Eni in difficoltà col calo del petrolio

Eni in difficoltà col calo del petrolio

Gli spiragli di pace indeboliscono tutto l’azionario legato al greggio con le prospettive di una possibile riapertura dello Stretto di Hormuz a seguito del possibile raggiungimento di un accordo tra Stati Uniti e Iran.

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Eni e altri petroliferi in calo

Titoli petroliferi tra i pochi in calo tra i componenti del Ftse Mib (+0,80%), indeboliti dai segnali di un imminente accordo tra Stati Uniti e Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz e il ripristino dei flussi petroliferi.

Così, delle cinque società in rosso del principale indice di Milano dopo due ore di scambi tre sono legate al petrolio: Eni cede il 2%, Saipem lo 0,80% e Tenaris lo 0,70%, insieme a STMicroelectronics (-1%) e Leonardo (-0,50%).

In Europa, le vendite sul settore colpiscono anche Maurel et Prom (-3,70%), Equinor (-2,80%), BP (-2,40%), Repsol (-2,20%), Total Energies (-1,70%), Shell (-1,30%), Galp Energia (-1%) e Shell (-0,20%).

I cali sono dovuti al brusco calo dei prezzi del petrolio: il Brent è sceso sotto i 100 dollari al barile (a 94,22 dollari) per la prima volta da settimane, con il consigliere economico di Trump, Kevin Hassett, che ha sottolineato come la fine del conflitto in Medio Oriente potrebbe creare spazio per un taglio dei tassi della Federal Reserve.

Punto di svolta in Medio Oriente?

Dopo lo stallo delle ultime settimane, le trattative tra Stati Uniti e Iran sembrerebbero poter essere arrivate ad un punto di svolta: le due parti sarebbero vicine ad un accordo che poterebbe alla riapertura dello Stretto di Hormuz, anche se ancora non sarebbero pronte per la firma e sarebbero necessari altri giorni di colloqui.

Indiscrezioni diffuse in queste ore affermano che Teheran avrebbe accettato in linea di principio di smaltire le riserve di uranio altamente arricchito, mentre Washington ha escluso lo sblocco degli asset iraniani congelati nel deal attualmente in discussione.

Stando all'agenzia semi-ufficiale Tasnim, la bozza di accordo potrebbe ancora naufragare perché Washington sarebbe di ostacolo su alcune clausole chiave, tra cui la richiesta iraniana di restituzione degli asset congelati.

Equita ancora buy su Eni

Intanto, gli analisti di Equita confermano la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 27,5 euro sulle azioni Eni dopo una nuova scoperta di gas nel West Desert egiziano.

"Pur trattandosi di una scoperta di dimensioni relativamente contenute (stimiamo un valore netto per Eni nell'ordine di alcune decine di milioni di euro), la notizia conferma il forte momentum esplorativo del gruppo e il ruolo strategico dell'Egitto nel portafoglio gas di Eni. Ricordiamo che a inizio aprile Eni aveva annunciato la scoperta offshore Denise W1 nella concessione Temsah, nel Mediterraneo orientale”, spiegano dalla sim.

“Complessivamente, Eni contribuisce a circa il 40% della produzione di gas dell'Egitto e rappresenta uno degli operatori chiave del Paese dopo la scoperta di Zohr nel 2015", calcolano dalla sim.

I consigli degli analisti

"Il ritmo senza precedenti del calo delle scorte di petrolio greggio statunitensi evidenzia l'importanza per i mercati globali che gli sforzi del fine settimana per raggiungere un accordo tra Washington e Teheran portino i loro frutti", scrive Garfield Reynolds, responsabile del team Markets Live di Bloomberg.

"Un chiaro fattore FOMO (Fear Of Missing Out, paura di perdere l'occasione) contribuisce all'inaspettatamente forte propensione al rischio a livello globale: gli investitori non vogliono essere esclusi dalla possibilità che la guerra con l'Iran finisca, mentre il tema dell'intelligenza artificiale continua a sostenere il mercato azionario", spiega Dana Malas, stratega di SEB.

"Dopo i movimenti di mercato odierni, lo scenario più probabile sembra già essere ampiamente scontato", secondo Roberto Scholtes Ruiz, responsabile della strategia presso Singular Bank, il quale si attende “una dinamica di 'vendita sulla notizia' una volta raggiunto un accordo, e mi asterrei dall'aumentare l'esposizione azionaria fino a quando le curve dei rendimenti non scenderanno".

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Aziende citate nell'Articolo

Codice: ENI.MI
Isin: IT0003132476
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