Alla BCE non hanno discusso di taglio dei tassi. Ma lo faranno prima della FED

15/12/2023 08:30
Alla BCE non hanno discusso di taglio dei tassi. Ma lo faranno prima della FED

La BCE lascia i tre tassi invariati, ma sottolinea che lโ€™inflazione potrebbe tornare a crescere temporaneamente.

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM

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Inflazione della Francia YoY di novembre attesa oggi alle 8:45 (stima 3,4% contro 4% di ottobre) e inflazione dellโ€™Italia YoY sempre di novembre alle 10:00 (stima 0,8% contro 1,7% di ottobre). Produzione industriale USA MoM di novembre attesa alle 15:15 (stima +0,2% contro -0,6% di ottobre) e PMI composito di dicembre alle 15:45 (stima 49,1 punti contro 49,4 di novembre).

Ieri le vendite al dettaglio USA MoM di novembre sono cresciute dello 0,3% (-0,1% atteso e -0,2% in ottobre). Richieste di sussidi settimanali alla disoccupazione inferiori alle attese (202k contro 220k attese e 221k della scorsa settimana).

Tassi invariati anche per la BCE dopo la FED. Diversamente dalla FED, la BCE ha sottolineato che lโ€™inflazione probabilmente tornerร  a registrare un temporaneo incremento nel breve periodo. Secondo le ultime proiezioni per lโ€™area dellโ€™euro formulate dagli esperti dellโ€™Eurosistema, dovrebbe ridursi gradualmente nel corso del prossimo anno, per poi avvicinarsi allโ€™obiettivo del Consiglio direttivo del 2% nel 2025. Nellโ€™insieme la BCE si aspetta che lโ€™inflazione complessiva si collochi in media al 5,4% nel 2023, al 2,7% nel 2024, al 2,1% nel 2025 e allโ€™1,9% nel 2026. Rispetto alle ultime previsioni di settembre, sono state riviste al ribasso le proiezioni per il 2023 e soprattutto per il 2024.

Lโ€™inflazione di fondo ha registrato unโ€™ulteriore flessione. Tuttavia le pressioni interne sui prezzi rimangono piuttosto elevate, principalmente per effetto della forte crescita del costo del lavoro per unitร  di prodotto (CLUP). Al netto della componente energetica e alimentare lโ€™inflazione dovrebbe portarsi in media al 5,0% nel 2023, al 2,7% nel 2024, al 2,3% nel 2025 e al 2,1% nel 2026.

Il forte incremento dei tassi continua a trasmettersi con vigore allโ€™economia reale che, per effetto delle condizioni di finanziamento piรน restrittive, vede la frenata della domanda aggregata, contribuendo per questa via al calo dellโ€™inflazione. Questo significa che la crescita economica resterร  contenuta nel breve periodo.

Allungando lโ€™orizzonte temporale รจ lecito attendersi una ripresa della domanda per effetto dellโ€™incremento dei redditi reali (le famiglie beneficiano del calo dellโ€™inflazione e dellโ€™aumento delle retribuzioni) e del miglioramento della domanda esterna. Le proiezioni della BCE indicano un aumento della crescita da una media dello 0,6% nel 2023 allo 0,8% nel 2024 e allโ€™1,5% sia nel 2025 sia nel 2026.

La BCE continuerร  comunque a seguire un approccio guidato dai dati nel determinare livello e durata adeguati dei tassi. In particolare, lโ€™azione sarร  guidata dalla valutazione delle prospettive di inflazione, considerati i dati economici e finanziari piรน recenti, della dinamica dellโ€™inflazione di fondo e dellโ€™intensitร  della trasmissione della politica monetaria.

Per quanto riguarda il portafoglio del PAA, questo si sta riducendo a un ritmo misurato e prevedibile, dato che lโ€™Eurosistema non reinveste piรน il capitale rimborsato sui titoli in scadenza. Il Consiglio direttivo intende continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del PEPP nella prima parte del 2024. Nella seconda parte dellโ€™anno invece i Consiglio ridurrร  il portafoglio del PEPP di 7,5 miliardi di euro al mese in media, e terminerร  i reinvestimenti nellโ€™ambito di tale programma alla fine del 2024.

A livello di investimenti, crediamo che la strada da seguire sia sempre quella che vede in primo piano le societร  che saranno beneficiate dal NGEU e in Italia dal PNRR. I settori in cui saranno investiti gli oltre 800 mln di euro del NGEU sono: trasformazione digitale, transizione verde, crescita economia sostenibile e inclusiva, coesione sociale e territoriale, resilienza sanitaria, economica, sociale e istituzionale. Politiche per le future generazioni.

NGEU รจ stato concepito quando il mondo era nel mezzo della prima pandemia. Ma il mondo uscito dalla pandemia si รจ rivelato ancora piรน complesso. Lโ€™invasione dellโ€™Ucraina da parte della Russia nel febbraio 2022 ha inferto un ulteriore colpo allโ€™economia mondiale mentre faticava a scrollarsi di dosso le conseguenze del lockdown dovuto al COVID-19.

Poi cโ€™รจ la crisi climatica. Nel marzo 2023, gli scienziati hanno lanciato un โ€œavvertimento finaleโ€ poichรฉ lโ€™aumento delle emissioni di gas serra ha spinto il mondo sullโ€™orlo di un danno ambientale irrevocabile. Lโ€™UE ha considerato prioritario il contrasto al cambiamento climatico e la riduzione al minimo dei suoi effetti. I paesi membri devono ridurre le emissioni di gas serra almeno del 55% entro il 2030, mentre lโ€™UE mira a raggiungere la neutralitร  climatica entro il 2050. Il cambiamento climatico e le politiche perseguite dallโ€™UE hanno implicazioni significative per le aziende e per i mercati in termini di rischi di transizione e pressioni sui costi.

Di conseguenza, le aziende europee si ritrovano un ambiente sempre piรน complesso, caratterizzato da elevata incertezza. Ma non mancano anche alcuni segnali incoraggianti. Sebbene nellโ€™UE lโ€™inflazione rimanga elevata rispetto agli obiettivi fissata dalla BCE, sembra probabile che se ci sarร  una recessione, questa possa essere contenuta.

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