Eni si rafforza in Indonesia: confermato blocco Sapukala

La società italiana avrà il 100% dell’area offshore in acque profonde, adiacente agli asset del futuro North Hub. Il governo indonesiano ha previsto per l’azienda un programma di studi e acquisizione di 1.500 km² di dati sismici 3D.
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Eni e il nuovo blocco nel Kutei Basin
Eni ha confermato l’aggiudicazione del blocco Sapukala, nel bacino di Kutei, in Indonesia, con una partecipazione del 100%.
Il governo di Giacarta ha ufficializzato il risultato il 17 settembre, indicando Eni Indonesia Limited come vincitrice della gara per Sapukala e l’assegnazione è avvenuta nell'ambito del primo round 2026 delle gare per le aree petrolifere e del gas indonesiane.
L’aggiudicazione arriva dopo uno studio congiunto realizzato da Eni con un'importante istituzione accademica indonesiana, come previsto dalla normativa locale, e la successiva partecipazione alla fase di offerta diretta. Il blocco si estende in un’area offshore del Kutei Basin, al largo del Kalimantan Orientale, caratterizzata da acque profonde tra 1.000 e 2.500 metri. La posizione è particolarmente rilevante per la società italiana perché Sapukala è adiacente ad altri blocchi già operati dalla società o nei quali il gruppo detiene partecipazioni.
A Piazza Affari, intanto, le azioni Eni guadagnano lo 0,75% a circa metà seduta, salendo a 24,22 euro, complice anche la risalita dei prezzi del petrolio che vede il Brent a 105,20 dollari al barile (+2,10%).
Un'area vicina al North Hub
Il valore strategico dell'operazione è legato soprattutto alla collocazione del blocco, che si trova in prossimità del futuro North Hub, uno dei principali progetti di sviluppo del portafoglio Eni in Indonesia. Il North Hub comprende i giacimenti di gas e condensato di Geng North e Gehem, ai quali si aggiungono Gula e Geliga nell'area circostante. Eni ha completato nel marzo 2026 le decisioni finali di investimento per il North Hub e il South Hub, con l'avvio della produzione dei nuovi progetti previsto dal 2028.
Il North Hub è destinato a sfruttare infrastrutture dedicate in acque profonde, tra cui un nuovo FPSO, mentre il gas sarà trasportato a terra attraverso una pipeline verso una struttura di ricezione collegata sia alla rete nazionale indonesiana sia all'impianto GNL di Bontang. Per il progetto sono già partiti lavori infrastrutturali: a luglio Reuters ha riferito dell'avvio della costruzione della struttura galleggiante per il trattamento del gas, nell'ambito di un investimento complessivo indicato in 11,8 miliardi di dollari.
Impegno da 8 milioni di dollari e 1.500 km² di sismica
Il governo indonesiano ha inoltre indicato nel provvedimento di assegnazione gli impegni esplorativi iniziali di Eni per Sapukala. Nei primi tre anni sono previsti due studi G&G (geologia e geofisica) e l'acquisizione e l'elaborazione di 1.500 km² di dati sismici 3D, per un valore complessivo degli impegni pari a 8 milioni di dollari, oltre a un signing bonus di 200.000 dollari.
Il programma sismico assume particolare importanza perché Eni ha già completato recentemente una nuova campagna di acquisizione di dati di elevata qualità che copre anche Sapukala. La società ritiene che lo studio effettuato abbia evidenziato un potenziale esplorativo significativo, mentre la disponibilità dei nuovi dati dovrebbe consentire di accelerare la valutazione delle prospettive del blocco.
La forza del Kutei Basin e la scoperta Geliga
L'ingresso a Sapukala si inserisce in una strategia di progressivo consolidamento di Eni nel Kutei Basin, diventato negli ultimi anni uno dei principali motori della crescita upstream del gruppo. Nel bacino, Eni produce oggi circa 90.000 barili di olio equivalente al giorno, principalmente attraverso i giacimenti Jangkrik e Merakes.
Il potenziale dell'area è stato ulteriormente evidenziato dalla scoperta Geliga-1, annunciata da Eni nell'aprile 2026 nel blocco Ganal. Il giacimento è stimato contenere circa 5 Tcf di gas e 300 milioni di barili di condensato e si trova a soli 20 chilometri da Geng North. Eni sta valutando la possibilità di collegare Geliga al vicino Gula, creando un possibile terzo hub produttivo nel bacino di Kutei.
Searah mette insieme Eni e Petronas
La crescente concentrazione di attività nel Kutei Basin va letta anche alla luce della costituzione di Searah, la joint venture 50/50 creata da Eni e Petronas e ufficialmente avviata a giugno. La società riunisce 19 asset upstream, di cui 14 in Indonesia e cinque in Malesia, con una produzione iniziale superiore a 300.000 boe al giorno e l'obiettivo di superare i 500.000 boe al giorno nei prossimi tre anni.
Searah dispone inoltre di una linea di credito revolving da 6 miliardi di dollari e di un programma di investimenti superiore a 20 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni, destinato allo sviluppo di oltre 3 miliardi di barili equivalenti di risorse già scoperte e alla valorizzazione di ulteriore potenziale esplorativo. Nel Capital Markets Update 2026, Eni indicava inoltre circa 10 miliardi di boe di potenziale esplorativo unrisked per la piattaforma.
Gli analisti guardano alla crescita upstream
L'aggiudicazione di Sapukala arriva in un contesto nel quale gli analisti hanno recentemente evidenziato il contributo delle attività di esplorazione e del modello delle joint venture alla crescita futura di Eni.
Berenberg, in un commento del 20 agosto, ha sottolineato in particolare che i successi esplorativi stanno sostenendo il profilo di crescita della produzione del gruppo fino al 2030 e che il modello ‘satellite’ sta iniziando a generare una crescita significativa anche grazie a Searah. Il broker ha contestualmente aumentato le proprie stime di utile per azione del 6% per il 2026 e dell'11% per il 2027.
Anche Jefferies aveva indicato Searah tra i fattori destinati ad avere un peso crescente sui risultati di Eni, mantenendo a luglio una raccomandazione d'acquisto e un target price di 30 euro. La banca d'affari aveva evidenziato in particolare il contributo atteso dalla crescita delle attività upstream e delle partecipazioni nelle joint venture e nei cosiddetti ‘satellite’, tra cui Searah.
L'operazione Sapukala, tuttavia, è ancora una fase esplorativa: non sono state comunicate riserve commerciali né una stima di risorse del nuovo blocco. Il principale elemento da monitorare sarà quindi l'esito della nuova campagna sismica e delle successive attività di esplorazione. La vicinanza alle infrastrutture e agli asset già sviluppati nel Kutei Basin potrebbe, qualora venissero individuate risorse economicamente sfruttabili, favorire l'integrazione con il sistema produttivo che Eni e Petronas stanno costruendo attraverso Searah.
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