Eni sotto pressione col calo del greggio ma arrivano nuove scoperte e decisioni strategiche

Test eccezionali in Indonesia, nascita della joint venture Searah e via libera a dividendi, buyback e nuovo cda. Diverse novità per il gruppo italiano, oggi in sofferenza in borsa a causa del calo delle quotazioni del petrolio.
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Azioni Eni in calo
Eni si muove in una fase di debolezza in Borsa, risentendo del recente arretramento delle quotazioni del petrolio sui mercati internazionali.
Il titolo cede il 2% quando mancano circa due ore alla chiusura di Piazza Affari, scendendo a 22,46 euro, in linea con l’andamento dell’azionario legato al greggio come Tenaris (-5%), indebolita anche dalla trimestrale, e con Saipem (-4%).
Come spesso accade per le major energetiche, il calo del prezzo del greggio si riflette sulle prospettive di ricavi e margini del settore, alimentando prese di profitto e un clima di cautela tra gli investitori. Il Brent, infatti, continua la sua discesa e scende a 97,60 dollari al barile, condizionando il settore.
Nonostante questa pressione di breve periodo, il gruppo continua a rafforzare il proprio profilo industriale con nuove scoperte, operazioni strategiche e decisioni societarie rilevanti che puntano a sostenere la crescita futura.
La scoperta in Indonesia
Sul fronte upstream, Eni ha annunciato risultati definiti “eccezionali” dai test di produzione eseguiti sulla scoperta Geliga 1 nel Bacino del Kutei, in Indonesia. Le prove hanno confermato l’elevata qualità del giacimento e la capacità di sostenere livelli produttivi significativi. Durante il test, il pozzo ha erogato portate fino a 1,7 milioni di metri cubi standard di gas al giorno – limite imposto dalla capacità dell’impianto di perforazione – con variazioni di pressione minime, segnale di un’eccellente produttività.
Sulla base dei risultati, il pozzo Geliga 1 potrebbe produrre in modo sostenibile circa 5,7 milioni di metri cubi di gas al giorno e circa 10.000 barili di condensati. Il giacimento si trova nel Blocco Ganal, offshore a circa 70 chilometri dalla costa del Kalimantan orientale, ed è stato perforato fino a 5.100 metri di profondità in acque di circa 2.000 metri. Le stime preliminari indicano risorse in posto pari a circa 140 miliardi di metri cubi di gas e 300 milioni di barili di condensati.
La scoperta è adiacente al giacimento a gas Gula, non ancora sviluppato, stimato in circa 56 miliardi di metri cubi di gas e 75 milioni di barili di condensati. Considerate insieme, le due scoperte potrebbero sostenere una produzione incrementale di circa 28 milioni di metri cubi di gas e 80.000 barili al giorno di condensati.
La partecipazione con Petronas
È in preparazione il Piano di Sviluppo che sarà presentato al governo indonesiano nelle prossime settimane e che punta a un fast track per la creazione di un terzo hub produttivo nel Bacino del Kutei, accanto ai progetti South Hub e North Hub.
Parallelamente, sono in corso studi per aumentare ulteriormente la capacità di liquefazione dell’impianto di Bontang, con la possibile riattivazione di due treni di liquefazione oggi inattivi.
Il Blocco Ganal è operato da Eni con una quota dell’82%, mentre Sinopec detiene il restante 18%. Questo asset rientra nel portafoglio dei 19 blocchi che confluiranno in Searah, la nuova società a partecipazione paritetica tra Eni e Petronas annunciata nel novembre 2025.
La joint venture svilupperà circa 3 miliardi di barili equivalenti di risorse scoperte e rafforzerà la presenza nel Sud Est asiatico. Il closing dell’operazione è previsto nel secondo trimestre del 2026, mentre è in corso la cessione a terzi del 10% degli asset conferiti da Eni Indonesia.
La scoperta Geliga contribuisce ad accrescere il valore di questa operazione. Il gruppo è presente in Indonesia dal 2001 e produce oggi circa 90.000 barili equivalenti al giorno.
Buyback e dividendo
Sul fronte societario, l’assemblea degli azionisti ha approvato il bilancio 2025, chiuso con un utile di oltre 4,4 miliardi di euro, destinato integralmente a riserva disponibile. È stato inoltre nominato il nuovo consiglio di amministrazione per il triennio fino al 2028, composto da nove membri e presieduto da Giuseppina Di Foggia, con la conferma dell’amministratore delegato Claudio Descalzi.
L’assemblea ha deliberato compensi annuali pari a 90.000 euro lordi per il presidente del CdA e 80.000 euro per ciascun consigliere, oltre alla nomina del nuovo Collegio Sindacale.
Via libera anche a un ampio programma di remunerazione degli azionisti, con autorizzazione all’acquisto di azioni proprie fino a 303 milioni di titoli per un esborso massimo di 4 miliardi di euro e alla possibile cancellazione fino a 297,9 milioni di azioni.
Approvata inoltre la distribuzione di 1,1 euro per azione in quattro tranche tra settembre 2026 e maggio 2027, in luogo del dividendo ordinario, con la possibilità di un dividendo straordinario qualora sussistano le condizioni previste. L’assemblea ha infine autorizzato la riduzione e l’utilizzo della riserva di rivalutazione per oltre 2,8 miliardi di euro a supporto della distribuzione agli azionisti.
Nel complesso, mentre il titolo risente della volatilità del petrolio, le nuove scoperte, la joint venture in Asia e le decisioni dell’assemblea delineano una strategia orientata alla crescita e alla remunerazione degli investitori nel medio-lungo periodo.
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