Meta prevede un fiume di investimenti per l’IA e il mercato la punisce

Il gruppo guidato da Mark Zuckerberg si attende prezzi maggiori per i componenti e costi superiori del previsto per i data center, diffondendo così maggiori preoccupazioni per quanto riguarda la monetizzazione dell’intelligenza artificiale.
Indice dei contenuti
Aumenta la spesa per l’IA di Meta
Mercato spaventato su Meta Platforms dopo l’aumento delle previsioni annuali di spesa in conto capitale, raddoppiate per migliorare le infrastrutture di intelligenza artificiale.
La società proprietaria di Facebook e Instagram, tre le tante, ha comunicato ieri sera una spesa in conto capitale compresa tra i 125 e i 145 miliardi di dollari, quando precedentemente l’attesa era limitata all’intervallo 115-135 miliardi.
Da Meta hanno spiegato che l'aumento è in parte dovuto alla convinzione che la sua strategia sull'IA stia funzionando, ma la società sta anche affrontando " maggiori prezzi dei componenti" e costi superiori al previsto per i data center, secondo le parole pronunciate ieri nel corso della conferenza stampa dalla direttrice finanziaria Susan Li.
Il Ceo Mark Zuckerberg ha affermato di avere "fiducia" nella decisione di incrementare ulteriormente questi investimenti, ma questo ottimismo non è stato ricambiato da Wall Street: le azioni Meta arrivavano a cedere il 7% nelle contrattazioni afterhours seguite alla diffusione dei conti, andamento poi confermato nel pre market USA.
Il nodo della monetizzazione
Dopo la diffusione delle nuove previsioni di spesa, il consenso degli analisti resta complessivamente positivo su Meta nonostante la reazione negativa del mercato.
Secondo Saken Ismailov di Freedom Broker, il mercato deve prepararsi a ulteriori aumenti della guidance di spesa, spinti dalla forte domanda di capacità IA e dal rincaro dei componenti. Il vero nodo, ha sottolineato, “sarà dimostrare la monetizzazione degli investimenti tra il 2027 e il 2028”. Analisti di Evercore e William Blair hanno mantenuto un giudizio rialzista, ritenendo la strategia coerente con il posizionamento di lungo periodo nonostante la pressione sui margini nel breve.
Nel complesso, la comunità finanziaria riconosce che l’IA sta già rafforzando il core business pubblicitario della società, ma evidenzia rischi di execution e impatto sul cash flow.
Tra le case d’investimento che hanno confermato rating positivi figurano Jefferies, Wedbush Securities, Piper Sandler e Citigroup, segno che la narrativa prevalente resta quella di investimenti onerosi ma necessari per competere nella corsa globale all’intelligenza artificiale.
I numeri del trimestre
Eppure i risultati del primo trimestre 2026 di Meta hanno superato le attese degli analisti.
I ricavi del gruppo sono arrivati a 56,31 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 42,4 miliardi dell’anno precedente e andando oltre i 55,45 miliardi indicati dagli esperti interpellati da LSEG.
L'utile per azione è salito a 10,44 dollari, rispetto ai 6,43 dollari del trimestre precedente, superando i 6,67 dollari previsti dagli analisti.
L’utile netto è stato di 26,8 miliardi di dollari nel primo trimestre, che include un beneficio fiscale una tantum non monetario di 8 miliardi di dollari dovuto all'attuazione della politica fiscale statunitense firmata a luglio. Il dato è superiore alla stima di 17,2 miliardi, senza prevedere tale beneficio (18,8 miliardi).
Gli utenti attivi giornalieri su tutte le piattaforme social del gruppo sono leggermente diminuiti nel primo trimestre, attestandosi a 3,56 miliardi: il calo è stato attribuito dalla società alle interruzioni di internet in Iran e alle restrizioni russe sull'accesso a WhatsApp. Questo ha segnato il primo calo da quando l'azienda ha iniziato a utilizzare tale parametro e Li ha affermato che Meta avrebbe registrato una crescita positiva degli utenti in assenza dei conflitti geopolitici.
Per quanto riguarda il prossimo periodo, Meta prevede ricavi compresi tra 58 e 61 miliardi, sostanzialmente in linea con le stime di 59,5 miliardi.
Il taglio dei costi
Per far fronte a queste spese, Meta ha recentemente implementato una serie di misure di riduzione dei costi, un processo che Zuckerberg ha descritto ieri come "un aumento dell'efficienza dei nostri investimenti".
La scorsa settimana, l'azienda ha informato il personale tramite una nota interna che avrebbe tagliato circa 8.000 posti di lavoro e non avrebbe coperto 6.000 posizioni aperte. Meta aveva già effettuato altri tagli, più limitati, all'inizio di quest'anno, che avevano colpito, tra gli altri team, la divisione hardware Reality Labs.
Evercore ISI ha stimato che i licenziamenti di maggio consentiranno all'azienda di risparmiare circa 3 miliardi di dollari all'anno e che le aziende si affideranno maggiormente agli agenti di intelligenza artificiale per gestire attività che un tempo richiedevano dipendenti umani.
"Riteniamo che il settore stia appena iniziando a comprendere le opportunità di crescita derivanti dalle implementazioni di agenti e il maggiore livello di investimenti necessari per supportarle", ha affermato l'analista di Evercore Mark Mahaney in una nota agli investitori.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!



