Mps, anche la supercedola all’odg del board di oggi sulle M&A

Le mosse di Lovaglio per resistere all’offensiva di Intesa Sanpaolo risultano complesse da realizzare alla luce della passivity rule a cui è sottoposta Siena e la complessità della composizione del suo azionariato.
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Iniziato il cda di Mps
Arrivato il grande giorno per Banca Monte dei Paschi di Siena: alle 9 di questa mattina è iniziato il consiglio di amministrazione della banca con all’ordine del giorno il piano dell’ad Luigi Lovaglio per contrastare l’Opas di da 30,6 miliardi di Intesa Sanpaolo e del gruppo Unipol.
Le indiscrezioni diffuse in queste ore parlando di due possibili offerte lanciate su Banco Bpm e Banca Generali, a cui si aggiungerebbe una supercedola per gli azionisti dell’istituto senese, massimizzando così il premio per i soci, specie alla luce di una proposta come quella di Intesa che per il banchiere non valorizza appieno l'istituto.
Nel pacchetto ci sarebbe anche la conferma della fusione con Mediobanca, necessaria a Lovaglio per disporre a pieno titolo di oltre il 14% delle Generali. Secondo quanto risulta a Il Sole 24 Ore Radiocor, il confronto in atto vedrà nuovi terreni di scontro tra maggioranza e minoranza.
Le operazioni risponderebbero alla logica industriale di creare un terzo polo bancario con solide fabbriche prodotto e una forte capacità di valorizzazione del risparmio nazionale.
A Piazza Affari, intanto, tra i titoli coinvolti in questo capitolo del risiko bancario viaggia in negativo solo Unipol (-2%) dopo due ore di scambi: Mps, Mediobanca e Intesa Sanpaolo guadagnano mezzo punto percentuale. Ferma, invece, Assicurazioni Generali.
Operazioni complesse da realizzare
Le due operazioni non saranno certamente facili da realizzare alla luce della posizione delicata in cui si trova Mps e degli equilibri interni delle due società target.
La banca senese dovrà superare gli ostacoli previsti dalla passivity rule a cui è soggetta dopo l’annuncio dell’Opas di Intesa Sanpaolo, regole che ne condizionano lo spazio di manovra e limita la possibilità del cda di adottare iniziative senza l’autorizzazione degli azionisti.
Trovare un accordo tra gli azionisti, però, non sarà semplice in quanto la compagine azionaria risulta molto variegata e gli schieramenti sono poco leggibili.
Il Sole 24 Ore sottolinea il ruolo di Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, sostenitore di Lovaglio nel corso dell’assemblea che lo ha rieletto, ma che non sarebbe stato finora sondata.
L’esito del confronto in assemblea, dunque, non appare scontato, considerando anche la necessità di un accordo con Crédit Agricole, che di Banco Bpm controlla quasi il 30%.
Gli esperti di WebSim Intermonte, che confermano il rating outperform e il tp su Mps a 12,5 euro, ricordano che il Cda non ha finora respinto formalmente l'offerta di Intesa, ma ne avrebbe contestato il prezzo e il piano di cessione di una parte rilevante degli attivi di Mps.
Altro rischio potrebbe arrivare dalla risposta di Intesa Sanpaolo che potrebbe rilanciare oppure, facendo leva sulle condizioni sospensive dell'operazione, ritirare l'Opas.
Infine, c’è da considerare il rischio calendario: l'Opas di Intesa Sanpaolo viaggia con oltre 90 giorni di anticipo rispetto alle contromosse difensive che, fra assemblee e autorizzazioni varie, richiederanno almeno cinque mesi.
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