Alibaba: perché la caduta di venerdì è una reazione impulsiva


Il 29 luglio il titolo è sceso dell’11% dopo che la Sec ha annunciato che il colosso cinese dell’e-commerce rientra fra le società straniere a rischio di delisting forzoso. Da mesi sono in corso trattative fra Washington e Pechino, l’uscita dell’autorità americana sembra una mossa negoziale


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In arrivo giovedì 4 agosto i dati del trimestre.

Quella che si è chiusa venerdì è stata per Alibaba una settimana difficile, con la quotazione a New York del gigante cinese dell’e-commerce caduta venerdì dell’11% a 89 dollari, dopo la notizia che le autorità americane potrebbero forzosamente delistare la società. La settimana che si apre non sarà meno impegnativa, ma lascia spazio a possibili riprese del titolo: giovedì 4 agosto Alibaba diffonderà i risultati del primo trimestre dell’esercizio 2022-’23 e il consensus degli analisti da mesi prevede dati in calo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. C’è quindi spazio per eventuali sorprese positive.

I diffusi e ripetuti lockdown in Cina e il rallentamento dell’economia del Dragone si fanno sentire sull’attività di Alibaba. Il consensus degli analisti censiti da FactSet si aspetta che il trimestre che si è chiuso a giugno evidenzi ricavi pari a 203,8 miliardi di yuan (30,2 miliardi di dollari), lo 0,9% in meno rispetto ai 205,7 miliardi di yuan di un anno fa. Se confermato, sarà il primo calo di fatturato nella storia del gruppo cinese.

Dagli analisti un unanime coro di Buy.

Gli analisti danno anche per scontato un calo della redditività con il margine operativo atteso al 9,2% dal 15% dello stesso periodo dell’anno scorso. L’utile del trimestre è previsto a 18,5 miliardi di yuan (2,74 miliardi di dollari), l’anno scorso era stato di 45,1 miliardi di yuan (6,7 miliardi di dollari).

Eppure, nonostante le stime siano così in ripiegamento, gli analisti non perdono fiducia nelle capacità di recupero del titolo. Su 44 analisti censiti da Market Screener, sono ben 41 quelli che consigliano di comprare le azioni Alibaba e la media dei target price è 155 dollari, il 74% in più della chiusura di venerdì 29 luglio.

La caduta di venerdì scorso ha portato la performance di Alibaba dall’inizio dell’anno a -25% e negli ultimi 12 mesi a -55%. E’ probabilmente il titolo che più ha sofferto per la stretta regolatoria decisa dal governo cinese sul settore tech, e ancora adesso le oscillazioni più forti dipendono non da notizie di business, ma di politica.

Il rischio di delisting forzoso.

Venerdì scorso le vendite sono piovute su Alibaba dopo che l’americana Sec ha annunciato che il gruppo è stato inserito nella lista delle oltre 250 società cinesi quotate a Wall Street che potrebbero essere cacciate dal listino americano perché non si sottopongono ai controlli di audit previsti dalla legge Usa. Il tema è noto e delicato. Alibaba e le altre società cinesi della lista non aprono la loro contabilità agli ispettori Usa perché glielo vieta la legge cinese. Per risolvere la questione è in corso da tempo un negoziato fra Washington e Pechino e un paio di mesi fa sembrava che le trattative avessero imboccato una strada in discesa, tanto è vero che si ipotizzava l’annuncio di un accordo entro la fine del 2022. Evidentemente c’è stato un intoppo e probabilmente per dare manforte alla posizione Usa la Sec ha deciso di annunciare che anche Alibaba, la principale società cinese quotata a New York, rischia il delisting forzoso.

Jefferies: la Cina vuole risolvere i problemi di revisione contabile.

L’annuncio ha un forte impatto emotivo, ma guardando i dettagli è molto meno drammatico di quello che sembra. Il delisting può essere deciso dopo che una società quotata straniera ha rifiutato per tre anni consecutivi l’audit delle autorità americane. I contabili dell’organismo di controllo americano (PCAOB) sono stati respinti a Alibaba per la prima volta poche settimane fa, quando hanno chiesto di verificare il bilancio 2021-2022 chiuso al 31 marzo scorso.

Come scrivono gli analisti di Jefferies, se le cose si mettessero male la scadenza per il delisting di Alibaba non sarebbe prima del 2024. Jefferies ha definito il calo del prezzo delle azioni di Alibaba “una reazione impulsiva” e ha aggiunto che la scadenza del 2024 per il delisting dà alla Cina il tempo necessario per risolvere i problemi di revisione contabile. “La Cina è seriamente intenzionata a risolvere i problemi di revisione contabile con gli Stati Uniti e i colloqui continueranno”, si legge nel commento diffuso dal broker di New York.


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