Coinbase, analisti alzano i target price in attesa del Clarity Act

A settembre potrebbe arrivare il voto al Senato del provvedimento che punta a stabilire un quadro federale negli Stato Uniti per gli asseti digitali ma sarà necessario il voto favorevole di parte dell’opposizione.
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Azioni Coinbase ieri in rialzo
Coinbase protagonista ieri a Wall Street, tra i giudizi degli analisti e il rinnovato interesse sul Bitcoin con le attese per importanti novità normative per il settore delle criptovalute.
Il titolo della società aveva chiuso la seduta con un guadagno del 5,31%, a 188,12 dollari, anche se stamattina cedeva l’1,50% nelle contrattazioni del pre market USA.
Poco mosso il Bitcoin che questa mattina scambia intorno ai 78.700 dollari, dopo aver raggiunto un massimo intraday di quasi 79.225 dollari. Agosto si è chiuso con un'impennata del 24% per la principale delle criptovalute, segnando la sua migliore performance mensile da novembre 2024.
Ma il prezzo della cripto non è l'unico fattore determinante. Strategy, la società di Michael Saylor e maggiore detentore aziendale di Bitcoin, è appena rientrata nel mercato con un acquisto di 4.603 BTC per 369,7 milioni di dollari.
Analisti alzano i target price
Nei giorni scorsi, Goldman Sachs ha alzato il target price su Coinbase da 173 a 196 dollari, decidendo così un aumento di circa il 13%.
“Coinbase, a cui assegniamo rating buy, offre una potenzialità di rialzo in caso di un miglioramento duraturo dello scenario cripto”, spiegano dalla banca, “e continua a registrare una forte crescita idiosincratica in settori di nuova apertura (compresi derivati e prediction market)".
La decisione di GS è stata seguita ieri dagli analisti di Cantor Fitzfgerald, i quali hanno portato il prezzo obiettivo sulle azioni Coinbase da 184 a 212, confermando il rating overweight.
Il broker ha aggiornato il proprio modello a seguito delle dichiarazioni e del management e delle indicazioni della società per il terzo trimestre 2026.
Coinbase si attende per il prossimo periodo ricavi da abbonamenti e servizi compresi tra i 500 e i 580 milioni, spese di transazione a metà dei teen come percentuale dei ricavi netti, spese rettificate comprese tra circa 980 milioni e 1,08 miliardi, e compensazioni basate su azioni di circa 245 milioni.
Il target price si basa su 19 volte la stima EBITDA rettificato per l’anno solare 2027 della società, pari a 2,68 miliardi, più un’analisi del flusso di cassa scontato.
Clarity Act e il voto del 15 settembre
Il rinnovato interesse del Bitcoin vede tra le principali ragioni la prospettiva dell’approvazione del Digital Asset Market Clarity Act, con quale verrebbe stabilito un quadro federale negli Stato Uniti per gli asseti digitali, tracciando confini più netti tra i token regolamentati come titoli dalla SEC e quelli trattati come commodity sotto la supervisione della CFTC.
Il provvedimento era già stato approvato a luglio 2025 (294 voti favorevoli e 134 contrari), per poi bloccarsi al Senato, perdendo l'occasione di passare prima della pausa estiva di agosto.
Lo scorso 8 agosto, però, il capogruppo repubblicano al Senato, John Thune, aveva presentato la mozione di cloture (fine del dibattito) sulla mozione di procedere, fissando per il 15 settembre il voto procedurale per limitare la discussione e far avanzare il provvedimento. Il provvedimento dovrà essere approvato dall’aula con 60 voti, ma i Repubblicani detengono 53 seggi, quindi avrà bisogno del via libera di almeno sette Democratici o indipendenti, sempre che i conservatori votino compatti a favore.
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