Intel, target price alzato da Bank of America

Il broker migliora il suo giudizio sulla società spinta da una crescente fiducia nelle opportunità nel segmento delle CPU per server e nel suo business di fonderia esterna.
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BofA alza il target price su Intel
Posizionamento unico nel far fronte ai vincoli a livello di settore nella produzione di wafer all'avanguardia e nel packaging avanzato, oltre ad una crescente fiducia nelle opportunità nel segmento delle CPU per server e nel suo business di fonderia esterna. Sono queste alcune delle motivazioni che hanno spinto gli analisti di Bank of America a migliorare il loro giudizio su Intel. In particolare, Bofa ha alzato il suo giudizio da ‘underperform’ a ‘buy’, aumentando il target price da 96 a 135 dollari rispetto ai 111 dollari del pre market USA di oggi (+4%).
La banca applica un multiplo di 25 volte alla sua stima di utili per azione (eps) per il 2030 di 6,24 dollari, scontato di due anni, per arrivare al target price di 135 dollari. La precedente metodologia basata sulla somma delle parti (SOTP) con stime per il 2028, che, secondo gli analisti guidati da Vivek Arya, "non rappresentava adeguatamente molte delle potenzialità di Intel nel settore delle CPU e della fonderia che si materializzeranno in un orizzonte temporale più lungo".
Sul fronte dei prodotti, la banca si attende che le vendite di server CPU di Intel saranno superiori a 40 miliardi di dollari entro il 2030, pari a circa il 25% di un mercato totale stimato in 170 miliardi di dollari.
Intel e l’intelligenza artificiale agentica
Gli analisti inquadrano l’opportunità attraverso il prisma dell’IA agentica, sostenendo che, con l’evoluzione dei carichi di lavoro di intelligenza artificiale, il ruolo della CPU si espanda strutturalmente: da una gestione tradizionale dei server alla orchestrazione di agenti AI autonomi, un segmento che valutano intorno ai 70 miliardi di dollari entro il 2030.
BofA ha identificato diversi accordi potenziali nel portafoglio di Intel, tra cui:
• Wafer della serie Apple M;
• Wafer TPU di MediaTek;
• Impegni su IP e packaging con Terafab;
• Opportunità di CPU per server basate su ARM.
Inoltre, la banca ha evidenziato una recente collaborazione su proprietà intellettuale con Cadence sul nodo 14A di Intel, che contribuisce a costruire un ecosistema di fonderia esterna più sostenibile.
Bassa partecipazione istituzionale: un possibile catalizzatore
Nonostante una capitalizzazione di mercato di circa 540 miliardi di dollari (la quinta più grande tra i titoli di semiconduttori e infrastrutture IA degli Stati Uniti), Intel è presente solo nel 16% dei fondi dell’S&P 500, rendendola il secondo titolo meno detenuto nel gruppo, dopo SanDisk.
Gli analisti hanno tracciato unparagone con AMD, dove la partecipazione istituzionale è aumentata di1.400 punti basenell’ultimo anno, accompagnata da unarivalutazione del 309% nel prezzo dell’azione.
Rischi principali
Infine, BofA ha segnalato inoltre i principali rischi per il suo scenario rialzista, che includono:
- competizione più agguerritada parte di chip personalizzati e basati su ARM;
- possibile moderazione nella spesa in capitale per l’IA;
- rischi di esecuzionelegati allarampa di produzione all’avanguardia.
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