Banco Bpm, Crédit Agricole sfiorerebbe già il 29,9%: mossa difensiva?

Nel contesto del risiko bancario italiano, i francesi avrebbero aumentato la loro quota nella banca di Piazza Meda per poter massimizzare la propria influenza senza dover affrontare gli oneri conseguenti e sedendosi così in una posizione privilegiata rispetto a qualsiasi evoluzione futura.
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Possibile salita di Crédit Agricole in Banco Bpm
Ad un passo dall’Opa. Indiscrezioni di stampa parlano di un aumento della partecipazione di Crédit Agricole in Banco Bpm che sarebbe già arrivata al 29,9%, sfiorando così il 30% che la obbligherebbe ad un’offerta pubblica sulla banca guidata da Giuseppe Castanga.
A scriverlo è l’AdnKronos, anche se non sono arrivati commenti dalla banca francese. Secondo le fonti dell’agenzia, la partecipazione sarebbe sia diretta che tramite una posizione sintetica ottenuta tramite derivati, e rappresenterebbe una crescita rispetto al 22,9% ufficialmente detenuta precedentemente, ottenuta dopo averla incrementata a seguito dell’autorizzazione a superare il 20% ottenuta dalla Banca centrale europea.
Non una novità
L’interesse di Crédit Agricole per Banco Bpm non rappresenta una novità, visto che il raggiungimento del 22,9% era già sufficiente a rendere il gruppo francese il principale azionista di Piazza Meda.
Proprio la richiesta fatta dai francesi alla BCE di superare il 20% sembrava andare verso questa direzione: una posizione che consentirebbe alla banca francese di massimizzare la propria influenza senza dover affrontare gli oneri regolamentari e finanziari connessi a una vera acquisizione di controllo.
I rumor su una esposizione economica complessiva superiore a quella ufficiale, confermano le fonti dell’AdnKronos, circolavano da tempo in ambiente finanziario.
La mossa su Mps
La strategia di Crédit Agricole arriva dopo che a inizio giugno Banco Bpm aveva sorpreso il mercato avanzando una proposta di fusione alla pari con Banca Monte dei Paschi di Siena, iniziativa interpretata da molti come una risposta preventiva alle mosse di Intesa Sanpaolo sull’istituto senese.
Per i francesi, detenere quasi un terzo del capitale di Banco Bpm significa sedersi in una posizione privilegiata rispetto a qualsiasi evoluzione futura, e, senza controllare formalmente la banca, Crédit Agricole sarebbe comunque in grado di influenzarne in misura significativa le scelte strategiche.
Leva strategica
"La presenza" di Credit Agricole in Banco Bpm, "pur non configurando un controllo formale, potrebbe funzionare come una leva strategica", spiega all'AdnKronos Michele Calcaterra, professore di Corporate Finance presso Sda Bocconi.
"Penso" che questa presenza "possa rendere Credit Agricole il primo interlocutore per qualsiasi scenario futuro e scoraggiare eventuali mosse di altri potenziali acquirenti", prosegue Calcaterra, aggiungendo che "Oltre alla dimensione finanziaria la partecipazione offre un vantaggio informativo e industriale: maggiore visibilità sulle dinamiche della banca, possibilità di sviluppare partnership mirate nei pagamenti, nella bancassurance o nel wealth management, e un accesso privilegiato ai tavoli che contano nel consolidamento bancario italiano".
In sintesi, conclude Calcaterra, "la mossa stimo possa rispondere ad una logica di presidio. Crédit Agricole si garantisce un ruolo centrale nel mercato italiano, influenza gli equilibri del settore e mantiene aperte tutte le opzioni future". A propositi di opzioni future, continua Calcaterra, la questione si intreccia strettamente sulla possibile controfferta di Banco Bpm su Mps.
Natura difensiva
Per gli analisti di Equita, la mossa “è di natura difensiva, con l’obiettivo di proteggere l’investimento in Bpm e le partnership in essere tra i due gruppi dal potenziale interesse di altri operatori in una fase caratterizzata da un forte dinamismo del processo di consolidamento del settore”.
Allo stesso tempo, però, gli analisti della sim, “alla luce dell’approccio storicamente collaborativo mantenuto da Crédit Agricole nei confronti del governo italiano”, continuano “a ritenere poco probabile il lancio di un’operazione ostile sull’intero capitale di Banco Bpm.
“Secondo fonti di stampa”, proseguono gli esperti, “Crédit Agricole non sarebbe inoltre disponibile a supportare Piazza Meda nell’ambito di un’eventuale controproposta su Mps rispetto a quella presentata da Intesa Sanpaolo. Al contrario, l’incremento della partecipazione potrebbe rafforzare l’ipotesi di un percorso di aggregazione tra Bpm e Crédit Agricole Italia, rispetto al quale sarebbe tuttavia necessario valutare attentamente la struttura dell’azionariato della combined entity”.
Stamattina, intanto, le azioni Banco Bpm scambiano a 15,255 euro, in lieve flessione dopo due ore di scambi. Il titolo della banca “tratta attualmente con un 2028E P/E = 10,5x contro media di settore”, concludono dalla sim.
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