Bper Banca, delude la guidance nonostante l’aumento dell’utile

Maggiori proventi e margine di interesse in aumento per la banca emiliana ma il mercato e gli analisti restano freddi davanti ai conti del primo trimestre 2026.
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Calano le azioni Bper Banca
Utile netto superiore alle attese per Bper Banca nei primi tre mesi dell’anno, grazie a maggiori proventi netti da interessi e commissioni a seguito della fusione con Banca Popolare di Sondrio, ma la guidance ha lasciato l’amaro in bocca a mercato e analisti.
Così, il titolo della banca emiliana apre la seduta di Piazza Affari segnando un calo del 2%, a 12,586 euro, sottoperformando un Ftse Mib in parità dopo due ore di scambi.
La performance delle azioni Bper Banca si mantiene positiva in questo 2026 nonostante il calo odierno, ancora in crescita del 9% rispetto a inizio gennaio (11,77 euro).
I risultati del primo trimestre
La banca ha annunciato un primo trimestre con un utile netto di 549 milioni di euro, superiore alle previsioni degli analisti raccolte da Reuters, di 510 milioni.
I proventi operativi netti sono arrivati a 1,774 miliardi e il margine di interesse si è attestato a 1,087 miliardi, con una dinamica commerciale trimestrale positiva di 13,3 milioni al netto dell'effetto calendario (-20,9 milioni.
Il margine di interesse netto è aumentato a 1,09 miliardi, con una crescita di circa il 34% su base annua, trainata dal contributo del gruppo ampliato.
I ricavi netti da commissioni sono saliti a 681 milioni di euro, in crescita di circa il 26% su base annua, sostenuti dalla crescita delle commissioni di gestione patrimoniale e bancassicurazione, in linea con l'obiettivo della banca di espandere le attività che generano commissioni.
L'effetto combinato di maggiori margini di interesse e commissioni ha incrementato i ricavi core di oltre il 24% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Il cost/income ratio si è attestato al 45,1%, con oneri operativi a 799,9 milioni. Il costo del credito annualizzato è risultato particolarmente contenuto a 27 punti base, con rettifiche su finanziamenti alla clientela di 85,6 milioni.
Il CET1 ratio si attesta al 14,9%, il Tier 1 al 17,2% e il Total Capital al 19,1%.
Il contributo di BP Sondrio
Escludendo il contributo dell'ex Gruppo Banca Popolare di Sondrio, il margine di interesse Bper sale a 819,7 milioni (+1% anno su anno) e le commissioni nette a 568 milioni (+5,0%), trainate dai servizi di investimento (+7,8%) e dal comparto assicurativo danni e protezione (+27,4%).
Gli oneri operativi scendono a 656,6 milioni (-1,6%), grazie alle iniziative di efficientamento che hanno ridotto le altre spese amministrative del 14,3%.
Il cost/income è stabile al 48,5%. L'utile ordinario di pertinenza della capogruppo è pari a 405,4 milioni. I crediti netti crescono a 92,8 miliardi (+3,6%), con nuovi finanziamenti a 6,0 miliardi (+36,2%). "Grazie al completamento dell'integrazione di Banca Popolare di Sondrio, possiamo oggi far leva su un modello industriale ancora più distintivo e su una maggiore forza e solidità data dalle nuove dimensioni e dalla più ampia base di risorse di capitale”, spiega l’ad Gianni Franco Papa.
“Questo assetto assume ulteriore valore alla luce della complessità e dell'incertezza del contesto macroeconomico e geopolitico in cui operiamo, che ci vede impegnati ad assicurare costante supporto ai clienti - privati, famiglie e imprese - anche in questi momenti delicati e complessi. Trimestre dopo trimestre, i risultati dimostrano l'efficacia del nostro modello e ci stimolano a proseguire in questa direzione, ancora più determinati e forti, insieme alle nuove colleghe e ai nuovi colleghi", concludeva Papa.
Guidance 2026 prudente secondo analisti
La banca prevede ricavi complessivi in lieve aumento nel 2026, con il margine di interesse atteso sostanzialmente stabile o in progresso a una cifra bassa e le commissioni nette in crescita a metà singola cifra, a conferma di una dinamica commerciale ancora positiva.
In termini di redditività, Bper stima un utile netto intorno a 2,35 miliardi di euro e un RoTE vicino al 20%, livelli che riflettono una performance ancora elevata rispetto al capitale impiegato. Sul versante patrimoniale, il CET1 ratio è visto attorno al 14,5%, includendo l’impatto del buyback, a conferma di una posizione di capitale solida e ampiamente sopra i requisiti regolamentari.
Sul fronte dei costi, l’istituto punta a mantenere una disciplina rigorosa, con costi operativi sotto controllo e un rapporto cost/income attorno al 45%. Anche il costo del rischio è indicato su livelli contenuti, sotto i 40 punti base, elemento che rafforza il profilo di qualità dell’attivo e sostiene la capacità della banca di generare utili.
Guidance “prudente” secondo gli analisti di Jefferies (rating buy e prezzo obiettivo a 14 euro), arrivata dopo conti definiti dal broker come “solidi trend core”.
Ulteriori dettagli saranno forniti in occasione dell’aggiornamento del Piano Industriale ‘B:Dynamic | Full Value 2027’, previsto il 6 agosto 2026, subordinatamente agli sviluppi di mercato legati allo scenario geopolitico e macroeconomico.
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