Tonfo Exor dopo un 2025 debole e la vendita del gruppo Gedi

La holding della famiglia Agnelli ha registrato un indebolimento dei suoi principali indicatori nel corso dello scorso anno, mentre ieri ha annunciato anche la cessione del gruppo editoriale che comprende importanti asset come La Repubblica, Radio Deejay, HuffPost Italia, Limes e National Geographic Italia.
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Azioni Exor in calo
Vendite su Exor questa mattina dopo che ieri la holding della famiglia Agnelli ha comunicato deboli risultati per lo scorso anno e ha annunciato la vendita del gruppo Gedi.
Dopo circa due ore di scambi, il titolo cede oltre il 3% alla borsa olandese dove è quotato, scelta fatta nel 2023 quando la holding ha spostato la quotazione da Milano ad Amsterdam per allinearsi meglio alla propria struttura internazionale e agli investitori globali.
Con le vendite odierne, la performance da inizio anno delle azioni Exor segna un -14%, calo che sale al 30% prendendo in esame il loro andamento nel corso degli ultimi 12 mesi.
I numeri del 2025
Nel 2025 Exor ha registrato un indebolimento dei principali indicatori, con un Gross Asset Value pari a 37,1 miliardi di euro e un Net Asset Value per azione in calo dell’8,1%, a fronte del +5,4% del MSCI World Index, segnando una chiara inversione rispetto al 2024 e anche rispetto alla prima parte del 2025, quando il NAV aveva sovraperformato il benchmark globale.
Nel comunicato, l’amministratore delegato John Elkann ha sottolineato la svolta strategica in atto, affermando che «stiamo semplificando il nostro portafoglio, affinando le nostre priorità e concentrandoci su società di maggiori dimensioni», evidenziando come le cessioni in corso (Iveco, GEDI, Lifenet e Nuo) porteranno circa 2 miliardi di euro di proventi.
Elkann ha inoltre indicato che questa strategia rafforza la posizione finanziaria del gruppo, con liquidità disponibile superiore a 3,5 miliardi, “in una posizione forte per perseguire un investimento significativo” sul modello Philips.
Le dichiarazioni del management mettono quindi in evidenza come il calo del 2025 rappresenti non solo un deterioramento rispetto agli esercizi precedenti, ma anche un punto di transizione verso un portafoglio più concentrato e orientato a operazioni di maggiore scala.
Infine, il cda ha proposto un dividendo di 0,49 euro per azione, per un totale di circa 100 milioni, soggetto ad approvazione dell'assemblea degli azionisti e pagabile il 27 maggio.
Venduta Gedi
Dopo mesi di trattative, è stata ufficializzata la cessione del 100% di Gedi da parte di Exor al gruppo greco Antenna Group, controllato dalla famiglia Kyriakou, segnando l’uscita definitiva degli Agnelli dall’editoria italiana.
L’operazione include asset di primo piano come La Repubblica, le radio Radio Deejay, Radio Capital e Radio m2o, oltre a brand quali HuffPost Italia, Limes, National Geographic Italia e la concessionaria pubblicitaria A. Manzoni & C., mentre resta esclusa La Stampa, già oggetto di una cessione separata al Gruppo SAE.
Il valore dell’accordo non è stato reso noto ufficialmente, ma secondo indiscrezioni supera i 100 milioni di euro.
Exor, nella lettera agli azionisti, ha comunque inserito l’operazione nel più ampio piano di dismissioni – insieme a Iveco Group, Lifenet e NUO – che dovrebbe generare circa 2 miliardi di euro complessivi.
Con questa acquisizione, Antenna Group entra direttamente nel mercato italiano con l’obiettivo di rafforzare le attività editoriali e sviluppare il business radio e digitale, puntando a creare un hub mediatico mediterraneo e accelerare su nuovi formati come podcast e produzione audiovisiva; una mossa che rappresenta uno dei cambiamenti più rilevanti degli ultimi anni nel settore, tra disimpegno storico di un grande gruppo industriale italiano e ingresso di un operatore internazionale con ambizioni di crescita globale.
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