Banco Bpm, ipotesi mossa congiunta UniCredit-Crédit Agricole

Banco Bpm, ipotesi mossa congiunta UniCredit-Crédit Agricole

Secondo indiscrezioni di stampa, l’eventuale operazione nascerebbe dalla constatazione che con le operazioni in corso nel settore bancario, i due istituti si vedrebbero superati dai maggiori competitor sul mercato.

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Banco Bpm e le voci su UniCredit-Crédit Agricole

Il risiko bancario sembra restare ‘caldo’, con UniCredit che potrebbe tornare a volgere lo sguardo in Italia dopo l’operazione Commerzbank e potrebbe farlo in coppia con i francesi di Crédit Agricole. Secondo indiscrezione de Il Sole 24 Ore, infatti, i due istituti starebbero valutando una potenziale mossa congiunta sul capitale di Banco Bpm dopo il fallimento dell’offerta di Piazza Gae Aulenti su Piazza Meda di due anni fa.

L'articolo ragiona sul fatto che - con Intesa Sanpaolo insieme a Unipol-Bper Banca che muovono alla conquista di Mps-Mediobanca e la contromossa del Monte su Banco Bpm e Banca Generali - in entrambi i casi grandi esclusi dal riassetto bancario sarebbero UniCredit e Crédit Agricole, che si vedrebbero superati dai maggiori competitor sul mercato bancario italiano.

Osservando che tra i due gruppi non c'è stata finora particolare sintonia, tanto che UniCredit sta smantellando la joint venture nell'asset management con Amundi (controllata da Agricole), viene suggerito che vecchi contrasti potrebbero ora essere accantonati alla luce del nuovo contesto competitivo.

L’ipotesi spinge al rialzo le azioni Banco Bpm ad inizio di settimana, con il titolo dell’istituto guidato da Giuseppe Castagna che arriva a guadagnare il 3% nella prima ora di scambi, salendo ad un massimo di 16,310 euro.

I precedenti

Nel novembre 2024, Banco Bpm aveva respinto l’offerta di acquisizione non sollecitata da 10,1 miliardi di euro lanciata da UniCredit, poi ritirata in quanto non rispettava le condizioni legate alle norme italiane sul golden power che richiedevano l’uscita dell’istituto milanese dalla Russia.

Nel frattempo, Crédit Agricole aveva progressivamente aumentato la propria posizione in Banco Bpm, portando la sua quota vicina al 20% tramite derivati, ottenendo successivamente il via libera dalla Banca centrale europea per incrementarla ulteriormente fino al 29,9%.

Secondo quanto spiegato dalla banca francese, però, l’operazione mirava principalmente a proteggere le partnership commerciali nel credito al consumo e nell’assicurazione in corso con Banco Bpm, escludendo più volte una sua offerta pubblica di acquisto.

Mossa in Italia necessaria per UniCredit secondo Mediobanca

Intanto, il Corriere della Sera scrive che UniCredit dovrebbe ottenere a metà ottobre dalla BCE il via libera all’offerta su Commerzbank, per poi concentrarsi sull’Italia.

Gli analisti di Mediobanca si soffermano sull’importanza per UniCredit una mossa in Italia: “Partendo da una quota di mercato inferiore al 10%, riteniamo che un'operazione di UniCredit sia necessaria per consolidare la posizione della banca nel mercato domestico, che rappresenta una delle aree più redditizie del gruppo”.

In un report, gli esperti di Piazzetta Cuccia aggiungono che “fortunatamente” per UniCredit, un'operazione in Italia “risulta complementare e non in contrasto con l'acquisizione” di Commerzbank, in quanto può “non essere diluitiva per il Cet1 (in alcuni casi addirittura accrescitiva) e, al contempo, riequilibrare la presenza geografica del gruppo”.

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