Apple, comincia l’era Ternus: la sfida è portare l’intelligenza artificiale oltre l’iPhone

Il nuovo Ceo entra in carica il primo settembre, mentre Tim Cook resta presidente esecutivo. Al manager che finora ha guidato l’hardware della Mela spetta il compito di recuperare il ritardo nell’AI e trovare i prodotti su cui costruire il futuro del gruppo
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Il ritardo della Mela nell’intelligenza artificiale
Da domani, 1° settembre, John Ternus sarà ufficialmente il nuovo amministratore delegato di Apple. A 51 anni, dopo un quarto di secolo trascorso a Cupertino, il responsabile dell’hardware prende il posto di Tim Cook e diventa il terzo Ceo dell’era moderna della società, dopo Steve Jobs e lo stesso Cook.
Il passaggio di consegne avviene con Apple vicina ai massimi storici e con una capitalizzazione nell’ordine dei 4.670 miliardi di dollari, seconda soltanto a quella di Nvidia. Ma Ternus eredita anche una domanda che il gruppo non può più rimandare: quale sarà il ruolo di Apple nell’era dell’intelligenza artificiale?
È probabilmente questa la sfida più urgente. Apple ha reagito con difficoltà all’esplosione dell’AI generativa iniziata con ChatGPT alla fine del 2022. Ha sviluppato propri modelli linguistici, assunto specialisti e valutato acquisizioni, ma la prima versione di Apple Intelligence non ha mantenuto le promesse e il gruppo non è riuscito a mettere a segno una grande acquisizione nel settore.
Alla fine Cupertino ha dovuto cambiare strada: la nuova Siri è stata ricostruita utilizzando la tecnologia Gemini di Google come base, una decisione che ha provocato malumori e alcune partenze nel team interno dedicato all’AI.
Il primo grande esame per Ternus arriverà già a settembre con il lancio su larga scala della nuova Siri AI, pensata per competere con ChatGPT. Le prime recensioni, secondo Bloomberg, sono positive, ma Apple dovrà dimostrare non soltanto che Siri è diventata più intelligente, ma anche che può trasformarsi in una piattaforma capace, prima o poi, di generare ricavi.
Dopo l’iPhone, ancora l’iPhone?
La seconda questione è più antica: che cosa verrà dopo l’iPhone? Tim Cook non è mai riuscito a creare un prodotto rivoluzionario paragonabile allo smartphone lanciato sotto Jobs. Apple Watch e AirPods sono stati grandi successi, ma sono rimasti soprattutto satelliti dell’iPhone; il progetto dell’auto elettrica è stato abbandonato e il Vision Pro non ha conquistato il grande pubblico.
Ternus, che prima di entrare in Apple aveva lavorato in una startup di realtà virtuale, non è mai stato un grande sostenitore del Vision Pro: lo considera troppo pesante e costoso per diventare un prodotto di massa. Guarda invece con maggiore interesse agli occhiali smart, previsti per il prossimo anno.
Ma non sembra affatto convinto che l’iPhone sia destinato al tramonto. Al contrario, ha guidato un programma triennale di rinnovamento dello smartphone che comprende il modello pieghevole atteso quest’anno e culminerà nel 2027, ventesimo anniversario dell’iPhone, con un nuovo modello dal design in vetro.
Nel frattempo Apple sta lavorando a una serie di dispositivi in cui hardware e AI dovrebbero fondersi: AirPods dotati di telecamere capaci di interpretare l’ambiente circostante, display intelligenti per la casa, sistemi di sicurezza e dispositivi indossabili. Sarà da questi esperimenti che potrebbe emergere, eventualmente, il prossimo grande prodotto di Cupertino.
Cook se ne va, ma non troppo
La transizione, comunque, sarà graduale. Cook resterà in Apple come presidente esecutivo e continuerà a gestire due delle relazioni più delicate per il gruppo: quella con Donald Trump e quella con il governo cinese. Ha inoltre fatto sapere a Ternus di essere disponibile per qualsiasi altro compito gli venga affidato.
Non è chiaro quanto durerà questa convivenza. Cook, 65 anni, ha detto ai dipendenti che Apple continuerà a essere la sua priorità numero uno, mentre Ternus e il suo predecessore hanno partecipato insieme negli ultimi mesi alle riunioni di pianificazione per il 2027.
La presenza di Cook può rappresentare una protezione importante, ma lascia inevitabilmente aperta la questione di quanto rapidamente Ternus riuscirà a imprimere la propria impronta sulla società.
Un uomo di prodotto alla guida di un impero
Il nuovo Ceo conosce l’hardware Apple forse meglio di chiunque altro. Entrato nel gruppo 25 anni fa come ingegnere dei Mac, ha poi lavorato su iPad, AirPods e iPhone fino a diventare responsabile dell’intera ingegneria hardware.
Molto minore è invece la sua esperienza in aree decisive per un Ceo, dalla finanza alle vendite, dagli affari legali ai rapporti con i governi e alla gestione della supply chain, terreno sul quale Cook era considerato un maestro.
Per questo il nuovo numero uno dovrà appoggiarsi molto più di quanto facesse il suo predecessore agli altri vertici del gruppo, a cominciare dal direttore operativo Sabih Khan, dal Cfo Kevan Parekh e dal responsabile dei servizi Eddy Cue.
Wall Street aspetta di vedere
Per ora il mercato sembra considerare il cambio della guardia con relativa tranquillità. Bank of America ha confermato la raccomandazione Buy, sostenendo che il core business dovrebbe rimanere solido mentre Ternus valuta anche un aumento degli investimenti nell’intelligenza artificiale. Jefferies resta invece decisamente più prudente e conferma il giudizio Sell.
A 320 dollari, il titolo Apple quota circa il 5% sotto il massimo storico di 340 dollari raggiunto il 28 luglio. Fra i 44 analisti che seguono il gruppo, 25 consigliano l’acquisto e 14 suggeriscono di mantenere le azioni in portafoglio. Il target price medio è di 324 dollari, praticamente uguale alla quotazione attuale.
È forse il modo più semplice per descrivere l’atteggiamento di Wall Street davanti alla nuova era: Ternus eredita una delle società di maggior successo della storia, ma a questi prezzi il mercato vuole vedere che cosa saprà aggiungere all’eredità di Cook.
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