XS3395460705 non si verificasse il rimborso anticipato, alla scadenza naturale del 7 luglio 2031 gli investitori si troveranno di fronte a due scenari distinti, direttamente legati all’andamento dei sottostanti. La barriera di protezione del capitale è fissata al 60% del valore iniziale e viene osservata unicamente alla scadenza, offrendo protezione contro ribassi fino al 40% dei sottostanti dal livello iniziale.

Nel primo scenario, se alla data di valutazione finale (7 luglio 2031), il peggiore tra i sottostanti si manterrà al di sopra o uguale alla barriera (60%), il certificate verrà rimborsato al valore nominale di 100 euro. A questo importo si sommeranno l’ultima cedola di 1 euro e gli eventuali premi non pagati e trattenuti nella memoria, per un totale di 38 euro. Considerato il prezzo di acquisto di 98 euro, il rendimento complessivo raggiungerebbe il 40,82% in un orizzonte temporale di 4,93 anni (8,28% annualizzato).

Nel secondo scenario, se anche solo uno dei sottostanti a scadenza sarà sceso sotto la barriera (60%), il rimborso del capitale sarebbe commisurato alla performance del titolo peggiore. A questo valore dobbiamo però aggiungere eventuali cedole staccate durante la vita del certificate, che andrebbero così a compensare la perdita sul capitale. Per fare il calcolo esatto, ad oggi impossibile, dovremmo sapere l'ammontare dei premi distribuito.

Attualmente, i sottostanti mostrano un margine di sicurezza rispetto alla barriera: Banca MPS è distante il 41,5%, BBVA il 41,7%, Société Générale il 40,7% e Commerzbank il 37,7%, rafforzando le probabilità di uno scenario favorevole a scadenza.

I quattro protagonisti del paniere

Banca Monte dei Paschi di Siena

Banca MPS è oggi uno dei principali gruppi bancari italiani, con un perimetro ampliato dall’acquisizione di Mediobanca e una presenza più rilevante nel corporate e investment banking, nel private banking e nel wealth management. Nel primo trimestre 2026 il gruppo ha registrato ricavi per 1,96 miliardi di euro, di cui 925 milioni riconducibili al perimetro Mediobanca, e un risultato operativo netto di 947 milioni, in crescita del 9,5% rispetto al trimestre precedente. Il titolo resta al centro del consolidamento bancario italiano: oltre al processo di integrazione e alla prevista fusione per incorporazione di Mediobanca, MPS sta valutando l’offerta pubblica di acquisto e scambio promossa da Intesa Sanpaolo e la proposta alternativa di aggregazione presentata da Banco BPM. I principali driver sono quindi l’esito delle operazioni straordinarie, la governance del gruppo, le sinergie con Mediobanca e la capacità di preservare redditività e capitale nel nuovo perimetro.

Société Générale

Société Générale è uno dei maggiori gruppi bancari francesi, attivo nel retail banking, nel private banking, nei servizi finanziari internazionali e nel corporate e investment banking. Nel primo semestre 2026 ha riportato ricavi per 14,2 miliardi di euro, in aumento del 2,4%, e un utile netto di gruppo record pari a 3,49 miliardi, cresciuto del 13,9%, con un ROTE del 12%. Il miglioramento dell’efficienza, con costi in calo del 5% e un cost/income ratio sceso al 59,7%, ha consentito alla banca di alzare all’11% circa l’obiettivo di redditività per l’intero esercizio. Il gruppo ha inoltre annunciato un buyback straordinario da 1,5 miliardi di euro e un acconto sul dividendo, mentre il Capital Markets Day di settembre sarà centrale per la presentazione della nuova strategia. I driver del titolo restano la ripresa della rete francese, la disciplina sui costi, la crescita di BoursoBank e la capacità di migliorare la redditività senza aumentare eccessivamente il rischio di credito.

Commerzbank

Commerzbank è uno dei principali istituti tedeschi, con una posizione di rilievo nel finanziamento delle piccole e medie imprese, nel corporate banking e nei servizi a privati e piccole aziende, oltre alla controllata polacca mBank. Nel primo trimestre 2026 la banca ha registrato risultati superiori alle attese, con un ROTE netto del 12,7% e un CET1 ratio del 14,5%, rivedendo al rialzo gli obiettivi di redditività e indicando un traguardo di ROTE del 21% entro il 2030. Il principale dossier resta tuttavia l’offerta pubblica volontaria promossa da UniCredit, il cui periodo di adesione si è concluso l’8 luglio dopo che il management di Commerzbank aveva giudicato non adeguate le condizioni proposte. In attesa dei risultati del secondo trimestre, previsti il 6 agosto, il titolo continua a essere influenzato dall’esito dell’operazione, dalla posizione del governo tedesco, dall’esecuzione del piano autonomo e dalla capacità della banca di sostenere crescita dei ricavi, controllo dei costi e remunerazione degli azionisti.

