Intesa Sanpaolo, si avvicina la trimestrale: le attese degli analisti

Intesa Sanpaolo, si avvicina la trimestrale: le attese degli analisti

In vista dei risultati, alcuni analisti prevedono per la banca un set di conti complessivamente solido e in linea con il percorso necessario per centrare il target annuale.

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Intesa Sanpaolo verso la trimestrale

Luci su Intesa Sanpaolo mentre si avvicina la data in cui lโ€™istituto diffonderร  i risultati del primo trimestre 2026, in agenda per il prossimo 5 maggio.

Stamattina il titolo della banca torinese scambia a 5,72 euro (-1%), e nel corso del 2026, ha mostrato un andamento negativo (-3%), ma nei 12 mesi precedenti ha visto una crescita del 29%, sostenuto dal contesto favorevole per il settore bancario europeo e dalla soliditร  dei risultati operativi del gruppo.

La banca ha beneficiato soprattutto del livello ancora elevato dei tassi dโ€™interesse nella prima parte dellโ€™anno, che ha continuato a sostenere il margine di interesse e la redditivitร  complessiva, elemento che ha contribuito a mantenere un sentiment positivo tra gli investitori.

In borsa, le azioni Intesa Sanpaolo hanno evidenziato una buona tenuta con fasi di crescita alternate a momenti di consolidamento, tipici di un comparto bancario molto sensibile alle aspettative sulle politiche monetarie della Banca centrale europea.

Gli operatori hanno premiato in particolare la forte generazione di capitale, la politica di dividendi generosa e la percezione di Intesa come banca difensiva e orientata alla remunerazione degli azionisti, fattori che hanno sostenuto la domanda del titolo anche nelle fasi di maggiore volatilitร  dei mercati.

Tuttavia, nel corso dellโ€™anno non sono mancate oscillazioni legate alle prospettive di graduale riduzione dei tassi, che potrebbero ridurre nel medio periodo il contributo del margine di interesse, introducendo elementi di cautela nelle valutazioni degli investitori.

Le previsioni degli analisti

Le attese sul primo trimestre 2026 restano improntate a prudente ottimismo in vista della pubblicazione dei conti, con il consenso che continua a vedere il gruppo ben posizionato per centrare gli obiettivi dellโ€™intero esercizio nonostante un contesto di tassi stabilizzati e mercati piรน volatili.

Le stime indicano un margine di interesse atteso a 3,6 miliardi di euro circa, in lieve calo su base trimestrale per effetto calendario ma sostanzialmente stabile su base annua, mentre il contributo da commissioni e attivitร  assicurativa dovrebbe restare positivo nel confronto anno su anno pur risentendo della stagionalitร  meno favorevole e di un progressivo rallentamento delle commissioni da investimento legato allโ€™andamento dei mercati a partire da marzo. Atteso inoltre un solido contributo dal trading, sostenuto dalla volatilitร , che dovrebbe compensare parte della debolezza del margine di interesse.

Sul fronte dei costi, il mercato prevede una crescita contenuta con un cost/income intorno al 38%, mentre la qualitร  dellโ€™attivo รจ vista stabile dopo le azioni di derisking degli ultimi trimestri, con un costo del rischio contenuto.

Nel complesso, le attese convergono su ricavi intorno a 6,9 miliardi, utile operativo sopra i 4,2 miliardi e utile netto poco sopra i 2,5 miliardi, mantenendo la banca in linea con il target di circa 10 miliardi di utile netto per lโ€™intero 2026.

Sul capitale, il CET1 ratio รจ atteso in area 13%, leggermente in calo rispetto a fine 2025 per lโ€™impatto dellโ€™allargamento dello spread BTP-Bund sulle riserve.

Equita conferma il buy

In vista dei risultati, gli analisti di Equita (rating confermato buy con target price a 7,30 euro) prevedono per la banca un set di conti complessivamente solido e in linea con il percorso necessario per centrare il target annuale.

A livello di ricavi, il margine di interesse รจ atteso a 3,612 miliardi di euro, in calo del 2% su base trimestrale e dellโ€™1% su base annua, con la dinamica sequenziale che dovrebbe riflettere principalmente un effetto calendario negativo legato a due giorni operativi in meno in un contesto di tassi sostanzialmente stabili.

Le commissioni e i ricavi assicurativi sono stimati in crescita del 2% anno su anno ma in flessione del 4% trimestre su trimestre per la consueta stagionalitร  meno favorevole, nonostante il forte confronto con il primo trimestre 2025 e lโ€™atteso impatto negativo sulle commissioni da investimento a partire da marzo 2026 a causa dellโ€™andamento dei mercati.

La contribuzione del trading dovrebbe risultare sostenuta e superiore a 300 milioni di euro, grazie alla capacitร  del gruppo di cogliere opportunitร  generate dalla volatilitร  dei mercati.

Sul fronte dei costi, Equita prevede una crescita contenuta del 2% su base annua con un cost/income stimato al 38%, mentre sul rischio di credito non si attendono segnali di deterioramento dellโ€™asset quality dopo lโ€™ulteriore pulizia di bilancio realizzata nel quarto trimestre 2025, con un costo del rischio contenuto e rettifiche su crediti attese per 302 milioni (28 punti base).

Nel complesso, le stime indicano ricavi totali pari a 6,892 miliardi di euro (+1% QoQ e +1% YoY), un utile operativo di 4,250 miliardi (+29% QoQ e +1% YoY) e un utile netto di 2,531 miliardi, in lieve calo del 3% su base annua. A livello patrimoniale, il CET1 ratio รจ previsto attorno al 13% rispetto al 13,2% del quarto trimestre 2025, incorporando lโ€™impatto negativo sulle riserve da valutazione derivante dallโ€™allargamento dello spread BTP-Bund di oltre 20 punti base rispetto a fine 2025.

Secondo la casa dโ€™investimento, il set di risultati atteso appare pienamente coerente con lโ€™obiettivo di utile netto 2026 di circa 10 miliardi di euro, stima su cui Equita rimane allineata confermando le proprie previsioni per il periodo 2026-2029. Il titolo tratta su multipli 2027-2028 stimati pari a 9,2-8,6 volte gli utili, leggermente inferiori alla media di settore di 9,7-9,0 volte, e offre un dividend yield visibile superiore al 7,5% nel 2026, con un total yield intorno al 10%.

Le attese di altri broker

Tra le altre case dโ€™investimento, gli analisti di JP Morgan continuano a evidenziare la resilienza del modello di business diversificato del gruppo, con particolare enfasi sulla crescita delle commissioni e sulla generazione di capitale organica, mentre Goldman Sachs sottolinea la forte visibilitร  sulla remunerazione degli azionisti grazie a un dividend yield elevato e a una politica di distribuzione sostenuta.

Piรน cauta UBS, che segnala come lโ€™evoluzione dei tassi e la volatilitร  dei mercati possano rappresentare variabili chiave per la dinamica delle commissioni nella seconda parte dellโ€™anno, pur mantenendo una visione complessivamente positiva sulla capacitร  della banca di centrare i target di redditivitร  e distribuzione del capitale nel medio periodo.

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Codice: ISP.MI
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