Barclays, sale l’utile nel trimestre ma pesa l’accantonamento da 200 milioni

Sui conti della banca britannica pesa l’accantonamento legato ad una perdita su un'esposizione verso una singola società, il cui nome non è stato diffuso, anche se è stato compensato dalla tenuta dell'investment banking, sostenuto da una vivace attività di trading.
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La trimestrale di Barclays
Utile in aumento per Barclays nel primo trimestre 2026, con conseguente conferma delle guidance, a l’impatto sui conti dovuto all’esposizione su una società indica l’esistenza di qualche nube all’orizzonte per l’istituto.
In particolare, la banca britannica ha realizzato un utile netto pari a 1,93 miliardi di sterline nei primi tre mesi dell’anno, segnando così un aumento del 4% rispetto al 2025, e un risultato pretasse di 2,81 miliardi (+3%), in linea con le previsioni degli analisti interpellati da LSEG, su ricavi totali pari a 8,163 miliardi (+6%).
I ricavi sono aumentati del 4% su anno, raggiungendo i 4 miliardi di sterline, in linea con le previsioni degli analisti che si attestavano a 3,9 miliardi di sterline. In diminuzione il ritorno sul capitale tangibile, segnando un -13,5% dal +14% del primo trimestre 2025, ma, sottolinea la nota, tutte le divisioni hanno raggiunto un Rote in doppia cifra.
Il total income del gruppo, pari a 8,2 miliardi di sterline, è aumentato del 6% su base annua, mentre il margine di interesse netto (NII), escludendo l'Investment Banking e la sede centrale, è stato di 3,4 miliardi, in crescita del 12% su base annua. Le spese operative totali sono state pari a 4,5 miliardi, in aumento del 4%.
Di “altro trimestre solido” parla il Ceo C.S. Venkatakrishnan, sottolineando “un RoTE del 13,5 e rendimenti a doppia cifra in tutte le nostre attività”, risultati arrivati “nonostante un onere una tantum e svalutazioni nel trimestre. Il fatturato è cresciuto del 6% su base annua, trainato dalle performance di tutte le divisioni, inclusa la Investment Bank, dove abbiamo generato per la prima volta un fatturato trimestrale superiore a 4 miliardi di sterline. Il rapporto costi/ricavi è migliorato al 56% e l'utile per azione (EPS) è cresciuto dell'8% a 14,1 pence".
L’accantonamento
Sui conti pesa l’accantonamento di 200 milioni di sterline legato a una perdita su un'esposizione verso una singola società, il cui nome non è stato diffuso, anche se è stato compensato dalla tenuta dell'investment banking, sostenuto da una vivace attività di trading.
Tale onere atteso in quanto a febbraio era avvenuto il crollo dell’istituto londinese Mfs specializzato in prestiti complessi legati al settore immobiliare. Questo fallimento aveva già sollevato preoccupazioni riguardo ai controlli effettuati dagli istituti di credito, tra cui Barclays, oltre allo stato di salute del mercato del credito privato nel suo complesso Barclays ha un'esposizione di 495 milioni di sterline nei confronti di Mfs, aveva riferito a Reuters all'epoca una fonte informata sulla questione.
Alla borsa di Londra, intanto, le azioni Barclays aprono la seduta in calo del 3%, a 412 GBP, portando così al 13% le perdite subìte da inizio anno.
La conferma dei target e il buyback
Alla luce dei conti, Barclay ha confermato i target per l’anno in corso e al 2028. Nel dettaglio, quest’anno la banca stima di raggiungere ricavi per 31 miliardi di sterline, con un cost income sopra il 50% (56% nel primo trimestre) e un ritorno sul capitale tangibile di gruppo superiore al 12%.
Al 2028 il gruppo si aspetta che il ritorno sul capitale tangibile aumenti a oltre il 14% e che i ricavi crescano del 5% annuo nel periodo 2025-28 a fronte di un cost income inferiore al 50%. Questo obiettivo di riduzione dei costi operativi include un programma di efficienze di 2 miliardi di sterline nel triennio 2026-28.
Inoltre, l'istituto intende portare a 10 miliardi la distribuzione di capitale agli azionisti tra il 2024 e il 2026 attraverso dividendi e buyback.
"La nostra posizione patrimoniale rimane solida con un coefficiente Common Equity Tier 1 (CET1) del 14,1% e oggi annunciamo un programma di riacquisto di azioni proprie da 500 milioni di sterline”, aggiungeva il Ceo e “L'ampiezza e la qualità delle nostre attività ci consentono di rimanere fiduciosi nel raggiungimento di tutti i nostri obiettivi finanziari in diversi contesti. Ciò include un RoTE superiore al 12% nel 2026 e oltre il 14% nel 2028".
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