Banco Bilbao Vizcaya Argentaria

BBVA è uno dei maggiori gruppi bancari spagnoli, con una posizione dominante in Messico e presenze rilevanti in Spagna, Turchia e America Latina. Nel primo semestre 2026 il gruppo ha registrato un utile netto record di 6,05 miliardi di euro, in aumento dell’11,1%, ricavi complessivi per 21,16 miliardi e un margine di interesse di 15,16 miliardi, sostenuto dalla crescita degli impieghi e dal contributo delle principali aree geografiche. Il ROTE ha raggiunto il 22,2%, mentre il CET1 ratio si è attestato al 12,90%. La banca ha inoltre annunciato un nuovo buyback straordinario da 2 miliardi di euro, che si aggiunge al programma già in corso. Dopo il complesso dossier Banco Sabadell, l’attenzione si concentra ora sull’esecuzione del piano strategico 2025-2029, sulla crescita in Messico e Spagna, sull’impiego dell’eccesso di capitale e sull’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi commerciali e operativi. I principali fattori di rischio restano l’esposizione ai mercati emergenti, la volatilità valutaria e l’andamento del costo del credito.

Il parere degli analisti sui titoli sottostanti

Il sentiment degli analisti sulle quattro azioni che compongono il paniere del certificate si conferma complessivamente positivo, rafforzando ulteriormente le prospettive favorevoli per il prodotto.

Banca MPS è seguita da 9 analisti: di questi, 5 raccomandano l’acquisto (buy), 3 suggeriscono di mantenere la posizione (hold) e 1 ha un giudizio di vendita (sell). Il target price medio si attesta a 11,18 euro.

Anche su Société Générale il sentiment si presenta positivo: su 24 analisti che monitorano il titolo, 15 consigliano buy, 7 suggeriscono hold e 2 dicono sell. Il prezzo obiettivo medio è di 83,02 euro, che implica un potenziale di crescita del 6% rispetto ai valori correnti a Parigi.

Quadro favorevole per Commerzbank, coperta da 19 analisti: 11 raccomandano buy, 6 indicano hold e 2 consigliano sell. Il target price medio è pari a 41,13 euro, che implica un potenziale upside del 12% rispetto alla quotazione attuale a Francoforte.

Infine, su BBVA, tra i 28 analisti che monitorano il titolo, 11 consigliano buy, 15 suggeriscono hold e 2 sell. Il prezzo obiettivo medio è di 22,83 euro.

La combinazione tra distanza dalle barriere e prospettive positive degli analisti dovrebbe offrire una cornice di relativa tranquillità per gli investitori che valutano l'acquisto del certificate con Isin XS3395460705.

Attenzione: Il Certificate XS3395460705 è soggetto ad un livello di rischio pari a 5 su una scala da 1 a 7.

Ricordiamo che investire in certificati espone l’investitore al rischio fallimento dell’emittente e a quello di azzeramento di un sottostante, casi che possono comportare la perdita dell’intero investimento.
Barclays gode di un buon rating: I potenziali rendimenti indicati sono sempre al lordo della tassazione.
Prima di ogni investimento leggere sempre tutti i documenti scaricabili dalla pagina del prodotto dell’emittente.

Questo articolo è stato scritto grazie alla sponsorizzazione di un emittente o di un intermediario. Le informazioni in esso contenute non devono essere considerate né interpretate come consulenza in materia di investimenti. Eventuali punti di vista e/o opinioni espressi non sono intesi e non devono essere interpretate come raccomandazioni o consigli di investimento, fiscali e/o legali. Orafinanza.it non si assume alcuna responsabilità per azioni, costi, spese, danni e perdite subiti a seguito di informazioni, punti di vista o opinioni presenti su questo sito. Prima di intraprendere decisioni di investimento, invitiamo gli utenti a leggere la documentazione regolamentare sempre disponibile per legge sul sito dell'emittente ed ottenere una consulenza professionale.

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