Alphabet è un osso duro: Google e YouTube meglio delle attese


Messo sotto attacco da Microsoft, il gigante del search online ha annunciati risultati superiori alle stime degli analisti. Positiva la reazione a Wall Street, grazie anche al mega-buyback da 70 miliardi di dollari. Per la prima volta in utile l’attività nel cloud.


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Ricavi in crescita del 3% e profitti più alti del previsto

Sarà una battaglia molto dura per Microsoft cercare di scalfire il dominio di Alphabet nei servizi di ricerca online. La società che controlla Google ha annunciato martedì 25 aprile risultati del primo trimestre 2023 che mostrano una buona tenuta dei conti nonostante la situazione economica generale difficile per la raccolta della pubblicità digitale. Fra l’altro per la prima volta Alphabet ha annunciato un risultato economico positivo per la sua divisione che opera nel cloud.

I ricavi di Alphabet nel primo trimestre 2023 sono stati pari a 69,79 miliardi di dollari, in crescita del 3% sullo stesso periodo del 2022 e superiori alla media delle stime degli  analisti (68,9 miliardi).

La pubblicità legata al search ha dimostrato di essere più resiliente rispetto a quella indirizzata sulle piattaforme social, dove Meta Platforms (che possiede Facebook e Instagram) e Snap hanno accusato forti cali della raccolta.

L’utile netto del gruppo è sceso nei primi tre mesi dell’anno a 15,05 miliardi (1,17 dollari per azione), rispetto ai 16,44 miliardi (1,23 dollari per azione) dello stesso trimestre dell’anno precedente. Il risultato, tuttavia, ha superato le attese degli analisti che in media si aspettavano un utile per azione di 1,07 dollari.

Alphabet ha registrato anche un miglioramento dei conti di YouTube, la piattaforma dei video che negli ultimi trimestri aveva pesato sui risultati del gruppo. Nello specifico, la raccolta pubblicitaria di Google è stata di 54,55 miliardi di dollari, cifra  che comprende i ricavi di YouTube pari a 6,69 miliardi.

Lanciato un buyback pari al 5% della capitalizzazione

Diffusi dopo la chiusura ufficiale delle contrattazioni, i risultati di Alphabet hanno innescato una reazione positiva del titolo che nell’Afterhours è inizialmente salito del 4%, per poi limitare il guadagno a +1,7% a quota 105,6 dollari. Gli investitori hanno particolarmente apprezzato l’annuncio di un nuovo piano di buyback da 70 miliardi di dollari, pari a circa il 5% della capitalizzazione di Borsa (1.330 miliardi di dollari). Anche nell’aprile del 2022 l’azienda aveva lanciato un programma di riacquisto di azioni proprie da 70 miliardi. Il buyback riguarda tutte e due le tipologie di azioni Alphabet, la classe A e la classe C.

In questi 12 mesi il titolo Alphabet è sceso del 12% contro il +2% di Microsoft, il +4% di Apple e il +14% di Meta Platforms. Fra i colossi della BigTech Usa soltanto Amazon ha fatto peggio con un calo negli ultimi 12 mesi del 26%.

Oggi Alphabet capitalizza 23 volte gli utili attesi per il 2023, un multiplo che la rende meno cara rispetto a Microsoft che vale 30 volte gli utili 2023 e ad Apple (28 volte). Meta viaggia più o meno allineata con Alphabet con un P/E di 24 volte.

I ricavi da cloud crescono del 28%

E’ noto che il bilancio di Amazon si regge sugli utili generati dalla controllata AWS (Amazon Web Service), leader mondiale nell’offerta di servizi cloud, mentre l’e-commerce non produce profitti. Finora per Alphabet è stato il contrario, ma il primo trimestre 2023 ha segnato la svolta: Alphabet ha dichiarato martedì che l'attività cloud di Google è redditizia per la prima volta. Nel primo trimestre la divisione ha generato un utile operativo di 191 milioni di dollari su un fatturato di 7,45 miliardi di dollari, in crescita del 28% sullo stesso periodo del 2022.

Nel trimestre precedente, l'unità aveva registrato una perdita di 706 milioni di dollari su un fatturato di 5,82 miliardi di dollari.

L'attività cloud comprende la Google Cloud Platform, che affitta infrastrutture e servizi cloud che le aziende possono utilizzare per costruire ed eseguire le proprie applicazioni, e gli abbonamenti al software Google Workspace. Insieme, queste attività rappresentano il 10% del fatturato totale di Alphabet. Tra i clienti del cloud figurano Deutsche Bank, Major League Baseball, PayPal e UPS.


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