Arriva il Cybercab. Tesla festeggia in Borsa, ma il debutto non convince

Il robotaxi senza volante entra nella flotta di Austin. Tesla non chiarisce quanti veicoli saranno realmente operativi né come abbia superato gli ostacoli normativi. Reuters, Bloomberg e Barron’s sottolineano la distanza dalle promesse di Musk. Il titolo, comunque, guadagna il 5,4%
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Tesla, il Cybercab debutta ma lascia più dubbi che risposte
Il Cybercab è arrivato. Ma per capire se sia davvero pronto a diventare il pilastro della nuova Tesla immaginata da Elon Musk bisognerà ancora aspettare. La presentazione organizzata giovedì ad Austin ha lasciato senza risposta molte delle domande fondamentali sul nuovo robotaxi a due posti, privo di volante e pedali. E il giudizio che emerge dai resoconti di Reuters, Bloomberg e Barron’s è sorprendentemente concorde: per un progetto dal quale dipende una parte importante delle aspettative sul futuro di Tesla, i dettagli forniti sono stati pochi.
L'evento, atteso da mesi dagli investitori, si è svolto a porte chiuse, su invito e senza diretta streaming. Elon Musk non era presente. A illustrare il progetto sono stati alcuni manager della società, con una presentazione durata, secondo Reuters, appena una quindicina di minuti.
“Cybercab è qui. È davvero qui”, ha annunciato Ashok Elluswamy, responsabile dell'intelligenza artificiale di Tesla, spiegando che il veicolo entra ufficialmente nella flotta robotaxi e che il servizio è aperto al pubblico in alcune aree di Austin.
Ma proprio qui cominciano le domande.
Quanti Cybercab circoleranno?
Tesla non ha precisato quanti veicoli intende mettere immediatamente in servizio, né ha fornito obiettivi dettagliati sulla crescita della flotta. Alla vigilia dell'evento risultavano registrati in Texas 45 Cybercab. Complessivamente Tesla dispone nello Stato di 420 veicoli autonomi, meno della metà dei 988 registrati da Waymo, la società di taxi autonomi di Alphabet (Google), oggi leader americano del settore.
Bloomberg osserva che nelle ore successive alla presentazione dall'app Tesla non risultava ancora possibile richiedere specificamente un Cybercab.
È esattamente il punto sul quale si erano concentrati gli analisti prima dell'evento. “Il mercato ha bisogno di vedere più di una manciata di Cybercab sulla strada”, aveva scritto Andrew Percoco di Morgan Stanley. Una diffusione sufficientemente ampia potrebbe sostenere il titolo; al contrario, aveva avvertito l'analista, se l'evento si riducesse sostanzialmente a una presentazione con pochi veicoli effettivamente messi in circolazione, la reazione della Borsa potrebbe essere negativa.
E soprattutto: può circolare?
C'è poi un interrogativo ancora più importante: quale sia esattamente lo status normativo di un'automobile senza volante e senza pedali.
Le norme federali americane prevedono generalmente una serie di dispositivi concepiti per la guida umana. Bloomberg sottolinea che, alla vigilia del lancio, Tesla non risultava avere presentato alla National Highway Traffic Safety Administration una richiesta di esenzione per il Cybercab, percorso seguito invece da Zoox, la società di guida autonoma controllata da Amazon.
Interpellata da Reuters, la NHTSA ha risposto di essere in contatto con Tesla e di stare “valutando la situazione”. Una risposta che, almeno per ora, non risolve il dubbio fondamentale su quali siano le condizioni alle quali i nuovi veicoli possano essere utilizzati commercialmente.
La distanza dalle promesse di Musk
Le cautele assumono maggiore peso alla luce dei precedenti. Musk promette da anni l'arrivo imminente della guida completamente autonoma. Nel luglio 2025 aveva previsto che la rete robotaxi Tesla sarebbe cresciuta a un ritmo “iper-esponenziale” fino a raggiungere metà della popolazione americana entro la fine di quell'anno. Non è successo.
Il servizio, partito ad Austin nel giugno 2025 utilizzando Model Y, è stato successivamente esteso ad alcune altre città di Texas e Florida, ma in diversi casi utilizza ancora supervisori umani. Reuters, che lo ha provato recentemente a Dallas, ha segnalato lunghe attese, problemi di disponibilità e corse terminate anche a 15 minuti a piedi dalla destinazione richiesta.
Il Cybercab dovrebbe rappresentare il salto di qualità. Musk lo considera destinato a diventare il modello Tesla prodotto nei maggiori volumi e la base di una futura rete globale di taxi autonomi. La produzione è iniziata in aprile, anche se lo stesso Musk aveva avvertito che inizialmente sarebbe stata “molto lenta”.
In Borsa le aspettative sono già alte
Gli investitori, intanto, hanno festeggiato prima di conoscere i risultati della presentazione. Giovedì Tesla è salita del 5,4% a 376,36 dollari. Nell'ultimo mese il titolo ha guadagnato circa il 15%, riducendo al 16% la perdita dall'inizio dell'anno.
Ed è proprio questo recupero a rendere ancora più delicati i prossimi passi. Il valore attribuito a Tesla dal mercato incorpora ormai aspettative molto elevate sulla guida autonoma e sull'intelligenza artificiale, mentre il tradizionale business delle auto elettriche deve affrontare una concorrenza globale sempre più forte.
Gli analisti, per il momento, mantengono un atteggiamento prudente. Dei 46 esperti che seguono Tesla, 22 consigliano di acquistare il titolo, 19 suggeriscono di mantenerlo e cinque di venderlo. Il target price medio è di 390 dollari: appena il 3% sopra la quotazione raggiunta giovedì.
Il Cybercab, insomma, è finalmente sulla strada. Ma dopo un evento che avrebbe dovuto segnare una tappa fondamentale nella trasformazione di Tesla, Reuters, Bloomberg e Barron’s si ritrovano a porre sostanzialmente la stessa domanda: oltre alle promesse e alle prime corse dimostrative, quanto è davvero pronto il robotaxi del futuro?
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